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martedì 29 settembre 2009

Cercate la felicità, ma attenti ai paradisi artificiali

Così ha detto papa Benedetto XVI ai giovani cecoslovacchi, incontrati durante il viaggio compiuto in questi giorni nella Repubblica Ceca.
Ho pensato allora a voi, ragazzi di terza media, che state affrontando il discorso sulla felicità. Vi riporto alcune delle sue parole:
"Cari amici, non è difficile constatare che in ogni giovane c'è un'aspirazione alla felicità, talvolta mescolata ad un senso di inquietitudine; un'aspirazione che spesso però l'attuale società dei consumi sfrutta in modo falso ed alienante. Occorre invece valutare seriamente l'anelito alla felicità che esige una risposta vera ed esaustiva. Nella vostra età infatti si compiono le prime grandi scelte, capaci di orientare la vita verso il bene o verso il male. Purtroppo non sono pochi i vostri coetanei che si lasciano attrarre da illusori miraggi di paradisi artificiali per trovarsi poi in una triste solitudine, Ci sono però anche tanti ragazzi e ragazze che vogliono trasformare la dottrina nell'azione per dare un senso pieno alla loro vita. Vi invito tutti a guardare all'esperienza di sant'Agostino, il quale diceva che il cuore di ogni persona è inquieto fino a quando non trova ciò che veramente cerca. Ed egli scoprì che solo Gesù Cristo era la risposta soddisfacente al desiderio, suo e di ogni uomo, di una vita felice, piena di significato e di valore.".

lunedì 28 settembre 2009

Maria, campionessa di squash

Lo squash non è uno sport molto conosciuto in Italia.
Si gioca con una racchetta un po' più piccola e leggera di quella da tennis. I due avversari colpiscono a turno la palla indirizzandola verso una parete: guadagna il punto chi lancia una palla che viene fatta rimbalzare a terra più di una volta, prima di essere colpita dall'avversario, oppure quando l'avversario stesso viene colpito dalla pallina, o manda la sua palla fuori dai limiti di campo.
La storia che vi voglio raccontare e che ho letto su Popotus riguarda questo sport e una ragazza pakistana di nome Maria. Questa ragazza diciottenne oggi è la più brava giocatrice di squash del Pakistan e nelle classifiche mondiali è al novantunesimo posto.
Brava, direte voi, ma perchè riportare questa notizia?
Perchè Maria è dovuta fuggire con la sua famiglia da un villaggio del Sud Waziristan per poter praticare questo sport. Questa provincia del Pakistan vede infatti una presenza molto forte dei talebani, un gruppo politico religioso che, con la scusa di richiamarsi ai precetti dell'Islam, impedisce alle bambine di andare a scuola e di praticare sport. Per questo motivo qualche anno fa il padre di Maria, riconoscendo il grande talento della figlia per lo squash, lasciò la regione e si trasferì a Peshawar, più a nord.
Mi piace concludere questo post con quando dichiarato dal papà di questa giovane campionessa: "Se i gruppi tribali prendessero in mano una racchetta invece che un fucile, ci sarebbe la pace".
Se non sbaglio, una canzone degli anni Sessanta diceva: "Mettete dei fiori nei vostri cannoni". Verrà il giorno, come diceva il profeta Isaia, che le spade verranno finalmente forgiate in aratri e le lance in falci? O a dirla come il padre di Maria, che i fucili diventeranno racchette per lo squash?!!!

venerdì 25 settembre 2009

Siate perfetti!

Dobbiamo evitare di cadere nella trappola di una società che ci vuole tutti belli, perfetti, abbronzati, muscolosi, giovani e vincenti. La realtà non è quella delle veline o dei tronisti. A inseguire quei modelli si finisce di perdere di vista ciò che conta veramente.
Avete sentito che sta crescendo il numero delle ragazze che si rivolgono al chirurgo estetico? Ci vanno non per risolvere problemi medici, ma per cambiare parti del loro corpo che pensano siano poco corrispondenti all'ideale di bellezza che vedono intorno a loro.
Pensate poi che nella nostra società così ricca, dove, grazie a Dio, non si muore di fame, c'è chi invece si priva del cibo con l'idea di essere più bello e interessante. Perchè, a quanto pare, essere un po' in carne non è di moda. Che c'entra, l'obesità è un problema (sembra essere un problema di molti bambini, ipernutriti e poco attivi perchè sempre davanti alla televisione o al computer), ma non si può di testa propria imporsi regimi alimentari del tutto sbagliati e folli.
Come direbbe Mafalda
Accettiamoci per ciò che siamo.
Abbiamo sì cura del nostro corpo, ma non facciamolo diventare un idolo, e soprattutto non costringiamolo a subire rinunce che sono tutt'altro che salutari.
La normalità non è essere tutti belli, abbronzati, muscolosi, senza il più piccolo difetto fisico, perfetti, insomma.
L'essere poi vincenti a tutti costi, apre le porte all'inganno, alle falsità. Non si può vincere sempre, non si può sempre essere i primi. I fallimenti fanno parte del gioco, sugli errori possiamo imparare molto, purchè diventino per noi occasioni per migliorare.
Cerchiamone un'altra di perfezione, quella cioè che raccomandava Gesù: "siate perfetti come il Padre vostro celeste".
Allora sì che riusciremo a guardarci con occhi diversi, rideremo delle nostre piccole imperfezioni e cercheremo di dare il meglio di noi stessi, nel rispetto della Verità.

