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sabato 16 dicembre 2017

Il pastore Benino

Tra le statuine del presepe ce n'è una che dorme. E' il pastore Benino.
La leggenda popolare presenta questo personaggio mentre sta dormendo nello stesso presepe che sta sognando e, poiché quel presepe è il frutto del suo sogno, svegliare Benino vorrebbe dire l’istantanea estinzione del presepe. Ispirato dal passo evangelico che descrive l’annuncio degli Angeli ai pastori dormienti, il sogno di Benino non deriva però da un semplice sonno ozioso di un giovincello stanco, ma rappresenta invece il momento in cui l’uomo accoglie nella sua totale pienezza l’evento straordinario del mistero dell’Incarnazione. Tanto che nel suo sognare egli stesso diventa protagonista delle trasformazioni del creato e della natura che gli appaiono attorno. Ed è per questo che nei presepi il pastorello Benino viene collocato nel punto più alto della scena: perché la sua visione, tra mille viottoli, discese, e dirupi, sfocia attraverso un viaggio denso di simboli e interpretazioni nella grotta sottostante, dove sono collocati Giuseppe, Maria e Gesù Bambino.
Il valore simbolico di questo personaggio ha dato vita a numerose narrazioni fra cui quelle legate alla Cantata dei Pastori di Andrea Perrucci (1698) che fa aprire la scena del primo atto della sacra rappresentazione con il dialogo con Benino e il padre Armenzio che lo ha svegliato da un sogno straordinario in cui ha visto la terra trasformarsi in Paradiso. Attorno a questa scena sono nati anche alcuni componimenti musicali conosciuti come Il sogno di Benino, che vengono ancora eseguiti come prologo alle rappresentazioni di Presepi viventi, come quello qui riportato diffuso nell'area del Lazio meridionale: «...Mentre sognavo d’un tratto si apre il cielo piove argento e oro il mondo era tutto un tesoro I fiori erano pietre preziose dai fiumi scorre l’argento dalle viti pendevano grappoli di brillanti topazi e rubini E mentre guardavo estasiato vedo apparire una luce sorge dalla grotta di Betlemme grande come cento soli...».
Tratto da Avvenire del 14/12/2017 (Il sogno di Benino che dorme nel presepe di Ambrogio Sparagna)

venerdì 15 dicembre 2017

Il valore del dialogo

Papa Francesco offre un ulteriore contributo alla riflessione che con i ragazzi delle seconde medie stiamo facendo sull'essere comunità.
«La diversità della famiglia umana - ha detto il Papa ricevendo i nuovi ambasciatori di alcuni Paesi - non è di per sé una causa di queste sfide alla coesistenza pacifica. Davvero le forze centrifughe che vorrebbero dividere i popoli non sono da ricercarsi nelle loro differenze, ma nel fallimento nello stabilire un percorso di dialogo e di comprensione come il più efficace mezzo di risposta a tali sfide». Il dialogo gioca un ruolo chiave «nel permettere alla diversità di essere vissuta in modo autentico e nel reciproco vantaggio per la nostra società sempre più globalizzata. Una comunicazione rispettosa conduce alla cooperazione, specialmente nel favorire la riconciliazione dove essa è più necessaria. Questa cooperazione a sua volta è d’aiuto a quella solidarietà che è la condizione per la crescita della giustizia e per il dovuto rispetto della dignità, dei diritti e delle aspirazioni di tutti. L’impegno per il dialogo e la cooperazione dev'essere il segno distintivo di ogni istituzione della comunità internazionale, come di ogni istituzione nazionale e locale, dal momento che tutte sono incaricate della ricerca del bene comune».
Il Papa ha continuato dicendo che «La promozione del dialogo, della riconciliazione e della cooperazione non possono essere date per scontate. La delicata arte della diplomazia e l’arduo lavoro della costruzione di una nazione devono essere sempre nuovamente imparate da ogni nuova generazione. Noi condividiamo la responsabilità collettiva di educare i giovani all'importanza di questi principi che sorreggono l’ordine sociale. Trasmettere questa preziosa eredità ai nostri figli e nipoti, non solo assicurerà un pacifico e prospero futuro, ma soddisferà anche le esigenze della giustizia intergenerazionale e di quello sviluppo umano integrale a cui ha diritto ogni uomo, donna e bambino».

domenica 3 dicembre 2017

La nuova proposta per la classe terza: Il mondo può ancora aver bisogno del Vangelo?

