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sabato 31 ottobre 2009

Matteo Ricci: il gesuita nel regno del drago


Il 6 ottobre del 1552, nasceva a Macerata (a pochi chilometri da noi) Matteo Ricci.
Compiuti sedici anni, il giovane Matteo inizia a frequentare l'Università della sua città per poi recarsi a Roma, sotto suggerimento del padre. Contrariamente alla volontà di quest'ultimo, Matteo decide di entrare nella Compagnia di Gesù. Non ha neanche diciannove anni. Studia e si forma presso il Collegio Romano, dove entra in contatto con i più autorevoli studiosi del tempo. A venticinque anni scopre la sua vocazione missionaria e nel 1577 viene destinato in Oriente.
Nel 1582 Matteo Ricci arriva in Cina. Sbarca in Cina vestito da bonzo, con la testa rasata e in tre anni ha già imparato il cinese.
La ricca personalità di Matteo Ricci ha dato un apporto fondamentale al dialogo e alla reciproca comprensione tra Cina e Europa. Grazie alla sua preparazione scientifica egli introdusse in Cina la matematica e la geometria dell'Occidente; presentò le grandi acquisizioni del Rinascimento nel campo della geografia, della cartografia e dell'astronomia. Sull'altro versante, egli dette all'Europa, grazie ai suoi scritti, una conoscenza esatta, e per quanto possibile ampia e comprensiva dei contenuti e del pensiero della civiltà cinese per cui «può ben essere considerato il fondatore della moderna sinologia, cioè la scienza che studia la civiltà cinese in tutti i suoi aspetti».

venerdì 30 ottobre 2009

Halloween o Ognissanti?

Il mese dei morti è legato tradizionalmente al culto dei morti. Da un po' di anni a questa parte si è andata sempre più diffondendo l'abitudine di festeggiare Halloween. Si tratta di una tradizione di Oltreoceano che è sbarcata da noi. L'origine di questa festa risale ad una cerimonia celtica che si celebrava l'ultima notte dell'anno, quella del 31 ottobre, in cui il dio sole lasciava il posto a Samhain, dio delle tenebre e della morte, che veniva festeggiato il 1° Novembre.
In questa notte, Samhain permetteva ai morti di ritornare nelle loro case. Proprio per ostacolare questo ritorno dei morti venivano accesi dei grandi fuochi e ci si nascondeva dietro maschere minacciose.
Durante la diffusione del cristianesimo in Europa, la Chiesa cristianizzò molti culti pagani, tra cui anche la festa in onore di Samhain, trasformandola nella festa di Ognissanti.
Da Ognissanti nasce anche il nome di Halloween: in inglese, infatti, tutti i santi si dice All Hallows, mentre en è una contrazione di evening, sera (quindi: Vigilia di Ognissanti).
Furono gli irlandesi emigrati in America a diffondere questa festa, con tutte le tradizioni ad essa collegate. La più famosa, quella di Jack O'Lantern, trasformò la zucca nel simbolo principale di Halloween.



Oggi Halloween non ha più nulla di sacro; la festa di Ognissanti, invece, manifesta la fede nei cristiani nella Comunione dei Santi, cioè nel legame profondo che unisce i santi (Chiesa trionfante), i cristiani sulla terra (Chiesa militante), e le anime del Purgatorio (Chiesa sofferente).
L'accenderete domani un lumicino con accanto l'immagine di un santo? Di cosa sto parlando? Leggete il post che segue.

HOLYween: santi contro mostri

Una proposta per ricordare, come Dio comanda, la festa di Ognissanti.
Al di là di ogni provocazione, i giovani di diverse città italiane, si ritroveranno insieme per trascorrere un'insolita vigilia di Halloween, pardon, HOLYween. Le città interessate dall'iniziativa si riempiranno non di mostri ma di bei volti, quelli dei santi, a cui la festa è dedicata.
Per saperne di più e per aderire, per quanto possibile, cliccate sull'immagine.


Ringrazio Monika e il suo blog (Sotto il portico di Salomone) per aver diffuso la notizia e vi invito ad accendere un lumino sul davanzale della vostra finestra con accanto l'immagine di un giovane santo.
Che ne dite, non sarebbe un modo alternativo di ricordare questa festa?
Via libera ai santi, che di mostri ne abbiamo già in giro tanti!

giovedì 29 ottobre 2009

Siamo tutti fratelli: esercizio di ripasso

Le classi prime hanno concluso il loro lavoro. Con le parole -chiave incontrate in questa prima unità di apprendimento ogni alunno dovrà costruire una pubblicità progresso, che inviti al rispetto e all'accoglienza dell'altro. Abbiamo scoperto che i "vincenti" non sono i prepotenti e gli egoisti, ma le persone capaci di perdonare, di "spendersi" per gli altri, di riconoscere, anche in chi è diverso, un fratello, perchè siamo stati creati a immagine di Dio e siamo tutti suoi figli.
Ho pensato di costruire un'attività di ripasso a cui si può accedere cliccando, come al solito, sull'immagine.
Buon lavoro!