giovedì 24 settembre 2009

L'Europa e l'eredità di Benedetto


Come sarebbe stata la storia dell'Europa se i Franchi non avessero fermato i Mori provenienti dalla Spagna? Sicuramente avrebbe preso un altro corso, o forse no.
Possiamo con la fantasia fare mille congetture, ma quel che è certo è che le cose andarono in un certo modo e che quel Carlo Martello, vincitore a Poitiers, ebbe così l'opportunità di gettare le basi di un ambizioso futuro imperiale, portato a compimento dal nipote Carlo Magno.
Come sarebbe stata la storia dell'Europa se non ci fossero stati san Benedetto e il Monachesimo?
Il monachesimo, nelle sue diverse componenti, ha avuto un ruolo importante nella costruzione dell'Europa. I monaci benedettini, gli irlandesi, i bizantini, hanno influenzato il pensiero, l'arte, le scienze. Dalle città medievali ispirate alla struttura dei monasteri, all'essere punto di riferimento culturale nella teologia, le lettere, la farmacologia, la psicologia, la filosofia, ecc.
Ecco perchè San Benedetto è stato scelto come patrono d'Europa.
La sua Regola ha influito su quei valori, sulle istituzioni, sulla concezione del tempo, dello spazio, della persona, del lavoro, che sono patrimonio della cultura europea.
Il tempo, ad esempio, con le ore scandite dalle diverse attività, venne sottratto ad ogni concezione fatalistica, e diventò come un bene da mettere a profitto. Da qui anche la concezione che avrà più ripercussioni nella storia dell'Europa, quella cioè di un lavoro serio, impegnato, produttivo, inventivo nelle tecniche.
I monaci impararono ed insegnarono il progresso di tecniche e di mestieri, a cominciare da quelli dell’arte. Nacquero nuove pitture e nuovi mosaici, realizzati con tecniche così raffinate che ancora ne stiamo studiando i segreti. Nacquero i pentagrammi e le note musicali, le melodie di nuovi strumenti. Nacquero le biblioteche e le università, supportate dal meticoloso lavoro nello scriptorium, dove gli amanuensi copiavano le opere dei classici e dei filosofi antichi, opere che così sono giunte fino a noi inalterate, assieme a tutte quelle composte nelle epoche successive.
Grazie ai monaci nacque la cartografia, la botanica come scienza, lo studio delle erbe medicamentose e la lavorazione di prodotti farmaceutici. E poiché i monasteri erano aperti anche alla cura dei malati, nacquero infermerie ed ospedali, attorno ai quali progredì e si trasmise la scienza medica. Anche la chimica mosse i primi passi grazie alla sapienza e alla laboriosità dei monaci.
Se tutto questo non bastasse, dalla regola di Benedetto si ricava anche l'idea che il lavoro non è l'unico scopo della vita dell'uomo, ma che sono importanti lo svago e il riposo, perchè il tempo è dono di Dio e non va sfruttato in maniera selvaggia, solo per fini economici.
Se non ci fossero stati Benedetto e il Monachesimo, la storia dell'Europa sarebbe stata senz'altro diversa.
Parlare di radici cristiane dell'Europa non è quindi qualcosa di azzardato, senza con questo dimenticare l'eredità greca e romana, quella ebraica e di tutti i popoli che nel corso dei secoli l'hanno attraversata in lungo e in largo.
Con i ragazzi delle seconde abbiamo incominciato ad affrontare proprio il tema delle radici cristiane dell'Europa, e mi auguro di poter inserire nel blog il frutto delle loro fatiche.

mercoledì 23 settembre 2009

Il volto animato della Sindone

Il collega Luca, autore del sito www.religione20.net, utilizzando un'applicazione che si trova in Internet, ha realizzato questa immagine animata, partendo da una elaborazione al computer del volto della Sindone. Che ne pensate?

martedì 22 settembre 2009

L'acqua un bene prezioso


L'acqua è un bene che si va facendo sempre più prezioso. E' un diritto che non va negato a nessuno. Pensate invece che
· Il 16% della popolazione mondiale, circa 1 miliardo di persone non dispone di acqua potabile.
· 28 miliardi di dollari il volume d’affari per le acque minerali gestito
dalle più grosse multinazionali.
· 10 milioni di persone muoiono ogni anno per l’utilizzo di acqua non potabile
· Ogni anno consumiamo 1.200 metri cubi d’acqua pro-capite.
Di fronte ai dati allarmanti sullo stato delle risorse idriche del pianeta, la maggior parte degli esperti hanno dichiarato che «le guerre del ventunesimo secolo scoppieranno a causa delle dispute sull'accesso all'acqua».
Noi, uomini e donne di questo secolo, dobbiamo imparare ad essere custodi migliori di questa terra. La giustizia, il rispetto della dignità di ogni essere umano sono la premessa alla stessa cura dell'ambiente, perchè, finchè prevarranno la prepotenza, l'indifferenza, il proprio tornaconto, nessun intervento sarà mai risolutivo.
Proviamo a riscoprire l'importanza che viene riconosciuta all'acqua nelle diverse religioni. Ricordate i bagni purificatori nel Gange? E il battesimo, non vi dice niente? Molti luoghi sacri sono vicino a sorgenti. Pensate anche a Lourdes e all'acqua in cui i malati vengono immersi.
L'acqua è segno di purificazione, di vita nuova, richiama il legame con il sacro.
Se l'uomo dimentica Dio, rischia di ridurre la natura, la vita stessa ad oggetto.
Certamente non voglio imporre questo mio modo di pensare a nessuno, e non mi si attribuisca neanche un' intenzione di critica verso chi non ha come punto di riferimento della sua vita Dio.
Credo che ciò che conti è farsi guidare dal desiderio di Bene (per se stessi e gli altri), riconoscere e difendere la sacralità della vita. Essere atei non credo proprio che significhi non aver rispetto per la vita, o disprezzare chi in Dio invece ci crede.
Concludo questo mio intervento, proponendovi una presentazione sul valore e il significato dell'acqua nella Bibbia. Le notizie riportate sono state tratte da un volumetto pubblicato diverso tempo fa dalla Elledici (Alla scoperta dei segni religiosi) e da Internet.
Cliccate suull'immagine per aprire la presentazione che è in flash.

lunedì 21 settembre 2009

Funerali dei parà

Oggi a mezzogiorno ci siamo fermati. Al suono delle campane della vicina chiesa di Sant'Agostino, interrotta la lezione e tutti in piedi, ci siamo raccolti in silenzio a ricordare i nostri soldati uccisi a Kabul. E' stato un momento molto intenso.
Non lascio commenti, ma solo alcune immagini ed una preghiera di Madre Teresa.