Il Vangelo ha anche un contenuto sociale, perché la relazione personale con Dio si deve tradurre in comportamenti di fraternità, di pace e di giustizia. Per questo la Chiesa ha avuto anche un’attenzione particolare ai problemi dell’uomo che abita questo nostro tempo: da qui la dottrina sociale della Chiesa e alcuni documenti che avremo modo di leggere e capire. Questa necessaria coerenza tra la fede e la vita è testimoniata anche da persone che hanno fatto scelte politiche e sociali ispirate al Vangelo. Il vostro compito sarà quello di raccontare in un’immagine e poche frasi quanto avete colto in questo percorso di apprendimento. Cliccare sull'immagine per vedere la proposta didattica.


venerdì 1 dicembre 2017

Proposta per la classe seconda: Un nuovo popolo

Come si fa a costruire gruppi accoglienti, capaci di apprezzare le diversità di ognuno? La Bibbia ha da dire e suggerire qualcosa? I testi biblici che ci parlano della prima Chiesa, ci presentano una comunità che, con l’aiuto dello Spirito Santo, sperimentava e metteva in pratica (con tutte le difficoltà che possiamo immaginare) il comandamento dell’amore. Non può esistere comunità, neanche quella scolastica, se non c’è accettazione dell’altro (che va amato come un fratello) e condivisione di regole. La regola più importante di tutte è però quella di rinunciare al proprio egoismo per il bene comune. Cliccare sull'immagine per vedere la proposta didattica.


giovedì 30 novembre 2017

La nuova proposta per la classe prima: la storia tra l'uomo e Dio

La storia tra l'uomo e Dio non può consistere solo in una serie di regole o di riti da seguire.
La Bibbia racconta la storia di un popolo che ha avuto sempre a che fare con i prepotenti di turno, stranieri o appartenenti allo stesso popolo. La Bibbia ci racconta anche, però, di uomini e donne che, fidandosi di Dio, hanno saputo combattere contro la cattiveria e le ingiustizie.
Il rapporto con Dio, dice la Bibbia, deve fare di noi persone migliori. Per questo il lavoro che propongo alle classi prime partirà da un fenomeno attuale come il bullismo per arrivare a comprendere che la fiducia degli altri e negli altri, il non stare tra i prepotenti, ma tra coloro che si appassionano per la libertà, il saper trarre insegnamenti dai propri errori e avere il coraggio di riconoscerli, ci fa crescere come persone migliori. Di tutto questo, ovviamente con modi e stili diversi da quelli di oggi, parla anche la Bibbia. Perché Dio si rivela e fa alleanza con il popolo perché l'umanità possa vincere il male.


lunedì 6 novembre 2017

Una Bibbia per tutti

Ma’heo’o tséxhoháeméhotaétse hee’haho ného’eanemétaenone.... Chiaro no?
È un versetto del Vangelo di Giovanni: “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il Figlio unigenito…”. È scritto nella lingua dei Cheyenne, i nativi dell’America Settentrionale, i quali non possono ancora leggere tutta la Bibbia nella loro lingua madre ma tra alcuni anni forse sì: quando cioè la squadra che la sta traducendo avrà finito il suo duro e lunghissimo compito. Sì perché tradurre un testo come la Bibbia, di mole imponente, con testi che parlano di avvenimenti e costumi di migliaia di anni fa, e con un contenuto di assoluta importanza e delicatezza (chi può permettersi di esprimere male la Parola di Dio?) più che un lavoro è una vera impresa.
E se già lo è tradurre la Bibbia nelle principali lingue del mondo, è facile immaginare cosa voglia dire farlo in lingue parlate magari da poche decine di migliaia di persone, spesso povere di vocaboli... e di vocabolari. Oggi nel mondo si contano circa 7.000 lingue viventi, cioè parlate attivamente, ma la Bibbia nella sua interezza è disponibile in solo 636 di queste. Per quanto la Bibbia sia uno dei testi più tradotti al mondo sono circa un miliardo e mezzo le persone che non possono leggere integralmente la Sacra Scrittura nella loro lingua madre.
Tratto e adattato da Popotus del 12/10/2017

giovedì 2 novembre 2017

Sintesi del percorso per le classi prime "Il nome di Dio"

Vi propongo alcune attività per rivedere il percorso appena concluso. Un modo per sistemare le conoscenze e rivedere i punti chiave della proposta didattica.
Cliccare sull'immagine.