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lunedì 31 agosto 2009

Un cantautore contro i falsi miti giovani

Su Avvenire di domenica 30 agosto ho trovato un articolo su un giovane cantautore canadese. Confesso la mia ignoranza, e me scuso, ma se non fosse stato per quell'articolo, io non avrei mai saputo chi era Daniel Merriweather. La storia di questo giovane artista mi ha interessato, soprattutto per la sua denuncia contro il denaro e tutte quelle mode che portano le persone a perdersi. Nella canzone For your money troviamo queste parole: "Mettere in primo piano la ricchezza è come puntare una pistola alla tempia di chi non è ancora maturo. Lo costringi a perdersi". Nell'ultimo disco di questo artista ci sono canzoni che attaccano alcune dipendenze che spesso sono sottovalutate o scambiate per mode, come il tabagismo e l'alcolismo. "Canto contro l'alcol - dice il cantante nell'intervista di cui vi parlavo - perchè ho visto quanto facilmente se ne può divenire preda". La vita di questo giovane non è stata facile. Per problemi economici ha lasciato la scuola a 17 anni, e da allora ha dovuto sempre lavorare per aiutare la famiglia. La scelta della musica non è stata per i soldi, ma per potersi esprimere. Poi la scoperta di un problema alle corde vocali con la possibilità concreta di perdere la voce. La sofferenza lo ha aiutato però a pensare ogni giorno a cosa conta davvero. Ed è questo che egli prova ad esprimere nelle sue canzoni.

domenica 30 agosto 2009

L'insegnamento della religione in Germania

Durante l'estate ho avuto modo di ospitare nuovamente un'amica tedesca di mia figlia. Vive nel nord - ovest della Germania, a circa tre ore di autostrada da Berlino e a poco più di un'ora da Colonia. Anche per lei, come per mia figlia, questo è l'ultimo anno di scuola superiore e mi diceva che doveva preparare per l'esame una relazione di religione da discutere oralmente. A settembre, la prima volta che è venuta in Italia, mi parlava di una tesina, sempre di religione, su cui stava lavorando e che avrebbe dovuto concludere, una volta rientrata in Germania, per avere il voto. Curiosa come sono, figuratevi se non le ho chiesto come è organizzato l'insegnamento della religione da lei.
Come cattolica lei segue l'insegnamento della religione cattolica; in alternativa c'è lo studio della religione protestante e per chi non si riconosce in nessuna di queste due confessioni, c' è uno studio di etica. Vedete che tipo di soluzione è stata adottata dalla Germania? Ci sono ore curricolari (mi sembra che mi parlasse di circa tre ore la settimana) in cui si affrontano le questioni fondamentali della vita. Lo studente può scegliere in che modo affrontarle e con chi. E il tutto con voti ed esami, come per qualsiasi altra materia.
Si potrà arrivare ad una soluzione del genere anche in Italia? Riusciremo, finalmente, a parlare di religione con animo sereno, senza polemiche, pensando soltanto a ciò che può aiutare i nostri giovani a crescere culturalmente e umanamente?
Ci stiamo avviando a celebrare il 150esimo dell'unità d'Italia. Ce la faremo, anche attraverso una discussione serena e costruttiva sull'insegnamento della religione, ad arrivare alla composizione di una frattura che, mai come da noi, dopo la presa di Porta Pia (vi ricordate, ragazzi, la questione romana?), continua a persistere tra laici e cattolici? Verrà costruita una valida alternativa alla religione cattolica? Il collega Luca nel suo sito, denuncia le difficoltà che invece stanno nascendo per organizzare proprio l'attività alternativa. E a noi, insegnanti di religione, sta a cuore che la scuola faccia proposte formative, piuttosto che incentivare il disimpegno attraverso l'ora del nulla (che comunque, allo stato attuale, resta un diritto).
Ciò che come adulti ed educatori ci deve interessare è solo il bene dei ragazzi.
Su questo abbiamo il dovere di confrontarci.