Preghiera della Pace

Conducimi dalla morte alla vita,
dalla menzogna alla verità.
Conducimi dalla disperazione alla speranza,
dalla paura alla verità.
Conducimi dall'odio all'amore,
dalla guerra alla pace.
Fa' sì che la pace riempia i nostri cuori,
il nostro mondo, il nostro universo.
Pace, Pace, Pace.

domenica 20 settembre 2009

Se non ami

"Se anche parlassi le lingue degli uomini e degli angeli,
ma non avessi la carità,
sarei un bronzo risonante o un cembalo squillante.

Se avessi il dono della profezia
e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza
e avessi tutta la fede in modo da spostare le montagne,
ma non avessi la carità,
non sarei nulla.

Se distribuissi tutti i miei beni per nutrire i poveri,
se dessi il mio corpo per essere arso,
e non avessi la carità,
non mi gioverebbe a nulla.

La carità è paziente,
è benigna la carità;

la carità non invidia, non si vanta,
non si gonfia, non manca di rispetto,
non cerca il proprio interesse, non si adira,
non tiene conto del male ricevuto,
ma si compiace della verità;

tutto tollera, tutto crede,
tutto spera, tutto sopporta.

La carità non verrà mai meno.

Le profezie scompariranno;
il dono delle lingue cesserà, la scienza svanirà;
conosciamo infatti imperfettamente,
e imperfettamente profetizziamo;
ma quando verrà la perfezione, sparirà ciò che è imperfetto.

Quando ero bambino, parlavo da bambino,
pensavo da bambino, ragionavo da bambino.
Da quando sono diventato uomo,
ho smesso le cose da bambino.

Adesso vediamo come in uno specchio, in modo oscuro;
ma allora vedremo faccia a faccia.
Ora conosco in parte, ma allora conoscerò perfettamente,
come perfettamente sono conosciuto.

Ora esistono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità;
ma la più grande di esse è la carità".


Bello, vero, questo testo? L'ha scritto San Paolo: si trova nella I° lettera ai Corinzi, al capitolo 13.
L'inno alla carità, così è comunemente conosciuto questo brano, ha ispirato anche una canzone di un cantante italiano, che vi faccio ascoltare e vedere, grazie ad un video trovato in Internet.

sabato 19 settembre 2009

Custodi del creato


Troppo spesso ce ne dimentichiamo, ma la Terra è un bene che non ci appartiene, tanto da farne quello che ci pare. Il mondo, dice la Bibbia, ci è stato donato per la nostra esistenza. Nella Genesi leggiamo infatti che Dio disse ad Adamo di dare nome a tutte le cose, perchè egli era la creatura a cui ogni essere della Terra era stato destinato. Un cristiano poco attento alla Natura è una contraddizione, perchè inquinando e distruggendo il Mondo, distrugge ciò che Dio ha donato ad ognuno di noi. Dovremmo invece avere a cuore la custodia del Creato, perchè così facendo rendiamo lode al Signore e ci proteggiamo dall'autodistruzione. "Quando l'ecologia umana è rispettata dentro la società, anche l'ecologia ambientale ne trae beneficio". Sono queste le parole che il Papa ha pronunciato in una delle catechesi del mercoledì, per evidenziare il nesso che c'è tra la salvaguardia della Terra e la responsabilità che ognuno di noi deve sentire verso l'intera umanità, in particolare i poveri e le generazioni future. Se non c'è giustizia, non può esserci neanche rispetto per la Natura. "Se viene meno il rapporto della creatura umana con il Creatore, la materia - sono sempre parole del Papa - è ridotta a possesso egoistico, (...) e lo scopo dell'esistenza si riduce ad essere un'affannata corsa a possedere il più possibile". Per il Papa, insomma, "l'uso sconsiderato della creazione inizia laddove Dio è negato".
L'inquinamento del cuore (vi ricordate? ne ho parlato più volte) diventa allora anche inquinamento dell'ambiente.
"Laudato si', mi' Signore, cum tucte le tue creature", così ebbe a dire San Francesco, sofferente e ormai prossimo alla morte. Da lui, che ammansì il feroce lupo di Gubbio e che parlava agli uccelli, abbiamo tanto da imparare sul giusto atteggiamento di fronte alla Natura.

venerdì 18 settembre 2009

La lettera a Diogneto

Il post di ieri mi ha fatto venire in mente un documento molto antico; la lettera a Diogneto. Si tratta di un breve scritto in greco, che un ignoto cristiano della prima metà del II secolo rivolge ad un amico, per spiegare e difendere la nuova fede cristiana (siamo nel periodo in cui non era consentito essere cristiani, "non licet esse vos"). Si tratta di uno dei più suggestivi documenti dell'antica letteratura cristiana che appartiene ai cosiddetti padri apostolici.
Eccovi una parte di questo documento:

I cristiani non si differenziano dal resto degli uomini, né per territorio, né per lingua, né per consuetudini di vita. Infatti non abitano città particolari, né usano un qualche strano linguaggio, né conducono uno speciale genere
di vita. La loro dottrina non fu inventata per riflessione e indagine di uomini amanti delle novità, né essi si appoggiano, come taluni, sopra un sistema filosofico umano. La dottrina di un Dio è la loro filosofia.

