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giovedì 8 febbraio 2018

Creare gruppi con Keamk

Ho scoperto un generatore di gruppi casuali che utilizza criteri diversi, come il livello di abilità o il sesso dei partecipanti.
Nel caso volessimo dividere la classe in gruppi per un lavoro o qualche altra attività, basta andare su Keamk e decidere se vogliamo dividere i ragazzi per fasce di livello o per genere, oppure lasciare tutto al caso.
Si clicca sul comando Create Teams e, nel caso volessimo creare gruppi equilibrati per capacità, clicchiamo su Skill level assegnando al nome degli alunni inseriti un punteggio da 1 a 5. Se cerchiamo invece l'equilibrio tra maschi e femmine, cliccheremo su Gender.
Non è richiesta l'iscrizione ed è possibile salvare i gruppi creati semplicemente scaricando il file che si è generato in formato Excel, oppure inviandosi per posta il link della pagina con i gruppi frutto della randomizzazione.
Strumento interessante da provare.

lunedì 5 febbraio 2018

Il coraggio di essere umani

Si avvicinava il Santo Natale del 1914, primo anno di guerra. Sia sul fronte occidentale, dove ormai un’unica linea trincerata collegava il Mare del Nord alle Alpi, sia su quello orientale, si registrava – dopo sanguinosissime battaglie dagli esiti alterni – una situazione di stallo. Benedetto XV, che aveva visto naufragare il tentativo di fermare la luttuosa macchina bellica, provò agli inizi di dicembre a suggerire ai capi delle nazioni che i fucili tacessero almeno durante le feste natalizie. Ma la compassionevole proposta di una «tregua di Natale» – accettata dalla Germania, ma non dalla Francia e dalla Russia – non passò. E già il 12 dicembre l’Osservatore Romano doveva prendere atto che, in mancanza della necessaria unanimità, l’idea di un temporaneo cessate il fuoco era fallita. Troppi apparvero ai governanti e agli alti comandi militari i rischi, in un conflitto che esigeva cieca brutalità e spietatezza, di una irruzione tra le truppe di sentimenti di umanità, religiosità e fraternità. Quasi che festeggiare il Natale senza sparare un colpo, senza uccidere o essere uccisi, potesse minare la propensione al combattimento, l’odio verso il nemico e la fede incrollabile nella vittoria.
La Storia  però ci racconta di tante piccole «tregue di Natale», frutto della spontanea mobilitazione di soldati, in particolare inglesi e tedeschi che, sul fronte occidentale, uscirono disarmati dalle trincee,  camminando lentamente verso le postazioni nemiche, quasi sospinti da una forza invisibile, che era la forza  dell'umanità non ancora sparita, nonostante l'orrore e la violenza della guerra. Le testimonianze parlano di centinaia di fanti dei due eserciti che si ritrovarono nella terra di nessuno, stringendosi le mani, abbracciandosi, scambiandosi regali e cartoline, mostrandosi a vicenda le foto delle fidanzate e, persino in qualche caso, suonando, ballando e dando vita a partite di calcio con una palla fatta di stracci.  A iniziare erano stati due soldati inglesi che, dopo aver inalberato il segnale di tregua, si erano avvicinati prudentemente alle trincee tedesche. Lì erano stati ricevuti con tutti gli onori: e in cambio di fette di mince pie (un dolce tipico natalizio inglese) avevano ricevuto vino e liquori, tornando incolumi alla base. Poche ore dopo, due fanti prussiani si apprestavano a restituire la visita, ma una zelante sentinella inglese, vedendoli arrivare, li aveva arrestati puntandogli il fucile contro. L’incidente venne prontamente risolto dall’intervento di un ufficiale inglese, che accettati i doni e scambiati gli auguri, ordinò alla sentinella di lasciare che i due tornassero alla loro trincea. Non tutti gli ufficiali, specie quelli superiori, però furono condiscendenti. Gli alti comandi dell’una e dell’altra parte, colti di sorpresa da questa esplosione di umanità, andarono su tutte le furie. Non potendo punire migliaia di soldati (tale fu l’ampiezza del fenomeno), decisero di porre rimedio alla pericolosa “fraternizzazione” coi nemici a partire dalle festività successive, con tassativi divieti, rigidi controlli e avvicendando i combattenti nelle trincee alla vigilia dei giorni di festa. (Tratto e adattato da Giovanni Grasso, Avvenire di venerdì 12 dicembre 2014)