sabato 29 agosto 2009

Sulla buona strada

Una mia alunna, Francesca, ha inserito su FB un video molto crudo, impressionante, che ci fa vedere le conseguenze di chi guida con superficialità, o di chi sull'auto si trasforma, quasi a sentirsi un dio onnipotente in grado di poter fare tutto.
Non c'è giorno che non si sentano notizie di vittime di incidenti stradali. E sono tanti, troppi, i giovani che perdono la vita così.
Quanta poca consapevolezza che la vita è un bene prezioso, che lo "sballo" si esaurisce presto e ti consuma. Gli eccessi, nella guida, nell'alcool e in tante altre cose, hanno un prezzo salato. L'evasione dalla realtà è illusione di libertà. La vera libertà è dire sì alla vita, sempre e comunque.
Così diceva Giovanni Paolo II ai giovani riuniti a Santiago di Compostela il 20 agosto del 1989:
"Non abbiate paura di essere santi! Questa è la libertà che Cristo ci ha donato (Gal 5,1): non è come la promettono con illusione e inganno i poteri del nostro mondo, una totale autonomia, una rottura di ogni legame, in quanto creature e figli, un'affermazione di autosufficienza, che ci lascia indifesi di fronte ai nostri limiti e alle nostre debolezze, soli nel carcere del nostro egoismo, succubi dello "spirito di questo mondo", condannati alla "schiavitù della corruzione" (Rm 8,21). Perciò, chiedo al Signore che vi aiuti a crescere in questa "autentica libertà", come criterio fondamentale e illuminante di giudizio e di scelta nella vita. La stessa libertà orienterà la vostra condotta morale nella verità e nella carità. Vi aiuterà a scoprire l'amore vero (...). Vi farà crescere in umanità (...)".
Essere sulla buona strada significa proprio questo: sentire che la vita ci è sta donata per amore e che l'Amore (quello con la A maiuscola) dà senso e sapore alla vita.
Avremo modo di riparlarne.
Meditate gente, meditate!!!

giovedì 27 agosto 2009

Ancora sull'ora di religione

Il collega Luca Paolini nel suo sito (www.religione20.net) segnala un intervento della parlamentare Souad Sbai in merito alla famosa sentenza del TAR, di cui ho avuto già modo di parlarvi.
Lo condivido con voi, come ulteriore contributo che fa chiarezza sulle finalità di questo insegnamento, e perchè si tratta della testimonianza di una persona musulmana.
"Caro Direttore,
come donna
italiana di origine araba e come deputato del Parlamento italiano voglio dire che ritengo assurda la sentenza numero 7076/2009 del 17 luglio del Tar del Lazio.
L’insegnamento della religione ha la dignità delle altre materie e, come tale, ritengo doveroso che debba prevedere la valutazione. Vorrei ricordare a chi parla di discriminazione che, tra le altre cose, non è obbligatoria e la decisione di farla frequentare o meno da uno studente spetta al genitore. Non si tratta, come si potrebbe erroneamente pensare, di una questione secondaria: in gioco ci sono le radici e la storia di un Paese come l’Italia.
Come purtroppo accade da qualche tempo, con il pretesto di tutelare una minoranza, si opera contro la maggioranza, ma questo avviene anche in altre parti dell’Occidente, penso ad esempio all’Inghilterra, dove sono presenti addirittura tribunali sharitici. E allora mi chiedo: perché su argomenti così delicati non viene chiesto un parere agli italiani? Può una sentenza stravolgere la vita di un Paese? Qual è il motivo di questo accanimento contro le radici cristiane?
Non capisco come si possa trattare in questo modo la religione, che rappresenta il nostro passato, il nostro presente e il nostro futuro.
Chiunque è consapevole che recandosi in un paese arabo troverà le radici dell’Islam, mentre in Israele incontrerà quelle dell’Ebraismo. In Occidente le radici rischiano di scomparire in nome di un’idea sbagliata di laicità. Perché la laicità è un’altra cosa, è la difesa di tutte le identità, il laicismo invece è altrettanto pericoloso dell’integralismo.
Vorrei altresì chiarire che la minoranza araba non ha chiesto nulla. Purtroppo in questi casi si rischia di generare confusione e alimentare le contrapposizioni. Non provino a metterci in mezzo, perché nessuno lo ha chiesto. Già in passato ho dovuto intervenire per evitare che la comunità araba venisse strumentalizzata: alcuni insegnanti, appartenenti alla sinistra radicale, impedirono infatti i festeggiamenti natalizi in una scuola, con il pretesto di accogliere un sentimento di disagio degli alunni e delle famiglie appartenenti ad altre religioni.
La cultura araba non integralista è aperta a tutti. Chi vuole eliminare la religione dalla scuola abbia il coraggio delle proprie responsabilità, senza strumentalizzare gli altri.
I miei figli e quelli di molti amici hanno frequentato le ore di religione a scuola. È stata per tutti loro un’occasione di arricchimento, da cui attingere l’amore per gli altri, l’impegno sociale e l’educazione civica.
Ringrazio il Ministro Gelmini per aver presentato ricorso. A settembre presenterò una mozione contro questa sentenza, confidando in un’alleanza trasversale di consensi.
Raccoglieremo altresì le firme all’interno della Confederazione della Comunità Marocchina per dire a voce alta che non ci sentiamo discriminati dall’insegnamento della religione nelle scuole e non condividiamo i contenuti di questa sentenza".