Dimorano in città sia civili che barbare, come capita. E, pur seguendo nel vestito, nel vitto e nel resto della vita le usanze del luogo, si propongono una forma di vita meravigliosa e per ammissione di tutti incredibile. Abitano ciascuno la loro patria, ma come forestieri. Partecipano a tutte le attività di buoni cittadini e accettano tutti gli oneri come ospiti di passaggio. Ogni terra straniera è patria per loro, mentre ogni patria è per essi terra straniera. Come tutti gli altri si sposano e hanno figli, ma non mettono in pericolo i loro bambini. Amano fare comunione fra loro e sono fedeli al matrimonio. Vivono nel corpo, ma non secondo il corpo. Trascorrono la loro vita sulla terra, ma la loro cittadinanza è quella del cielo. Obbediscono alle leggi stabilite, ma con il loro modo di vivere sono superiori alle leggi. Amano tutti e da tutti sono perseguitati. Sono sconosciuti eppure condannati. Sono mandati a morte, ma con questo ricevono la vita. Sono poveri, ma arricchiscono molti. Mancano di ogni cosa, ma trovano tutto in sovrabbondanza. Sono disprezzati, ma nel disprezzo trovano la loro gloria. Sono colpiti nella fama e intanto si rende testimonianza alla loro giustizia. Sono ingiuriati e benedicono, sono trattati con disprezzo e ricambiano con l'onore.

Pur facendo il bene sono puniti come malfattori e quando sono puniti si rallegrano, quasi si desse loro la vita. Gli eretici fanno loro guerra come a gente straniera e i pagani li perseguitano, ma quanti li odiano non sanno dire il motivo della loro inimicizia.

In una parola, i cristiani sono nel mondo quello che è l'anima nel corpo. L'anima si trova in tutte le membra del corpo; anche i cristiani sono sparsi nelle città del mondo. L'anima abita nel corpo, ma non proviene dal corpo; anche i cristiani abitano in questo mondo, ma non sono del mondo. Il corpo, pur non avendo ricevuto ingiustizia alcuna, si accanisce con odio e muove guerra all'anima perché gli impedisce di godere dei piaceri sensuali; così anche il mondo odia i cristiani, pur non avendo ricevuto nessuna ingiuria da loro, solo perché si oppongono al male.


giovedì 17 settembre 2009

I cristiani sono fatti così

Sono rimasta colpita da una notizia che riguarda Antonio Socci, giornalista e scrittore, che non ha mai fatto mistero della sua fede. Nel suo blog ha pubblicato un appello in cui invita alla preghiera per la salute di sua figlia che si trova in coma.
Per chi ha fede, di fronte al male che sembra inattaccabile, la preghiera è l'unica speranza.
I cristiani sono fatti così: sanno che l'ultima parola spetta solo a Dio e che Egli può tutto. I cristiani si affidano a Dio e a Lui chiedono la forza per superare ogni dolore, ogni inspiegabile dolore. Non è rassegnazione, non è rinuncia a combattere, ma consapevolezza che l'uomo è perduto se non confida nel Signore. Alcuni, proprio per questo, li considerano degli illusi, dei bambini che non hanno intenzione di crescere.
Che ognuno la pensi come vuole. Io invece rimango sempre colpita dalla forza che nasce dalla preghiera.
Se date un'occhiata ai post, troverete un lavoro proprio sulla preghiera e sull'importanza che essa riveste in ogni religione. Nel cristianesimo, però, la preghiera è qualcosa di diverso, perchè non è solo espressione di un precetto, ma è entrare in un rapporto personale con un Dio che ci ama.

mercoledì 16 settembre 2009

Vi pregò Gesù?

A Migdal, sulla costa del Mare di Galilea, il luogo in cui i cristiani ritengono sia nata Maria Maddalena, sono venuti alla luce i resti di una sinagoga risalente a oltre 2.000 anni fa.
Secondo gli storici venne costruita presumibilmente intorno al 50 a.C, ed è uno dei sette luoghi di culto che risalgono al periodo precedente la costruzione del secondo tempio.
La direttrice degli scavi ritiene possibile che Gesù abbia pregato in quella sinagoga, perchè Migdal a quel tempo era una città molto importante. Dalla testimonianza dei Vangeli, sappiamo che Gesù trascorse infatti molto tempo in preghiera sulle coste del Mar di Galilea e che lì compì molti miracoli.
L'elemento più interessante dello scavo è una pietra scolpita, ritrovata nel centro dell'edificio di 11 metri per 11. Su di essa appaiono vari segni, tra cui una menorah, il candelabro a sette braccia; a quanto pare è la menorah più antica ritrovata finora in una sinagoga.
Magdala dista solo sette chilometri dall'antica Cafarnao, luogo dove Gesù si stabilì durante il suo ministero pubblico.
Si può dire che in luoghi della Galilea come Magdala sia nato il cristianesimo come comunità di credenti in Cristo, perché fino all'anno della distruzione del Tempio di Gerusalemme i cristiani spesso condividevano con gli ebrei le loro sinagoghe. Solo dopo quell'evento, intorno all'anno 70, ci fu una separazione più definita tra ebrei e cristiani e questi ultimi crearono i propri luoghi di riunione e di culto.