Ci vuole proprio grande coraggio nel rimanere umani quando, intorno a te, tutto sembra dirti che l'umanità è un lusso che non ci si può permettere. Eppure proprio a questo siamo chiamati: crescere in umanità. Perché l'Amore ha vinto e vincerà, come possiamo ascoltare nella canzone "Esseri umani" di Marco Mengoni..

lunedì 29 gennaio 2018

La dottrina sociale della Chiesa

Cos'è la dottrina sociale della Chiesa?
L'enciclopedia Treccani la definisce come l'insieme di principi, teorie, insegnamenti e direttive emanate dalla Chiesa cattolica in relazione ai problemi di natura sociale ed economica del mondo contemporaneo.
Papa Francesco ci dice che «la Dottrina Sociale contiene un patrimonio di riflessioni e di speranza che è in grado anche oggi di orientare le persone e di conservarle libere» (dal video messaggio che trovate cliccando qui). Libere da cosa? Dal diventare schiave del denaro, dal mettere il profitto al primo posto, dalle ingiustizie sociali. La Dottrina sociale insegna che la dignità della persona umana deve essere messa al primo posto, e questo non si traduce in una perdita, neanche economica, bensì, sostiene sempre Papa Francesco, «porta un grande guadagno, perché è in grado di creare sviluppo proprio in quanto – nella sua visione complessiva – richiede di farsi carico dei disoccupati, delle fragilità, delle ingiustizie sociali e non sottostà alle distorsioni di una visione economicistica».

Leggo sempre nell'enciclopedia Treccani che l’espressione Dottrina Sociale della Chiesa (DSC) fu coniata nel 1941 da Pio XII,  e poi sistematicamente utilizzata, salvo una breve parentesi, dai pontefici successivi. Leone XIII preferiva parlare di ‘filosofia cristiana’ e Pio XI di ‘dottrina sociale ed economica’.
In Cathopedia trovo che la DSC non è stata pensata da principio come un sistema organico, ma si è formata nel corso del tempo, attraverso numerosi interventi del Magistero, soprattutto le famose encicliche sociali dei Pontefici, fra cui la Rerum Novarum (1891) di Leone XIII, Quadragesimo Anno (1931) di Pio XI, Mater et Magistra (1961) di Giovanni XXIII, Octogesima Adveniens (1971) di Paolo VI, Laborem Exercens (1981), e Centesimus Annus (1991) di Giovanni Paolo II, tutte scritte in anniversari decennali della prima.
Tra i principali documenti del Magistero che hanno plasmato la Dottrina sociale della Chiesa c'è anche l'enciclica Sollicitudo Rei Socialis di Giovanni Paolo II. Ricordo che era il 1987 (il mio primo anno di insegnamento) quando uscì  e proposi ai ragazzi di una terza media di leggerne alcuni passi. Saranno stati i tempi e i ragazzi diversi, ma ho ancora viva la memoria dei cartelloni che crearono con un entusiasmo che, sinceramente, a fatica trovo negli alunni di oggi.
Anche per i ricordi personali legati a questo documento, ne ho preparata una sintesi da proporre agli alunni.

sabato 27 gennaio 2018

Qual è il vero volto di Dio?

Un video che ci aiuta a riflettere sull'idea che ognuno di noi ha di Dio. Ma qual è il vero volto di Dio?

venerdì 26 gennaio 2018

Nablus, la città del pozzo di Giacobbe

Nel nostro viaggio alla scoperta dei luoghi e dei gesti per incontrare Dio, ci siamo imbattuti nel brano del Vangelo in cui si racconta dell'incontro tra Gesù e la donna samaritana. Sicar è la città citata nel Vangelo di Giovanni e lì si trovava un pozzo di Giacobbe. E' possibile identificare questo luogo?