domenica 23 agosto 2009

La vita è un bene prezioso, da custodire con cura

La vita è un bene prezioso. Spesso ce ne dimentichiamo, tanto da assumere comportamenti più o meno rischiosi. Senza trasgressione, dirà qualcuno di voi, che vita è?
Ma siamo proprio così sicuri che ogni trasgressione aggiunge qualcosa alla nostra vita?
Ho avuto già modo di parlarvi del fumo e di come la nostra libertà, perdonate il gioco di parole, vada in fumo anche nel gesto di accendersi una sigaretta. Perchè non ci si dimentichi che il fumo uccide (ogni anno muoiono circa 3.000.000 di persone a causa del fumo), vi propongo una pubblicità progresso di qualche tempo fa.



Il segreto di una vita riuscita sta nel non cercare al di fuori di noi la nostra felicità (sigaretta, droga, successo, le cose, o quant'altro vi possa venire in mente), ma nell'avere il coraggio di guardarsi dentro e modificare quel che non va nel nostro comportamento.

giovedì 20 agosto 2009

Sull'amicizia

Durante questa estate si è spesso letto e sentito di ragazzi e ragazze, anche piuttosto giovani, intossicati dall'alcol. A quanto pare la moda dei pomeriggi e delle nottate lungo le spiagge, o nelle città meno vuote del solito, era quella di stordirsi, fino a stare male, con una droga a buon mercato quale è l'alcol. I ragazzi sembrano ignorarlo, ma l'overdose da etanolo può anche portare alla morte. Quali i sintomi? Profondo stato di incoscienza, arrossamento cutaneo, vasodilatazione e ipotermia, brachicardia, ipotensione arteriosa e depressione respiratoria. Il blocco della respirazione con l'eventuale blocco cardiaco, è quasi inutile che ve lo dica, porta alla morte. Più è tempestivo l'intervento dei medici e più alta è la probabilità di uscire da questa spirale mortale. Ma non sempre chi è con voi è in grado, ubriaco com'è, di rendersi conto della situazione. Come è successo ad una ragazza di 15 anni su una spiaggia vicino a Porto Cesareo, che deve la vita all'intervento di un bagnino volontario e autista del 118, che si era accorto che qualcosa non andava in quella giovane distesa sulla sabbia e i cui compagni, sbronzi guasti, non la degnavano di uno sguardo.
Queste sbronze colossali avvengono, nella maggioranza dei casi, quando si è in gruppo. Il gruppo, sottolinea lo psicologo Alessandro Padovani, può togliere, anche a ragazzi con la testa sulle spalle, ogni capacità critica e senso della realtà. "Quel che conta - cito le sue parole - è aderire a ciò che il gruppo sollecita. Non importa se questo comporta sofferenza e disagio. Non sentirsi omologati sarebbe motlo doloroso, non corrispondere alle esigenze del gruppo infinitamente più penoso".
Ricordate il proverbio"Chi va con lo zoppo impara a zoppicare"?
Certo che l'amicizia non si può comandare, ma gli amici si possono scegliere. In un certo senso bisogna essere esigenti nella scelta degli amici, non accontentarsi, ma puntare in alto. Cosa intendo dire? Voglio dire che il vero amico vuole il tuo bene, non ti mette in difficoltà, non ti ricatta (se non fai questo, allora non sei più mio amico!).
Nel libro del Siracide (è un libro dell'Antico Testamento) è scritto:
"Un amico fedele è una protezione potente, chi lo trova, trova un tesoro. Per un amico fedele non c'è prezzo, non c'è peso per il suo valore. Un amico fedele è un balsamo di vita, lo troveranno quanti temono il Signore. Chi teme il Signore è costante nella sua amicizia, perchè come uno è, così sarà il suo amico". (Sir 6,14-17)
Un gruppo di amici veri, allora, è una grande conquista e una benedizione, perchè insieme non si fanno solo cretinate. Ricordate quel gruppo che condivise una esperienza di amicizia con un certo Gesù? Certo, uno di loro non si rivelò poi come un vero amico, ma tutti gli altri, da anonimi pescatori, cambiavalute o artigiani che erano, diedero l'avvio ad una grande avventura che è quella del cristianesimo. Però il leader del gruppo era Gesù, non un bulletto superficiale, arrogante ed egoista.
Meditate gente, meditate!

giovedì 13 agosto 2009

Che amarezza!