 

mercoledì 28 ottobre 2009

Gesù, lo sconosciuto più noto della storia

Nell'ottobre 2002 fu portata alla luce una cassetta di ossa, un "ossario" con l'iscrizione "Giacomo, figlio di Giuseppe, fratello di Gesù". In alcuni giornali si lesse che quella era la prima prova della sicura esistenza di Gesù. Ma i Vangeli e le Lettere del Nuovo Testamento non sono fonti storiche? Si squalificano sul piano scientifico quegli studiosi che negano validità storica ai Vangeli e agli altri scritti del Nuovo Testamento, perchè gli evangelisti, pur non scrivendo un libro di storia, volevano essere misurati secondo i criteri degli storici dell'antichità e sapevano che i loro lettori questo si aspettavano. A tal proposito, Luca è molto chiaro. Nel prologo del suo Vangelo infatti scrive:
"1 Poiché molti hanno cercato di raccontare con ordine gli avvenimenti che si sono compiuti in mezzo a noi, 2come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni oculari fin da principio e divennero ministri della Parola, 3così anch'io ho deciso di fare ricerche accurate su ogni circostanza, fin dagli inizi, e di scriverne un resoconto ordinato per te, illustre Teòfilo, 4in modo che tu possa renderti conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto".
Più chiaro di cosi!
Quindi, soltanto chi vuol togliere valore storico al Nuovo Testamento può giungere a ritenere che l'ossario di Giacomo sia la prima prova sicura dell'esistenza di Gesù.
Non si possono neanche ignorare o sminuire autori dell'antica Roma, come lo storico Tacito, per non parlare di Svetonio o Plinio il giovane, nonchè lo storico ebreo Giuseppe Flavio, che hanno accennato a questo personaggio della storia di nome Gesù.
Ci sono anche reperti archeologi che confermano l'esistenza di Gesù. Ad esempio, nel sottosuolo della cosiddetta tomba di Davide, sulla collina di Sion, si è trovata una nicchia rivolta in direzione del Golgota e contenente rotoli delle Sacre Scritture, nonchè invocazioni a Gesù e formule cristiane di preghiera. Questa tomba era stata una sinagoga giudeo - cristiana attiva verso la fine degli anni Settanta del I secolo.
Un altro elemento che conferma la storicità dei Vangeli e di Gesù è dato dal ritrovamento delle ossa di Alessandro, figlio di Simone di Cirene, quel Simone cioè, che portò il legno trasversale della croce di Gesù (vedere Mc 15,21). Un altro importante ritrovamento archeologico che si riferisce a Gesù è la casa di Pietro che è stata ritrovata a Cafarnao. Questa casa non esisterebbe, con gli adattamenti per renderla luogo di riunione per la comunità giudeo-cristiana, se non fosse stata la casa del primo degli apostoli di Gesù, e se non fosse risaputo che Gesù stesso lì vi aveva soggiornato.
A conti fatti, su Gesù abbiamo testimonianze di gran lunga superiori a quelle di altri personaggi della Storia, considerato il fatto che, per chi non era suo seguace, egli era un perfetto sconosciuto.

L'immagine è quella della casa di Pietro a Cafarnao

martedì 27 ottobre 2009

Le divinità dell'induismo

 Penso di far cosa gradita ai ragazzi delle terze, proponendo questo video segnalato tempo fa nel blog dell'amico Luca (www.religione20.net)

Il libro di Alice

Alice Sturiale ha vissuto solo 12 anni. Viveva a Firenze ed era affetta da una malattia congenita che le impediva di camminare. Ha avuto però la fortuna di avere come genitori due persone intelligenti che non l'hanno mai compatita per la malattia, ma anzi, l'hanno spronata ed incoraggiata a vivere la vita con entusiasmo e senso di avventura.
Il libro raccoglie le sue riflessioni, i pensieri, storie vere e fantastiche. Ancora una volta, siamo costretti a rivedere il nostro modo di intendere la vita e la felicità, perchè Alice, pur essendo una bambina provata da mille difficoltà, amava la vita.
Ecco cosa scrive di se stessa:
"Ho una statura media, le gambe lunghe, non sono tanto grassa, ma neanche magra. Ho gli occhi verdi, espressivi, grandi; il mio viso è leggermente spruzzato da lentiggini; la bocca piccola e due dentoni sporgenti da Zanna Bianca... Ho molti pregi, però ammetto di avere anche molti difetti, come il carattere permaloso. Fra i pregi, invece, c'è che sono estroversa, mi inserisco bene tra gli amici e mi piace la compagnia di tutti... Ho una passione per lo sport anche se non è possibile realizzarli tutti perché ho qualche problema motorio per cui non posso camminare, comunque scio e di questo sono molto contenta".
Se non avete letto questo libro, è l'occasione per farlo. E' un libro di diversi anni fa, ma spero possiate trovarlo.
Cliccando sull'immagine di Alice vi rimando ad un sito dove potete scoprire qualcosa di più su di lei.