martedì 15 settembre 2009

In ricordo di Padre Pino Puglisi


Esattamente 16 anni fa veniva ucciso Padre Pino Puglisi, 3P come lo chiamavano in molti. Era il giorno del 56° compleanno e Cosa nostra ne decise l'assassinio, perchè togliendo i ragazzini dalla strada, sottraeva nuova manovalanza alla mafia.
E' riduttivo pensare a lui solo come un prete antimafia, perchè l'impegno che profuse nell'offrire ai bambini e ragazzi di Brancaccio la possibilità di crescere nella legalità e nell'accoglienza, nasceva dalla fedeltà al Vangelo e dal suo ministero sacerdotale. Il suo non era quindi solo un impegno di carattere sociale, ma la risposta a ciò a cui il Signore lo chiamava. "Se ognuno facesse qualcosa - era solito dire - si realizzerebbe quello che il Signore vuole da ciascuno di noi".
In uno dei suoi discorsi così esprimeva il progetto per il quartiere in cui svolgeva il suo ministero:
"Dobbiamo riuscire a far capire ai bambini perchè esistono, per che cosa vivono, ma senza fare discorsi filosofici. Il bambino di quelle famiglie capirà i gesti che si faranno: il gioco, la convivenza, intesi come modelli di comportamento. Nel gioco, si deve far loro vedere che ci sono delle regole da seguire, che non è giusto barare: nell'ambiente mafioso chi bara ha più consenso, perchè esprime doti particolari come la furbizia. Diventa una controproposta anche per loro, uno stile di vita. Per loro lo scopo della vita è guadagnare. A qualsiasi costo. Un volontario e una suora che vanno lì, nelle loro case, con senso di solidarietà, di gratuità, di amore cristiano, rappresentano una controproposta che potrà avere un'efficacia in seguito".
Nessun cambiamento può avvenire se nessuno di noi fa la sua parte. La testimonianza di uomini come don Giuseppe ci deve stimolare a dare il meglio di noi stessi, perchè il mondo cambi.
Il male, come la mafia, sembra invincibile, potente, e trova terreno fertile nelle nostre indecisioni, nel nostro essere indifferenti, se non cinici e sprezzanti.
Ogni sera, prima di andare a dormire, chiediamoci che cosa abbiamo fatto di buono durante la giornata. Non parlo mica di cose grandi, ma del proprio dovere a scuola, di un aiuto a casa, di una parola buona. Se a quella domanda non riusciamo a dare risposte, allora vuol dire che non abbiamo fatto la nostra parte.
Meditate gente, meditate!

lunedì 14 settembre 2009

L'ora di religione: cos'è e cosa si propone


Nel sito del collega Antonio Ariberti, si trova una sintesi esaustiva sull'ora di religione e su quello che si propone. Non si tratta di catechismo o educazione alla fede, ma di CULTURA RELIGIOSA, per
- conoscere la religione cristiana, nella espressione del cattolicesimo, che ha contribuito in modo significativo alla storia, alla tradizione, alla cultura del nostro paese, l'Italia;
- capire i segni, gli avvenimenti e le manifestazioni religiose;
- dialogare e confrontarsi con persone di altre religioni e con persone che non credono, imparando a vivere atteggiamenti di sincero rispetto.
Come spiegare questo alle famiglie degli alunni stranieri?
Antonio ha preparato una presentazione dell'irc in diverse lingue.
Cliccando sull'immagine verrete indirizzati alla pagina da cui è possibile scaricare il documento nella lingua che si vuole (c'è anche il rumeno).

Intervista a Dio

Su Internet ho trovato questo video. Una proposta interessante su cui riflettere.

domenica 13 settembre 2009

Lo dice anche Obama: "Ragazzi studiate!"

L'altro giorno, mentre navigavo su Internet, cercando spunti per il blog, mi imbatto nel discorso che il presidente degli Stati Uniti, Barak Obama, ha rivolto agli studenti, in occasione dell'avvio del nuovo anno scolastico.
Alcuni passi del suo discorso mi hanno particolarmente colpito e ve li propongo:

"(...) Ma alla fine noi possiamo avere gli insegnanti più appassionati, i genitori più attenti e le scuole migliori del mondo: nulla basta se voi non tenete fede alle vostre responsabilità. (...)
Questo è quello che voglio sottolineare oggi: la responsabilità di ciascuno di voi nella vostra educazione. Parto da quella che avete nei confronti di voi stessi. Ognuno di voi sa far bene qualcosa, ha qualcosa da offrire. Avete la responsabilità di scoprirlo. Questa è l’opportunità offerta dall’istruzione. Magari sapete scrivere bene, abbastanza bene per diventare autori di un libro o giornalisti, ma per saperlo dovete scrivere qualcosa per la vostra classe d’inglese. Oppure avete la vocazione dell’innovatore o dell’inventore, magari tanto da saper mettere a punto il prossimo iPhone o una nuova medicina o un vaccino, ma non potete saperlo fino a quando non farete un progetto per la vostra classe di scienze. (...)
Ciò che oggi imparate a scuola domani sarà decisivo per decidere se noi come nazione sapremo raccogliere le sfide che ci riserva il futuro. Avrete bisogno della conoscenza e della capacità di risolvere i problemi che imparate con le scienze e la matematica per curare malattie come il cancro e l’Aids e per sviluppare nuove tecnologie ed energie e proteggere l’ambiente. Avrete bisogno delle capacità di analisi e di critica che si ottengono con lo studio della storia e delle scienze sociali per combattere la povertà e il disagio, il crimine e la discriminazione e rendere la nostra nazione più corretta e più libera.
(...) Non vi piacerà tutto quello che studiate. Non farete amicizia con tutti i professori. Non tutti i compiti vi sembreranno così fondamentali. E non avrete necessariamente successo al primo tentativo. È giusto così. Alcune tra le persone di maggior successo nel mondo hanno collezionato i più enormi fallimenti. Il primo Harry Potter di JK Rowling è stato rifiutato dodici volte prima di essere finalmente pubblicato. Michael Jordan fu espulso dalla squadra di basket alle superiori e perse centinaia di incontri e mancò migliaia di canestri durante la sua carriera. Ma una volta disse: «Ho fallito più e più volte nella mia vita. Ecco perché ce l’ho fatta».
Nessuno è nato capace di fare le cose, si impara sgobbando.