Rubo la battuta ad uno dei personaggi dei "Cesaroni" per dirvi come mi sento. C'ho pensato molto, non volevo approfittare del mio ruolo, ma ormai... la decisione del TAR del Lazio è diventata una notizia di cui si è molto parlato e scritto.
Beh, io non ci sto a fare l'insegnante di serie B, soprattutto per voi, ragazzi e ragazze che frequentate l'ora di religione a scuola, e che avete il sacrosanto diritto che vi vengano riconosciuti l'impegno e la partecipazione con cui seguite questa materia!
I miei alunni, tra cui molti cattolici, diversi musulmani e di altre confessioni cristiane, e alcuni neanche battezzati (queste notizie sono i genitori a darmele, non le vado certo a chiedere io), sanno che fare religione a scuola non è aderire ad una fede, ma conoscere una religione che, ci piaccia o meno, è legata alla storia e alla cultura di questo paese, che è l'Italia. Il motivo per cui l'irc (così noi lo chiamiamo) è presente nella scuola pubblica è solo questo: dare agli alunni gli strumenti per comprendere la realtà in cui vivono.
Non si fa proselitismo, non si mette a disagio nessuno. Anzi... ci si apre al confronto con diversi sistemi di significato, si cerca di comprendere le ragioni altrui, ci si educa al rispetto della diversità.
Ogni scelta comporta delle rinunce, e non si vede perchè nella scuola, che deve essere un luogo educativo, per non creare eventuali discriminazioni per una minoranza, si finisce per discriminare non solo il 90% degli alunni che si avvalgono dell'irc, ma anche quelli che hanno scelto di rimanere a scuola per frequentare un'attività alternativa, piuttosto che andarsene a spasso per un'ora, o uscire prima o entrare più tardi, quando è possibile.
C'è qualcosa che non mi torna!
Il ministro Gelmini ricorrerà al Consiglio di Stato, perchè questa sentenza contraddice altri pronunciamenti e perchè, visto che esiste piena libertà di frequentare o meno le ore di religione, si arrecherebbe un ingiusto danno a chi sceglie di farla.
Permettetemi di dire che è l'ignoranza il vero nemico. In una società come la nostra, sempre più multietnica e multireligiosa, c'è bisogno, come dice il filosofo Cacciari, laico e di sinistra, di insegnare obbligatoriamente a scuola la nostra tradizione religiosa.
In attesa di ulteriori pronunciamenti, vi aspetto a settembre più motivati che mai, e ancora più numerosi.

mercoledì 12 agosto 2009

Il museo del Buon Samaritano

Un caravanserraglio tra le colline aride del Deserto di Giuda, lungo la strada tra Gerusalemme e Gerico, è stato identificato come il luogo della locanda di cui si parla nella parabola del Buon Samaritano. Ovviamente è impossibile dire con certezza che la locanda si trovasse proprio lì, anche perchè Gesù racconta una parabola, non un episodio particolare. Tanti però sono gli indizi che qualche sospetto ce lo fanno venire. Intanto questo posto è archeologicamente importante, perchè già in epoca bizantina i pellegrini si fermavano proprio qui a leggere la parabola. Inoltre è stato trovato un graffito in latino risalente all'epoca medievale che recita questa frase: "Se persino sacerdoti e leviti passano oltre la tua angoscia, sappi che Cristo è il Buon Samaritano che avrà sempre compassione di te e nell'ora della tua morte ti porterà alla locanda eterna".
Vedetevi questo filmato per saperne di più:

martedì 11 agosto 2009

Fratel Claudio e la Sindone

Ho letto questa storia ne "Il Resto del Carlino" e voglio condividerla con voi.
Prima del 17 settembre 1978, la vita di Claudio Mazzoni, allora studente ventitreenne di filosofia, era, come lui stesso ama raccontare, "un distillato di perfetta imbecillità". Ma quel giorno, una domenica di sole di fine estate, gli accadde qualcosa che cambiò totalmente la sua vita. Quel giorno, con tanti altri pellegrini, entrò nel Duomo di Torino per vedere la Sacra Sindone, e quel Volto entrò nella sua vita con una potenza tale da trasformargliela. "Avvicinandomi a quell'umile Lenzuolo - racconta oggi fratel Claudio, il ragazzo di allora - sono stato invaso da una coscienza purissima, dalla Divina Presenza, alla quale tutta la mia anima, mente e corpo si abbandonavano nella spontaneità più semplice e incredibile. Ad un tratto, al centro dell'incandescenza totale in cui ero assorbito, vidi un lampo in sembianza umana. Il suo Volto era splendente come il sole quando arde in tutta la sua forza. L'espressione fiammeggiante era infinita e al contempo definita e l'anima, vivificata in quello Spirito, sembrava sussurrare umilmente: "Sono io... Sono io". Otto secondi di eternità". La descrizione che fa fratel Claudio di ciò che provò non è certo facile da capire. Gli accadde qualcosa che segnò per sempre la sua vita, tanto da cominciare un cammino spirituale che lo ha portato a diventare fratel Claudio. Ma la sua storia non finisce qui. Nell'abbazia di Monteveglio, dove si era ritirato, le classi quarte elementari e le seconde medie , venivano per studiare da vicino il monachesimo. Dopo aver spiegato la vita monastica, mostrava una copia della Sindone a grandezza naturale. La commozione che vedeva negli occhi di quei bambini, gli fa capire che il Signore lo chiamava a mostrare nelle scuole il Suo Volto. Sono ormai vent'anni che fratel Claudio illustra ai bambini e ai ragazzi delle scuole elementari e medie la Sacra Sindone. Oggi è uno tra i massini esperti mondiali della Sindone. "Resto ogni giorno stupefatto - testimonia fratel Claudio - dalla bellezza dei messaggi scritti dai ragazzi e ispirati dallo Spirito Santo".
Maria frequenta la 2° media: "Guardando questa immagine tutti i mei dubbi sono svaniti!!! La sua immagine serena, quasi sorridente ma allo stesso tempo umile, mi ha fatto capire che non devo farmi influenzare da colore che, negli speciali televisivi, dicono che è tutto falso, che è un dipinto". Elena, quinta elementare: "Io vedo un uomo, ma non un Uomo qualsiasi, un uomo che mi trasmette una gioia indescrivibile e difficle da ottenere. mi dice che non sarò mai sola, che ci sarà sempre lui con me. Non pensavo che la Sacra Sindone potesse darmi questo tipo di sentimento mai provato. Questa gioia, per me, mi aiuterà ad affrontare tutti i problemi della vita".
Non so quanto sappiate sulla Sindone. Tante cose si sono dette, tanti studi vengono ancora fatti, ma sicuramente questo lenzuolo lascia tanti interrogativi. A volte, mi viene il sospetto, ci si è accostati a questo lenzuolo con un po' di malafede, negando la straordinarietà di quella immagine, ipotizzando tecniche che dovevano far parte del patrimonio degli uomini del 1200 e che noi oggi, stranamente nell'era della tecnologia, non possediamo.
Concludo con le parole di fartel Claudio: "Ai nostri occhi concediamo tutto meno che la visione dell'uomo Santo della Sindone, Gesù Cristo".

lunedì 10 agosto 2009

L'inferno sulla terra

Quando l'uomo dimentica Dio e a Lui si sostituisce, usurpandogli il diritto di decidere che cosa è bene e che cosa è male, l'inferno si apre sulla terra. Così il Papa, nell'Angelus di ieri, ha ricordato la follia dei lager nazisti, sottolineando come la cultura della morte, che ne era alla radice, è alla base della stessa cultura nichilista di oggi. Il Papa ha espresso questo pensiero, ricordando i santi Benedetta della Croce (Edith Stein) e Padre Massimiliano Kolbe vittime della follia nazista. I santi, dice il Papa, "ci fanno riflettere sulle profonde divergenze che esistono tra l'umanesimo ateo e l'umanesimo cristiano; un'antitesi che attraversa tutta quanta la storia, ma che alla fine del secondo millennio, con il nichilismo contemporaneo, è giunta al punto cruciale".
Quanto il Papa dice, mi fa venire in mente il capitolo 3 della Genesi, quando il serpente tenta Eva sostenendo che il frutto proibito non avrebbe arrecato loro la morte, come Dio sosteneva, ma anzi che, "conoscendo il bene e il male" sarebbero diventati come Dio.
Sapete senz'altro come va a finire la storia. Per l'uomo e la donna, che hanno dato retta al serpente,
si apre l'abisso della disperazione, della rottura di ogni armonia (con se stessi, gli altri, il mondo).
Se l'arbitrarietà diventa il proprio sistema di comportamento non esistono principi assoluti, non esiste più il Bene e il Male, ma ciò che è bene e ciò che è male per me, con tutte le conseguenze, immaginabili, che ciò comporta.
"I santi - continua il Papa - praticando il Vangelo della carità, rendono ragione della loro speranza; essi mostrano il vero volto di Dio, che è Amore, e, al tempo stesso, il volto autentico dell'uomo, creato a immagine e somiglianza di Dio".
Ho avuto già modo di dirvi come soltanto l'Amore è l'unica risposta all'egoismo, all'arbitrarietà, alla violenza dei prepotenti, all'inquinamento del cuore. Ma l'Amore che salva, dicono i cristiani, è dono di Dio che richiede la nostra collaborazione.
A noi la scelta: portare l'inferno sulla terra o contribuire a costruire il Regno di Dio.