lunedì 26 ottobre 2009

Leggere è il cibo della mente

Da appassionata lettrice mi piace poter condividere con voi lo slogan e il video della campagna promossa dal Dipartimento per l'Informazione e l'Editoria della Presidenza del Consiglio dei Ministri.
Nutrite la vostra mente: leggete, informatevi, sognate e viaggiate tra le pagine di un libro.
"Niente come la lettura di un libro, nell'apparente quiete e nel silenzio può dischiudere in modo imprevedibile la vista di nuovi orizzonti di vita".
(T. De Mauro)

domenica 25 ottobre 2009

Grazie mille

Da Alessia, Annalisa e Monica della 2^B dello Strampelli, ho ricevuto questo messaggio:

"Le inviamo il testo della canzone Grazie Mille, che può essere interpretato come un ringraziamento al Signore per tutto quello che ha fatto per noi e per tutto quello che ci ha donato".

Ho trovato questo video che unisce testo e musica. A voi la visione e l'ascolto.
Grazie 1000, ragazze!

sabato 24 ottobre 2009

Puzzle sulla felicità

Chi di voi non ricorda l'incanto delle bolle di sapone, quando eravamo piccoli?
Annalisa della 3^C mi ha suggerito una bella immagine su cui costruire un puzzle.
Grazie Annalisa!

venerdì 23 ottobre 2009

Chiamati ad essere felici


Ritorno ancora sulla felicità per puntualizzare alcuni concetti.
La felicità è un bisogno naturale dell'uomo, e dalle società moderne è stata riconosciuta come uno dei diritti fondamentali dell'essere umano. Andate a vedervi la Dichiarazione d'Indipendenza degli Stati Uniti d'America (1776) oppure la Convezione Internazionale sui Diritti dell'infanzia (1989), tanto per citare alcuni documenti.
Nel Catechismo della Chiesa Cattolica si dice che "il desiderio di Dio è inscritto nel cuore dell'uomo, poichè l'uomo è stato creato da Dio e per Dio; e Dio non cessa di attirare a sè l'uomo e soltanto in Dio l'uomo troverà la verità e la felicità che cerca senza posa". Questo è il destino dell'uomo: trovare in Dio il fine di tutte le sue ricerche. Come diceva Sant'Agostino, "Ci hai fatti per te e il nostro cuore è inquiesto finchè non riposa in te" e come proclamano il Salmo 103 ("La mia gioia viene da te") e il Salmo 15 ("Mi mostrerai la vita che porta alla vita: davanti a te pienezza di gioa, vicino a te felicità senza fine").

Il Cielo, cioè la vita perfetta di comunione con la Trinità, la Vergine Maria, gli angeli e i beati, è - come dice sempre il Catechismo della Chiesa Cattolica - "il fine ultimo dell'uomo e la realizzazione delle sue aspirazioni più profonde, lo stato di felicità suprema e definitiva".
La Chiesa indirizza l'uomo verso la sua ricerca di felicità, insegnando che questa non la si trova nel benessere, nelle ricchezze, nella gloria, nel potere, ma che solo in Dio, sorgente di ogni bene e di ogni gioa, la felicità è completa.
Per il cristiano, comunque, le ricchezze della Terra e le risorse umane non sono qualcosa da rifuggire, ma un mezzo di cui la Provvidenza del Creatore si serve. La Gaudium et Spes (n. 37) dice infatti che "il progresso umano può servire alla vera felicità degli uomini", ma occorre vigilare contro "lo spirito di vanità e di malizia, che stravolge in peccato l'operosità umana, ordinata al servizio di Dio e dell'uomo".

Il Vangelo ci presenta Gesù che trionfa sulla tristezza e sulla paura e che conserva, nonostante le sofferenze fisiche e morali, pace e serenità.
Annunciare il Regno di Dio, la buona novella della liberazione dei poveri, dei ciechi, degli zoppi, dei prigionieri, fu la gioia della sua vita, una gioia che volle lasciare ai suoi amici. Nelle Beatititudini Gesù annuncia il segreto della vera felicità che è dolcezza, misericordia, purezza di cuore, distacco, tenerezza, fame e sete di giustizia.