Cliccando sull'immagine potete ascoltare la notizia riportata dal Tg de LA7.

sabato 12 settembre 2009

Nella giungla con Dio


Clara Rojas ha scritto un libro in cui racconta i 6 anni di prigionia nella giungla, ostaggio delle brigate colombiane con Ingrid Betancourt.
Nel raccontare la sua esperienza ella sostiene che fu la fede a salvarle la vita.
"Sono certa che non sarei riuscita a sopravvivere a quell'incubo, - leggo nel suo intervento su Avvenire di giovedì 3 settembre - se non avessi avuto una profonda convinzione religiosa. Fin dai primi giorni della prigionia decisi di accettare senza riserve tutto quello che sarebbe successo, limitandomi a chiedere a Dio di concedermi le forze per affrontarlo. A differenza di altri prigionieri che, in preda alla disperazione, arrivavano a pensare al suicidio come a una possibile soluzione per porre fine a quell'inferno, non mi passò mai per la mente l'ipotesi di togliermi la vita, perchè per me l'esistenza è un dono di Dio...".
"Una volta, - continua il racconto di Clara - uno dei guerriglieri che ci sorvegliavano, un tipo che sembrava educato e gentile, mi chiese, dopo aver raccolto le pentole del pranzo: "Clara, ma lei per chi canta?". Gli risposi che cantavo per mio papà Dio, e gli spiegai che mi avevano insegnato ad amare Dio come se fosse mio padre. Lui replicò: "Se Dio esistesse, stia sicura che lei non sarebbe prigioniera". Io ribattei che non ero certo prigioniera per volontà di Dio, ma per volontà dei suoi capi, che non avevano neppure la più pallida idea del perchè stavano al mondo. E conclusi dicendogli che quando in futuro avesse avuto bisogno di un aiuto - perchè sicuramente un giorno o l'altro ne avrebbe avuto bisogno - chiedesse al Signore di illuminargli il cammino (...).
Clara prosegue il suo intervento citando la lettera ai Galati, in cui san Paolo ci parla della libertà: "...il male esiste ed esiste Dio. Però il male proviene dal cattivo uso del libero arbitrio degli uomini. Io applicavo quella frase al caso concreto delle Farc, pensando che certamente sono, quanto meno, degli irresponsabili, dato che la libertà non dovrebbe mai essere utilizzata per schiacciare altre persone sotto il giogo delle armi, mediante la pratica del sequestro e la detenzione forzata".
L'articolo si conclude con questa frase: "Non c'è stato un solo momento durante la prigionia in cui la mia fede in Dio e nella sua profonda misericordia abbia vacillato".
Non so se siete d'accordo con me, ma a me sembra una bella testimonianza.

venerdì 11 settembre 2009

L'integrazione che non c'è


Per il post ho utilizzato lo stesso titolo del servizio in primo piano del Resto del Carlino di martedì 8 settembre e dalla lettera lì riportata vorrei partire. Eccone il testo:

"Oggi piove forte a Firenze. Sto tranquilla a casa e faccio ordine nell'armadio. Ho comprato un sacco di roba, nemmeno ho avuto la santa curiosità di indossarla. Considero la pioggia la mia migliore amica. Tuoni e lampi non mi fanno paura. Al contrario, mi aiutano ad allontanare la gran solitudine. Penso ai bei tempi, quando uscivo per andare al teatro, al cinema, da una cara amica. Adesso vado nei negozi, compro per riempire un vuoto, sperando che la solitudine se ne vada, spaventata dai miei acquisti.
Da qualche anno vivo a Firenze, la città più famosa del mondo, dove il passato storico è un personaggio misterioso, potente, particolare. Ma per me non basta. Voglio vivere, condividere con qualcuno tutto quello che vedo, che sento. Ho provato di tutto per avere almeno una persona amica: ho fatto regali ai bambini dei vicini, ho fatto passeggiate ascoltando storie di vita, ho fatto traduzioni gratis.
Grazie, grazie da parte di tutti, con la promessa di una visitina, di una chiaccherata, ma niente. Non perchè non vogliano la mia amicizia, ma perchè qui il tempo ha un altro valore. Punto. L'Italia è un bel paese, certo, ma gli italiani danno tanta importanza al denaro. Si vive veloce, si perdono i valori affettivi. Nei supermercati nessuno guarda nessuno, si arriva alla cassa, si paga e via. Senza una parola, senza il calore di uno sguardo. C'è tanto amore per gli animali. Che sia solo paura di affrontare l'altro essere umano? Mi capita di sentire nella strada "amore mio, bello di mamma, vieni qui, dammi un bacio". Parole dolci per cani o gatti".

Questa lettera è stata scritta da una signora rumena, laureata, sposata con un italiano e che è giunta da noi nel 1996. Non in cerca di un lavoro, ma per amore dell'uomo che ora è suo marito.
Ciò che denuncia nella sua lettera è l'accoglienza mancata, la poca disponibilità ad aprirsi agli altri, il vivere veloce che fa perdere di vista i valori autentici, i valori affettivi.
Certo, la lettera può aprire un dibattito, e a scuola non mancherà l'occasione di discuterne.
La riflessione che vorrei proporvi adesso riguarda la povertà che si nasconde dietro questa difficoltà ad aprirsi agli altri, il sospetto con cui guardiamo agli stranieri, l'affannarsi inseguendo felicità effimere. Si rischia di far la fine del ricco di cui ci parla Gesù nella parabola del povero Lazzaro (da non confondere con il Lazzaro risuscitato), o ancora di quello che aveva costruito il granaio più capiente.
Ne vale la pena? La solidarietà è qualcosa che non possiamo più permetterci? Il tempo da dedicare agli altri è tempo sprecato? Stiamo forse diventando umanamente più poveri?