venerdì 7 agosto 2009

Esercizio: La vita cristiana

Inserisco un quiz realizzato lo scorso anno scolastico per le classi terze, che ha come tema la vita cristiana. Cliccare sull'immagine per aprirlo.

giovedì 6 agosto 2009

Meno tecniche più sentimenti

Da "Noi genitori & figli", supplemento di Avvenire, trovo questa presentazione al libro "Amore, sesso & Co.":
"Ti basta una spiegazione scientifica degli apparati genitali o vuoi capire la tua sessualità?"; va subito al dunque il libro di Rosangela Carù, Monica Pinciroli e Luisa Santoro, tre educatrici lombarde che di sentimenti e sessualità da anni vanno a parlare nelle scuole elementari e medie. E il "dunque" è che i ragazzi provano emozioni e impulsi e spesso non sanno che nome dargli perchè a casa non si parla e le altre fonti di informazione ragionano più sulle "tecniche" che sui sentimenti. Così "Amore, sesso & Co" (In Dialogo, pag 88, euro 7,90) parla di tutto ciò che passa per la mente degli adolescenti, senza moralismi ma anche senza tecnicismi, mettendo in primo piano i sentimenti e le emozioni. Un libro nato dall'esperienza di anni accanto ai ragazzi, in ascolto delle loro domande più profonde e autentiche.
E' un libro che penso possa piacervi perchè non è solo da leggere, ma da crocettare, personalizzare, completare, con test, interviste, percorsi di storie da scegliere ...
Per voi che siete nella fase dell'adolescenza è un aiuto per vivere serenamente, da protagonisti, questa fase della vostra vita.

mercoledì 5 agosto 2009

La regola d'oro

E' di questi giorni la notizia dell'uccisione di 9 cristiani, tra cui anche bambini, in Pakistan. Purtroppo le persecuzioni contro i cristiani non sono relegate ad un passato lontano (all'epoca dell'Impero romano, per intenderci), ma sono di attualità ancora oggi, in diverse parti del mondo.
L'intolleranza religiosa nasce dall'ignoranza, dalla non conoscenza. La religione, purtroppo, è il pretesto di un gruppo che vuole soggiogare l'altro. Non motivazione teologiche, quindi, alla radice della violenza, ma solo l'obiettivo di cancellare il diverso. Pensate che i cristiani in Pakistan sono appena il 2% della popolazione, che per il 97 % è musulmana. Quale pericolo possono mai rappresentare?!!! Eppure, con la denuncia di blasfemia, vengono fatti oggetto di discriminazione e persecuzione.
Il Papa si è detto profondamente addolorato per quanto sta succedendo ed ha invitato ad intraprendere le vie della pace.
Benedetto XVI ha anche chiesto ad ognuno di rinunciare allo strumento della violenza che causa tante sofferenze ed ha invitato la comunità cristiana del Pakistan a continuare ad impegnarsi per costruire una società caratterizzata dal mutuo rispetto di tutti i suoi membri.
Voglio continuare a sperare in un mondo nuovo, in un'umanità meno dis-umana.
Per questo continuerò a far studiare a voi alunni che in tutte le religioni e culture del mondo esiste una regola che è la sintesi delle leggi morali. Viene chiamata "regola d'oro", perchè è ciò che di più prezioso ogni religione ha elaborato. Questa regola invita a trattare gli altri come noi stessi, a fare agli altri quello che vorremmo facessero a noi, a considerare gli altri come vorremmo che ci considerassero.
Cliccate qui se volete saperne di più.