mercoledì 21 ottobre 2009

Cruciverba su Europa e Cristianesimo


Dopo aver lavorato su alcuni aspetti del Monachesimo, le classi seconde hanno cercato di cogliere fattori comuni e differenze tra Cattolici, Ortodossi e Protestanti.
L'Europa si è sviluppata anche intorno alle "fratture" della cristianità, che non rappresentano certo un bell'esempio di fedeltà al messaggio di Cristo. Giovanni Paolo II, nell'enciclica Ut Unum Sint (Che siano una cosa sola) spiegò come, per superare gli scismi del passato, si dovesse purificare la memoria, cioè dimenticare, o almeno provarci, i torti subiti e le reciproche accuse di un tempo per guardare a un futuro di riconciliazione.
Credo che l'Europa del domani abbia bisogno di una cristianità unita sui valori comuni, perchè il Cristianesimo può dire ancora molto ad un'umanità smarrita e altalenante tra bisogno del sacro, sfide della tecnologia e dell'economia, chiusure dovute alla paura del diverso. A volte mi viene da pensare che veramente la storia tende a ripetersi (pensate al periodo successivo alla caduta dell'Impero Romano e a quello che stiamo vivendo oggi), ma che all'uomo è data la possibilità di non ripetere gli errori del passato, o di far tesoro di quanto il passato ha da insegnarci.
La chiudo qui, perchè non è mia intenzione annoiarvi.
Il post in questione è l'occasione per proporvi un cruciverba che riassume alcuni dei concetti affrontati in classe. L'ho pensato per facilitarvi il ripasso per una prossima verifica. Come al solito, bisogna cliccare sull'immagine per aprire il file.

martedì 20 ottobre 2009

Ciò che i bambini vedono

Gesù ha dato importanza ai bambini, quando invece nella mentalità del suo tempo contavano poco. Vi ricordate come rimproverò gli apostoli per averli allontanati, mentre festosi e rumorosi gli si erano messi intorno?
Gesù ha detto che per entrare nel Regno dei Cieli bisogna essere come bambini e ha usato parole molto dure nei confronti di chi fosse di scandalo, di chi cioè avesse loro rubato l'innocenza, la possibilità di crescere umanamente e in armonia.
Noi grandi, e mi riferisco anche a voi ragazzi delle terze, dovremmo sentire maggiormente la responsabilità nei confronti di chi è più piccolo. Perchè i piccoli ci guardano e ci imitano, nel bene e nel male. Soprattutto nel male, mi verrebbe da dire, dopo aver visto il video che vi propongo. Un ulteriore occasione per riflettere sui nostri comportamenti.

lunedì 19 ottobre 2009

Un cruciverba sulle religioni e la ricerca della felicità

La fase di raccolta delle informazioni sulle religioni e i diversi concetti di felicità si è conclusa. Ci è rimasta da approfondire la visione cristiana. Ovviamente abbiamo parlato di felicità in senso lato, intendendo con questa espressione la liberazione da tutto quello che, secondo le varie religioni, impedisce una piena realizzazione. Ad essere precisi, però, non è detto che nelle religioni si incontri una sorta di vademecum per la felicità, della serie: "Ingredienti della felicità" (un pizzico di spensieratezza, una manciata di pazienza, 500 gr di coccole, ecc).
Per aiutarvi a fare ordine e soprattutto per farvi cogliere gli aspetti essenziali (perchè non è possibile sapere tutto) ho preparato un cruciverba.
Come al solito, cliccate sull'immagine per avviarlo.

sabato 17 ottobre 2009

Superare l'odio con l'amore - Una riflessione in occasione della festa di Diwali


Si intitola "Superare l'odio con l'amore" il messaggio che il Pontificio consiglio per il dialogo inter-religioso ha inviato agli indù in occasione della festa di Diwali, conosciuta anche come Deepavali, ossia "fila di lampade ad olio".
La festa rappresenta la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, della vita sulla morte, del bene sul male. La celebrazione vera e propria dura tre giorni, segnando l'inizio di un nuovo anno, la riconciliazione familiare, specialmente tra fratelli e sorelle, e l'adorazione a Dio. Quest’anno la celebrazione ha inizio il 17 ottobre e durerà fino al 21.
Diwali è la festa religiosa più antica dell’India e dell’intera umanità.

"Come persone alla ricerca dell'Assoluto - si legge nel messaggio, a firma del presidente del Pontificio consiglio, card. Paul Poupard - vi soffermate brevemente nel corso del vostro cammino spirituale per celebrare con gioia il Deepavali, la vostra antica festa religiosa, che significa per voi la vittoria della verità sulla menzogna, della luce sulle tenebre, del bene sul male e della vita sulla morte".


"Alla verità, alla luce, alla bontà ed alla vita è strettamente connessa la realtà dell'amore. Vorrei - prosegue il card. Poupard - riflettere su questo tema dell'amore, attraverso il quale i credenti delle diverse religioni sono chiamati a superare l'odio e la diffidenza, diffusi nell'attuale società. I recenti attacchi terroristici a Mumbai, in India, sono un ulteriore esempio di questi fenomeni che spesso sfociano in brutale violenza. Sono certo che, arricchiti dalla luce delle nostre particolari tradizioni religiose, il nostro proposito di invitare tutti i credenti a superare l'odio con l'amore, sarà a beneficio di tutta la società".