giovedì 10 settembre 2009

La geografia delle religioni

Vi propongo una presentazione delle religioni messa in rete da Focus.
Cliccando sull'immagine avrete modo di vederla.

mercoledì 9 settembre 2009

Rispetta le donne, rispetta il mondo

"Rlogo-con-claim-eng_defespect women Respect the world": è questo lo slogan della campagna con cui il Ministro delle Pari Opportunità invita a manifestare solidarietà a tutte le donne vittime di abusi e violenze.
Essere donne non è stato facile in passato, ma purtroppo non lo è ancora oggi. Spesso le donne vengono considerate cose, o comunque ad esse non si riconosce la stessa dignità degli uomini. Anche nella nostra società, che si ritiene più civile di altre, sono frequenti gli atti di violenza, abusi e soprusi contro le donne.
Cliccando sull'immagine stilizzata della rosa, avrete modo di vedere lo spot preparato per la Conferenza Internazionale sulla violenza contro le donne che, nell'ambito delle iniziative della Presidenza italiana del G8, si terrà a Roma il 9 e 10 settembre.

Sempre in tema di soprusi o diritti negati alle donne, voglio ricordarvi il caso di Lubna Ahmed Hussein che, arrestata e processata per aver indossato in pubblico i pantaloni (siamo a Karthoum nel Sudan) ha rifiutato di pagare la multa che le era stata inflitta al posto delle 40 frustate previste dalla legge. Lubna, giornalista e impiegata dell'ONU, ha preferito il carcere piuttosto che piegarsi ad una norma crudele e discriminatoria. Ora dovrà stare in prigione per un mese, ma il suo caso sta facendo il giro del mondo. Mi auguro che la sua battaglia dia il via ad una presa di coscienza collettiva. Già prima della sentenza, vicino al tribunale, molte donne si erano riunite per manifestare sostegno alla Hussein.

PS: per testimoniare la nostra solidarietà nei confronti delle donne, oggi e domani indossiamo qualcosa di bianco .

martedì 8 settembre 2009

Compagni di scuola

Sabato scorso ero a cena, a 5 ore di macchina da qui, con i miei vecchi compagni del Liceo che non vedevo da trent'anni.
La prof è vecchietta, direte voi, e in effetti della mezza età ho la facilità a commuovermi e a ricordare con nostalgia e tenerezza gli anni della giovinezza.
Non esagerate però! Non sono mica così vecchia! Nella foto di gruppo poi siamo tutti piuttosto carini e in forma.
Devo ringraziare proprio la scuola di avermi dato la possibilità di condividere parte della mia vita con quei ragazzi e quelle ragazze (perchè ancora siamo e ci sentiamo ragazzi) che ho rivisto con tanto piacere.

A loro e anche a voi dedico questa poesia del missionario sud americano Paul Montes:

Esistono persone nelle nostre vite che ci rendono felici per il semplice caso di avere incrociato il nostro cammino. Alcuni percorrono il cammino al nostro fianco, vedendo molte lune passare, gli altri li vediamo appena tra un passo e l'altro. Tutti li chiamiamo amici e ce sono di molti tipi. Talvolta ciascuna foglia di un albero rappresenta uno dei nostri amici. Il primo che nasce è il nostro amico Papà e la nostra amica Mamma, che ci mostrano cosa è la vita. Dopo vengono gli amici Fratelli, con i quali dividiamo il nostro spazio affinché possano fiorire come noi. Conosciamo tutta la famiglia delle foglie che rispettiamo e a cui auguriamo ogni bene. Ma il destino ci presenta ad altri amici che non sapevamo avrebbero incrociato il nostro cammino. Molti di loro li chiamiamo amici dell'anima, del cuore. Sono sinceri, sono veri. Sanno quando non stiamo bene, sanno cosa ci fa felici. E alle volte uno di questi amici dell'anima si infila nel nostro cuore e allora lo chiamiamo innamorato. Egli dà luce ai nostri occhi, musica alle nostre labbra, salti ai nostri piedi. Ma ci sono anche quegli amici di passaggio, talvolta una vacanza o un giorno o un'ora. Essi collocano un sorriso nel nostro viso per tutto il tempo che stiamo con loro. Non possiamo dimenticare gli amici distanti, quelli che stanno nelle punte dei rami e che quando il vento soffia appaiono sempre tra una foglia e l'altra. Il tempo passa, l'estate se ne va, l'autunno si avvicina e perdiamo alcune delle nostre foglie, alcune nascono l'estate dopo, e altre permangono per molte stagioni. Ma quello che ci lascia felici è che le foglie che sono cadute continuano a vivere con noi, alimentando le nostre radici con allegria. Sono ricordi di momenti meravigliosi di quando incrociarono il nostro cammino. Ti auguro, foglia del mio albero, pace amore, fortuna e prosperità. Oggi e sempre... semplicemente perché ogni persona che passa nella nostra vita è unica. Sempre lascia un poco di sè e prende un poco di noi. Ci saranno quelli che prendono molto, ma non ci sarà chi non lascia niente. Questa è la maggior responsabilità della nostra vita e la prova evidente che due anime non si incontrano per caso.


lunedì 7 settembre 2009

Manca poco!