martedì 4 agosto 2009

Il corpo umano canta la gloria di Dio

Immagino che abbiate sentito la notizia che il Papa ha ricevuto una delegazione degli atleti dei Mondiali di nuoto, che si sono conclusi da poco. Vi riporto alcune parti del suo discorso:
"... non è difficile rendersi conto di quanta potenzialità Iddio abbia dotato il corpo umano, e quali interessanti obbiettivi di perfezione esso possa raggiungere. Il pensiero allora va allo stupore del Salmista che, contemplando l'universo, canta la gloria di Dio e la grandezza dell'essere umano. "Quando vedo i tuoi cieli, - leggiamo nel Salmo 8 - opere delle tue dita, la luna e le stelle che tu hai fissato, che cosa è mai l'uomo perchè di lui ti ricordi, il figlio dell'uomo, perchè te ne curi? Davvero l'hai fatto poco meno degli angeli, di gloria e di onore lo hai coronato" (vv. 4-5). Come allora non ringraziare il Signore per aver donato il corpo dell'uomo di tanta perfezione, per averlo arricchito di una bellezza e di un'armonia che si possono esprimere in tanti modi!".
Vi ricordate? Ho avuto già modo di parlarvi di questo salmo, nel post relativo allo sbarco sulla Luna.
Non so se vi rendete conto che il Papa, per fare i complimenti alle nostre nuotatrici e ai nostri nuotatori ha ricordato la grazia e il vigore dei loro corpi, "scomodando" Dio. Vedete, quando i cristiani pensano al corpo, riescono ad andare oltre la tentazione, che un bel corpo può suscitare, per arrivare a ringraziare Dio di tanta bellezza. Di fronte alla banalizzazione del corpo, di cui la nostra epoca è capacissima (pensate alla mercificazione che vediamo in tante occasioni, come in Tv, nelle riviste, nei film, ecc), il Papa ci ricorda che il corpo è invece un valore, non una cosa.
Il cristianesimo, insomma, ci dice che non si può guardare la bellezza di un uomo o di una donna senza pensare a Dio.
Perchè il corpo è segno di una realtà piena di significato.
Possiamo decidere di appartenere alla schiera di chi vede il corpo solo come tentazione e possesso, oppure di chi, invece, riesce a vederci un segno di Dio. Siete perfettamente in grado di comprendere le conseguenze di questi modi diversi di intendere la corporeità.
Non si ama il corpo se viene considerato oggetto da usare solo ed esclusivamente per il proprio piacere. Non si ama il corpo quando la sua cura, il suo benessere, diventa ossessione, come se fosse l'unica fonte della felicità.
Ancora una volta, mi sembra che il cristianesimo, più che limitare l'intelligenza e la libertà dell'uomo, sia una proposta che arricchisce l'orizzonte umano.
Pensateci su!
PS: un' ultima, ma non meno importante considerazione. Dio ha reso omaggio al corpo umano, facendosi uomo lui stesso. Possiamo continuare a pensare che il corpo possa essere trattato solo come una cosa?!!!

lunedì 3 agosto 2009

Cristianesimo e sviluppo

Si va sempre più diffondendo l'idea che la religione sia un fattore di freno dello sviluppo umano, tanto da guardare come evento positivo l'emancipazione dell'uomo da Dio. Ma è proprio vero che la religione è in contrasto con il progresso umano? Qualche tempo fa ho letto su Avvenire un editoriale di Giacomo Savek Lodovici, e mi colpiva la sua riflessione sul cristianesimo che definiva, alla luce anche dell'enciclica di Benedetto XVI, di cui vi ho già parlato, un fattore di sviluppo. Altro che palla al piede!
Condivido pienamente questa posizione e provo a elencarvi i perchè, con lo sguardo attento all'enciclica e all'editoriale di cui sopra:
* Il cristianesimo proclama la dignità di ogni essere umano. Questo porta alla sollecitudine e alla solidarietà verso ogni uomo e ogni donna.
* Il cristianesimo bandisce ogni forma di violenza.
Sì, lo so, nel passato i cristiani e gli uomini di Chiesa alla violenza hanno fatto ricorso, ma non c'è nulla nel Vangelo che possa giustificare simili comportamenti. Di questo i cristiani dovranno rendere conto al Padreterno!