(...) La povertà morale e spirituale, che è causata dal far crescere l'odio nel proprio cuore - può essere sradicata dai credenti che sono pieni di amore e compassione. L'amore genera fiducia che, a sua volta, promuove sincere relazioni fra credenti di diverse religioni".

L'amore, come ho avuto modo di sottolineare più volte, è l'unica risposta all'odio che distrugge.
I credenti delle diverse religioni devono farsi esempio di amore.
Madre Teresa di Calcutta, per esempio, che dell'India fece la sua Patria, ha testimoniato in modo splendido l'amore per il prossimo e il servizio disinteressato al povero. I credenti devono manifestare l'amore di Dio, che ama tutti senza eccezioni, nella concreta custodia verso le creature, specialmente gli esseri umani.

giovedì 15 ottobre 2009

Le mappe a scuola

Proprio ieri ho concluso, come funzione strumentale, la prima parte di una serie di incontri con le classi seconde sul metodo di studio. Grazie anche alle competenze acquisite in un percorso di formazione che mi ha permesso di conseguire il diploma di counselor, ho cercato di aiutare gli alunni a capire quali intelligenze abbiamo, quali mettiamo più in pratica, quali siano più utili per lo studio di una disciplina piuttosto che per un' altra. Ho visto gli alunni molto interessati e curiosi, e soprattutto contenti di scoprire, attraverso un questionario, che erano più intelligenti di quanto pensassero, perchè di intelligenze se ne trovavano più di una.
C'è un'intelligenza in particolare che può essere sviluppata attraverso l'utilizzo delle mappe: è l'intelligenza spaziale, tipica delle persone creative, capaci di fare collegamenti, di trovare soluzioni innovative. Nella scuola si sta dando molto spazio all'utilizzo delle mappe; in ogni caso, credo che sia importante, come insegnanti, andare oltre la tipica lezione frontale e utilizzare modalità diverse, codici linguistici diversi, proprio per sollecitare le diverse intelligenze.
Approfitto di questo mio intervento per proporvi una mappa sul monachesimo realizzata da Andrea della 2^A.

Andrea ha utilizzato un programma pensato proprio per costruire mappe. Il suo è a pagamento, ma su Internet è possibile scaricarne alcuni gratis, per fare mappe mentali o concettuali.
Vi lascio i link di questi programmi per poterli scaricare:

mercoledì 14 ottobre 2009

Ancora sul Monachesimo

Questa volta ho raccolto in un libro digitale le informazioni che mi hanno inviato Alessia, Annalisa e Monica della della 2^B dell'Ic "Strampelli". Come al solito, bisogna cliccare sull'immagine.

martedì 13 ottobre 2009

Tre donne co-patrone d'Europa


In un post di qualche tempo fa accennavo a san Benedetto come patrono d'Europa. In realtà l'Europa di patroni ne ha ben sei. Se guardiamo ai loro paesi di origine, delineano una sorta di geografia dello spirito cristiano in Europa e un omaggio, essendo tre di loro donne, alla santità del volto femminile.
Dall'Italia di Benedetto passiamo all'Europa centro-orientale dei santi Cirillo e Metodio e con le altre tre sante, dal nord dell'Europa di nuovo all'Italia.
Santa Brigida era nativa della Svezia, ma scelse di trasferirsi a Roma. In questo modo non solo rappresenta il Nord dell'Europa ma anche il desiderio di unione con il centro della cristianità.
Caterina da Siena, l'altra co-patrona, viene ricordata per il ruolo svolto affinchè i papi ritornassero da Avignone a Roma. In realtà limitarsi a questo significa ridurre di importanza l'opera di questa santa a favore della pace e per la riforma del clero.
Edith Stein ci porta nel ventesimo secolo, il più travagliato per l'Europa. Di origine ebraica ella si convertì al cristianesimo, senza rinunciare alle sue radici ebraiche, tanto che, suora con il nome di Teresa Benedetta della Croce, morì nel campo di concentramento di Auschwitz.
Fu Giovanni Paolo II, dieci anni fa, a proclamare queste tre donne co-patrone d'Europa, anche per sottolineare l'importanza del "genio femminile cristiano". Vi è un ruolo particolare svolto dalle donne nella storia umana, nella storia della salvezza, nei Vangeli. L'Europa cristiana non poteva dimenticarlo.

lunedì 12 ottobre 2009

Scioccante!

Roustam, un alunno della 3^C, mi ha segnalato il video che vi proporrò, con queste parole:

"Questo video Prof è molto significativo per me. Penso molte volte alle persone che guidano in stato di ebrezza e uccidono persone, ma anche ragazzi e persino famiglie".