Ci siamo, tra poco si ricomincia. Speriamo che la reazione non sia come quella della sorellina di Charlie Brown.
Il rapporto che i ragazzi hanno con la scuola è di amore e odio. In genere non si vede l'ora che ricominci per ritrovare i propri compagni, ma poi... i compiti, le spiegazioni, le interrogazioni... AIUTO!!!
Sono stata studente anch'io e concedetemi di dirvi che vi capisco. A volte, come insegnante, sento quegli stessi sentimenti (perchè anche noi insegnanti abbiamo tante incombenze a cui vorremmo sottrarci!) che provate voi.
Facciamoci coraggio, in fondo la scuola è uno dei mali minori. Pensate che è un diritto negato a tanti bambini e ragazzi del mondo che, invece di stare sui banchi, vengono mandati a lavorare o a far la guerra. Senza possibilità di lamentarsi, di "salare"(= marinare la scuola), di tentare la sorte, sperando che l'insegnante si dimentichi di noi e così non ci interroghi.
Non sprecate l'occasione che vi viene data! La scuola vi aiuta a crescere, perchè è luogo in cui scambiare le idee, raccogliere e sistemare informazioni, in cui ci si abitua a rispettare gli altri e in cui trovare adulti con cui confrontarsi.
E allora ... controllatevi gli occhi (che non siano allampanati, come quelli di Sally) e ci vediamo il 14.

domenica 6 settembre 2009

Siamo nati per essere felici

Il tema della felicità ha fatto da sfondo a film, canzoni, libri. Effettivamente il desiderio di felicità accompagna la vita. Ma cos'è la felicità?
E' come scrive un mio alunno su Facebook, che non bisogna pentirsi di quello che si è fatto, se in quel momento eravamo felici?
Felici per davvero? O era una parvenza di felicità?
Tante volte ci sembra di essere felici nel fare qualcosa, nell'usare o abusare di qualche sostanza, nel trasgredire, ma poi...? Se resta l'amaro in bocca, se nasce il dubbio se pentirsene o meno, allora... forse non è vera felicità.
Ricordate la pubblicità di una nota bibita? (qualche volta anche le pubblicità possono offrire spunti per ragionamenti seri!)

video

Di una cosa sono certa: siamo nati per essere felici.
Di un'altra cosa sono altrettanto certa: se si insegue una felicità effimera, passeggera, si butta via la vita.
Voglio proporre a voi, ragazzi di terza, una volta tornati a scuola, un lavoro sulla felicità, sul senso della vita nelle religioni. Chissà che non si scopra qualcosa di interessante?
Sono convinta che Gesù qualcosa da dirci in proposito ce l'ha.
E non storcete subito il naso.
Vale la pena o no, cercarla la felicità?

sabato 5 settembre 2009

Ricordando madre Teresa

Oggi sono 12 anni dalla morte di madre Teresa di Calcutta. Nel 2010 si ricorderà il centenario della sua nascita.
Madre Teresa ci ha mostrato che non vi è povertà più dolorosa che quella di non sentirsi amati ed accettati. Per questo tutta la sua vita è stata dedicata agli altri, e il suo esempio è un invito perchè ciascuno di noi si faccia Amore di Dio per chi è solo, abbandonato, disprezzato e rifiutato.
Per ricordarla vi lascio da meditare un suo pensiero:

"Cerchiamo di essere molto sinceri nei rapporti con gli altri, e di avere il coraggio di accettarci come siamo. Non sorprendetevi o non preoccupatevi dei fallimenti degli altri, piuttosto guardate e trovate il bene in ciascuno, perché ciascuno di noi è creato, a immagine di Dio".

venerdì 4 settembre 2009

Abbina i concetti alle religioni corrispondenti

Vi propongo un semplice esercizio in cui dovete abbinare i concetti alle religioni corrispondenti. Per avviarlo cliccate (come al solito) sull'immagine.

mercoledì 2 settembre 2009

Evviva la trasgressione!

La prof è diventata matta, direte.
Ma sentite cosa ha detto Vasco Rossi in un'intervista: "La vera trasgressione è essere normali, farsi una famiglia, crescere i bambini...". Che evoluzione! Dal volersi dannare l'anima, come lui diceva tempo fa, al desiderare la normalità, e a considerarla come la vera trasgressione. E' proprio vero che il tempo ci dà l'occasione per diventare più saggi, per scoprire e riscoprire ciò che conta veramente nella vita.
Se ci pensate bene, il nostro Vasco ha proprio ragione, perchè la vera trasgressione è vincere l'egoismo e la superficialità che ci fanno sentire al centro del mondo, come se gli altri non esistessero. Al centro del mondo però ci siamo, perchè siamo preziosi agli occhi di Dio, ma non possiamo pensare di starci da soli, perchè il nostro "destino" di felicità si realizza nell'Amore: l'Amore di Dio per noi, l'Amore verso Dio, gli altri e noi stessi.
Il cristianesimo è la religione dell'Amore, ma di un Amore che "trasgredisce" il pensiero comune, perchè si tratta di un Amore che si fa sacrificio, anche della propria vita, di un Amore gratuito, perchè nulla chiede in cambio, di un Amore che sa andare oltre i torti subiti.
Ditemi se non è vivere alla grande, andare al massimo, come diceva Vasco, cercare di impegnarsi a vivere l'Amore così! E ditemi se non è una vera e propria trasgressione nei confronti di quel modo di pensare, di quei modelli di vita, che proprongono come vero e buono il soddisfare le proprie voglie, il mettere al centro il proprio egoismo, il vivere senza responsabilità.
Gesù è proprio grande! E ci chiede di vivere al massimo, al meglio cioè delle nostre possibilità di bene. "Siate perfetti come il Padre vostro celeste". AMEN!

martedì 1 settembre 2009

La preghiera

Inserisco un'attività sulla preghiera realizzata con Cuadernia, uno strumento per creare libri digitali, messo a disposizione dalla Consejería de Educación y Ciencia de Castilla-La Mancha.
Cliccando sull'immagine è possibile avviare il libro digitale.

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