* Il cristianesimo proclama la fraternità universale, e non è cosa da poco. La ragione, da sola, può arrivare a pensare all'uguaglianza, ma la fraternità richiede il concetto della figliolanza. Si è fratelli, dicono i cristiani, perchè siamo figli dello stesso Padre.
* Il cristianesimo ha diffuso tra le masse l'idea della grandezza della ragione umana, immagine di quella divina, da impiegare in tutti gli ambiti nel modo migliore possibile.

* Il cristianesimo ha il suo centro e il suo ideale nell'Amore illuminato dalla verità. Proprio questa idea dell'amore ha spinto cristiani di buona volontà a trovare soluzioni al disagio, al degrado e alla povertà. Vi ricordo che le prime organizzazioni di assistenza nascono non per ini
ziativa degli Stati, ma sono frutto della testimonianza di vita dei cristiani.
* Il cristianesimo insiste molto su virtù umane quali la solidarietà, la laboriosità, l'onestà e così via. Tutto questo non contribuisce allo sviluppo materiale ed etico della società?
Il Vangelo non toglie nulla all'uomo, anzi!
Proprio a tal proposito voglio concludere con le parole che Benedetto XVI pronunciò alla sua prima messa da Papa, richiamando alla memoria il suo predecessore, Giovanni Paolo II:


Ancora, e continuamente, mi risuonano nelle orecchie le sue parole di allora: “Non abbiate paura, aprite anzi spalancate le porte a Cristo!” Il Papa parlava ai forti, ai potenti del mondo, i quali avevano paura che Cristo potesse portar via qualcosa del loro potere, se lo avessero lasciato entrare e concesso la libertà alla fede. Sì, egli avrebbe certamente portato via loro qualcosa: il dominio della corruzione, dello stravolgimento del diritto, dell’arbitrio. Ma non avrebbe portato via nulla di ciò che appartiene alla libertà dell’uomo, alla sua dignità, all’edificazione di una società giusta. Il Papa parlava inoltre a tutti gli uomini, soprattutto ai giovani. Non abbiamo forse tutti in qualche modo paura - se lasciamo entrare Cristo totalmente dentro di noi, se ci apriamo totalmente a lui – paura che Egli possa portar via qualcosa della nostra vita? Non abbiamo forse paura di rinunciare a qualcosa di grande, di unico, che rende la vita così bella? Non rischiamo di trovarci poi nell’angustia e privati della libertà? Ed ancora una volta il Papa voleva dire: no! chi fa entrare Cristo, non perde nulla, nulla – assolutamente nulla di ciò che rende la vita libera, bella e grande. No! solo in quest’amicizia si spalancano le porte della vita. Solo in quest’amicizia si dischiudono realmente le grandi potenzialità della condizione umana. Solo in quest’amicizia noi sperimentiamo ciò che è bello e ciò che libera. Così, oggi, io vorrei, con grande forza e grande convinzione, a partire dall’esperienza di una lunga vita personale, dire a voi, cari giovani: non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla, e dona tutto. Chi si dona a lui, riceve il centuplo. Sì, aprite, spalancate le porte a Cristo – e troverete la vera vita. Amen.

sabato 1 agosto 2009

Un giorno all'anno, un solo giorno all'anno


"Un giorno all'anno, un solo giorno all'anno che si arresti la corsa agli armamenti". Diceva così, nel 1961, Raoul Follereau, invitando i paesi ricchi a mettere da parte quei soldi risparmiati per aiutare i poveri. Facendo un po' di conti, sosteneva che con il prezzo di due aerei da bombardamento si potevano sanare tutti i lebbrosi del mondo.
Dal libro di Antonio Socci, I segreti di Karol Wojtyla, leggo che dal 1945 ad oggi sono stati costruiti più di 128 mila ordigni nucleari e sono stati effettuati 2050 test nucleari. Pensate a quanto si spende per un'arma che non potrebbe comunque essere utilizzata, perchè se lo fosse, saremmo tutti perdenti! Con quel fiume di denaro si potrebbero risolvere tutti i problemi sociali ed economici dell'umanità e un discreto benessere sarebbe alla portata di tutti. Eppure la spesa per gli armamenti cresce un po' dappertutto.
E' proprio vero, come dice papa Benedetto e come vi ho riportato in un post del blog, che il cuore dell'uomo è inquinato. L'uomo si crede dio. Pensa di essere il padrone del mondo, della vita sua e di quella degli altri. Questo è il peccato dell'uomo, il non voler fare i conti con il Signore della vita.
Una volta, fu chiesto a Giovanni Paolo II quale fosse oggi il più grave pericolo che ci sovrasta. Egli rispose: "il peccato".

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