Alla base di certi comportamenti c'è la superficialità nei confronti della vita. La vita è una cosa seria, ma nello stesso tempo affascinante. Perchè stordirsi al punto di non ricordare ciò che si è fatto durante la serata, oppure tanto da diventare un'arma micidiale, capace di distruggere non solo la vita propria, ma anche quella degli altri?
E' un grido di dolore il mio, da mamma di una figlia adolescente che tra poco prenderà la patente e che poche volte (meno male e chissà per quanto!) esce la sera per andare a qualche festa.
Feste dove si va con bottiglioni di vino, birra, superalcolici. E mia figlia, che non beve, mi racconta che molti sono quelli che bevono senza ritegno e che alcuni finiscono per star male.
Figuratevi se questo video non mi ha scioccato!

domenica 11 ottobre 2009

Iqbal Masih

Voglio raccontarvi la storia di un ragazzino coraggioso. Perchè, vedete, si può essere grandi uomini a prescindere dall'età; così come il crescere fisicamente non sempre si accompagna alla crescita in umanità.

Iqbal Masih nacque nel 1983 a Muridke, in Pakistan.
Aveva appena quattro anni quando iniziò a lavorare in una fornace di mattoni; a cinque anni suo padre lo affidò a un fabbricante di tappeti in cambio di 16 dollari, che gli servivano per pagare un debito contratto per finanziare il matrimonio del figlio maggiore.
Il bambino Iqbal lavorò per più di dodici ore al giorno per più di sei anni, picchiato, sgridato e incatenato al suo telaio, guadagnando una rupia al giorno (circa tre centesimi di euro).
Nel 1992 il Pakistan promulgò una legge contro il lavoro schiavizzato, ma i proprietari delle fabbriche continuavano a praticarlo. Nello stesso anno Iqbal, con altri bambini, uscì di nascosto dalla fabbrica di tappeti per assistere a una manifestazione organizzata dal Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato e, in quell’occasione, decise di raccontare la sua storia in pubblico. Il suo discorso spontaneo venne riportato dai giornali locali il giorno seguente.
Da allora la sua storia cambiò: con l’aiuto di un avvocato del Fronte di Liberazione dal Lavoro Schiavizzato scrisse una lettera di dimissioni al suo padrone. Conobbe il leader del Fronte, Eshan Ullah Khan, e cominciò a raccontare la sua storia sui teleschermi di tutto il mondo, diventando il simbolo e il portavoce del dramma dei bambini lavoratori.
Iqbal aveva 11 anni quando, a Stoccolma, raccontò la sua storia alla conferenza mondiale sull’infanzia.
A Boston ricevette una borsa di studio da un’università americana: con essa Iqbal voleva studiare da avvocato per poter aiutare i bambini costretti al lavoro.
Il 16 aprile 1995, domenica di Pasqua, a 12 anni, mentre correva in bicicletta nella sua città Muridke, dei sicari della mafia dei tappeti gli spararono, uccidendolo.

Vi propongo anche un video che racconta la sua storia. E' in spagnolo, ma non spaventatevi. Si capisce abbastanza.

sabato 10 ottobre 2009

Dio ha creato il male?

Il collega Luca nel suo blog Religione20.net, che spesso cito e che è presente tra i miei preferiti, ha inserito un video che ci presenta un Albert Einstein bambino che ribatte al suo professore ateo convinto.
Ve lo propongo.

venerdì 9 ottobre 2009

E crescendo impari


Valentina della 3^E mi ha passato questa poesia regalatale dalla mamma per il compleanno, per condividerla con i lettori di questo blog.

"E crescendo impari che la felicità non è quella delle grandi cose.
Non è quella che si insegue a vent'anni, quando, come gladiatori si combatte il mondo per uscirne
vittoriosi...
La felicità non è quella che affanosamente si insegue credendo che l'amore sia tutto o niente,...
non è quella delle emozioni forti che fanno il "botto" e che esplodono fuori con tuoni spettacolari...,
la felicità non è quella di grattacieli da scalare, di sfide da vincere mettendosi continuamente alla prova.
Crescendo impari che la felicità è fatta di cose piccole ma preziose....
...e impari che il profumo del caffè al mattino è un piccolo rituale di felicità,
che bastano le note di una canzone, le sensazioni di un libro dai colori che scaldano il cuore, che bastano gli aromi di una cucina, la poesia dei pittori della felicità, che basta il muso del tuo gatto o del tuo cane per sentire una felicità lieve.
E impari che la felicità è fatta di emozioni in punta di piedi, di piccole esplosioni che in sordina allargano il cuore, che le stelle ti possono commuovere e il sole far brillare gli occhi,
e impari che un campo di girasoli sa illuminarti il volto, che il profumo della primavera ti sveglia dall'inverno, e che sederti a leggere all'ombra di un albero rilassa e libera i pensieri.

E impari che l'amore è fatto di sensazioni delicate, di piccole scintille allo stomaco, di presenze vicine anche se lontane, e impari che il tempo si dilata e che quei 5 minuti sono preziosi e lunghi più di tante ore,
e impari che basta chiudere gli occhi, accendere i sensi, sfornellare in cucina, leggere una poesia, scrivere su un libro o guardare una foto per annullare il tempo e le distanze ed essere con chi ami.

E impari che sentire una voce al telefono, ricevere un messaggio inaspettato, sono piccolo attimi felici.
E impari ad avere, nel cassetto e nel cuore, sogni piccoli ma preziosi.

E impari che tenere in braccio un bimbo è una deliziosa felicità.
E impari che i regali più grandi sono quelli che parlano delle persone che ami...
E impari che c'è felicità anche in quella urgenza di scrivere su un foglio i tuoi pensieri, che c'è qualcosa di amaramente felice anche nella malinconia.

E impari che nonostante le tue difese,
nonostante il tuo volere o il tuo destino,
in ogni gabbiano che vola c'è nel cuore un piccolo-grande
Jonathan Livingston.
E impari quanto sia bella e grandiosa la semplicità
".

giovedì 8 ottobre 2009

Il Monachesimo

Alcune ragazze della 2^A mi hanno inviato quello che maggiormente le aveva colpite del lavoro di ricerca sul monachesimo. Ho raccolto le loro informazioni in un libro digitale.
Per poterlo vedere cliccate sull'immagine.

mercoledì 7 ottobre 2009

Le classi e la felicità

Vi avevo già parlato del lavoro che è stato proposto alle classi terze.
La discussione sulla felicità ha spinto alcuni ragazzi ad inviarmi il frutto delle loro ricerche e riflessioni.
Ho raccolto i lavori che mi sono arrivati dalla 3^C e dalla 3^E.
Cliccando sull'immagine avrete modo di vederli.

martedì 6 ottobre 2009

Essere cittadini del mondo


Nel numero 4 di Scuola e Didattica, che è una rivista per insegnanti, trovo un intervento di Paola Bignardi sull'integrazione. Ho conosciuto personalmente questa signora, quand'era presidente nazionale dell'Azione Cattolica, per cui quando ho visto l'articolo mi sono messa subito a leggerlo con attenzione.
Lei sostiene che nel contesto in cui viviamo, sempre più multietnico e multireligioso, dobbiamo abituarci a considerarci cittadini del mondo, oltre i confini in cui sempre più tendiamo a chiuderci. Cosa vuol dire essere cittadini del mondo?
Vi riassumo alcune idee:

- vuol dire ravvivare la coscienza del nostro comune essere persone, recuperando il senso dei valori che ci appartengono, a tutti, proprio in quanto persone (la libertà, la dignità, gli affetti, il desiderio di futuro...)

- vuol dire riscoprirci titolari di diritti e di doveri, implicati da protagonisti nella costruzione di una società che non avrà un futuro finchè si considererà o mia o tua e non avrà il coraggio di qualificarsi come nostra.

Se ci pensate bene, prima dell'essere italiani o albanesi o marocchini, viene l'essere persone, l'appartenenza all'umanità.
Così, accanto al bene individuale, c'è un bene legato al vivere sociale delle persone, quello che definiamo bene comune, senza il quale l'umanità stessa rischierebbe di scomparire, perchè ci sarebbe solo lo scontro di tanti individualismi, con tutte le sue nefaste conseguenze.

Ragazzi, la scuola può e deve diventare palestra in cui ci si alleni a diventare cittadini del mondo.
Allora, cerchiamo di collaborare insieme, docenti e alunni, per realizzare una convivenza serena tra italiani e stranieri che vinca la paura e giovi al bene comune.

lunedì 5 ottobre 2009

A immagine di Dio

Con le classi prime ci siamo interrogati sull'idea di uomo e donna nella nostra società. Vincenti, belli, perfetti ... vi ricordate il post di qualche tempo fa?
Ci siamo quindi chiesti che cosa invece proponesse il cristianesimo e abbiamo incontrato i versetti della creazione dell'uomo, scritti nel primo capitolo del libro della Genesi.

"Dio creò l'uomo a sua immagine
a immagine di Dio lo creò;
maschio e femmina li creò.
Dio li benedisse (...)".
Gn 1, 27-28

Ogni essere umano è a immagine di Dio, non c'è ne è uno più somigliante e un altro di meno.
L'essere umano porta quindi in sè una dignità che nessuno può pretendere di non riconoscere. Non hanno alcun senso le discriminazioni che si basano sul colore della pelle, nè tanto meno si può giustificare la discriminazione nei confronti della donna.
Tutti gli esseri umani sono creati a immagine di Dio e sono stati benedetti.

Facciamo allora nostro il sogno di Martin Luther King che diceva:

"Ho il sogno che un giorno gli uomini si alzeranno in piedi e si renderanno conto che sono stati creati insieme per vivere come fratelli".


Per aiutarvi a ricordare i concetti di cui abbiamo parlato in classe ho preparato per voi un puzzle, a partire da un particolare molto significativo della creazione di Adamo, che si trova nella Cappella Sistina. Cliccando sull'immagine intera è possibile avviare il puzzle.

Essere uomini e donne di pace


La pace è costruita da uomini e donne di pace; la pace, cioè, non è qualcosa di astratto, ma è il frutto di opere di pace. E per fare opere di pace, bisogna essere uomini e donne di pace.
Come si fa?
Bisognerebbe che ognuno, nel proprio ambiente, riuscisse a rigettare la menzogna e la violenza nelle intenzioni, nelle parole e nelle azioni. Bisognerebbe coltivare con cura sentimenti di rispetto, comprensione e stima verso gli altri.
La Bibbia ci dice che per fare questo è necessaria la sapienza del cuore, che viene da Dio.
Nella Lettera di Giacomo (3,16-4,3) viene descritta la vera sapienza, contrapposta alla falsa. La falsa sapienza si riconosce dal fatto che provoca gelosie, contese, disordini e ogni sorta di cattive azioni. Al contrario, la vera sapienza, quella che proviene da Dio, è pura, pacifica, mite, arrendevole, piena di misericordia e di buoni frutti, imparziale e sincera.
Nel mondo non c'è pace perchè prevale la prepotenza, l'arroganza, la mancanza di giustizia. Perchè pensiamo che la vera sapienza è nell'essere più furbi degli altri.
Continuiamo a pensarla così e il mondo continuerà ad essere un inferno per molti!

San Francesco pregava per la pace così:
"O Signore, fa' di me uno strumento della Tua Pace. Dove è odio, io porti Amore, dove è offesa, io porti Perdono, dove è discordia, io porti Unione, dove è dubbio, io porti Fede, dove è errore, io porti Verità, dove è disperazione, io porti Speranza, dove è tristezza, io porti Gioia, dove sono tenebre, io porti Luce. O Maestro, fa' che io non cerchi tanto di essere consolato, quanto di consolare; non di essere compreso, quanto di comprendere; non di essere amato, quanto di amare. Poiché dando si riceve, perdonando si è perdonati, morendo si risuscita alla Vita Eterna. Amen"

La pace vera è frutto di questa sapienza.
Peccato che ancora non l'abbiamo capito!


domenica 4 ottobre 2009

Di fronte al dramma ... la speranza

I paesi asiatici sono stati sconquassati in questi giorni da tremende catastrofi naturali, per non parlare di quanto è accaduto in Italia, nella provincia di Messina.
Queste tragedie sono una provocazione alla fede, perchè il male è la negazione del bene e della felicità. Il male è un mistero; come diceva sant'Agostino:
"Ma chi ha disposto e seminato questo germoglio di amarezza, se sono stato creato dal mio Dio che è dolcissimo?"
Il cristiano sa che nel mondo c'è il male e lo riconosce, ma ha la speranza. Una speranza che si basa sulle promesse di Gesù, già anticipate dagli antichi profeti:
"Il lupo dimorerà insieme con l'agnello (...) perchè la saggezza del Signore riempirà il paese come le acque ricoprono il mare".(Is 11, 6-9)

La speranza consiste nel credere alle parole di Gesù sulla venuta del Regno dei Cieli, sulla felicità che viene dall'amore reciproco, sulla vita eterna, sul paradiso che sarà felicità senza fine.
"Così anche voi, ora, siete nella tristezza; ma vi vedrò di nuovo e il vostro cuore si rallegrerà e nessuno vi potrà togliere la vostra gioia. In quel giorno non mi domanderete più nulla (...)". (Gv 16, 22-23)

Rivolgo il mio pensiero a questi nostri amici nella sofferenza lasciandovi una preghiera di Giovanni Paolo II.

Padre misericordioso, Signore della vita e della morte. Il nostro destino è nelle tue mani. Guardaci con bontà e guida la nostra esistenza con la Tua Provvidenza, piena di sapienza e di amore. Ravviva in noi, o Signore, la luce della fede affinché accettiamo il mistero di questo intenso dolore, e crediamo che il tuo amore è più forte della morte. Guarda, o Signore, con bontà l’afflizione di coloro che piangono la morte di persone care: figli, padri, fratelli, parenti, amici. Sentano essi la presenza di Cristo che consolò la vedova di Naim e le sorelle di Lazzaro, perché Egli è la risurrezione e la vita. Trovino il conforto dello Spirito, la ricchezza del tuo amore, la speranza della tua provvidenza che apre sentieri di rinnovamento spirituale e assicura a quelli chi lo amano un futuro migliore. Aiutaci a imparare da questo mistero di dolore che siamo pellegrini sulla terra, che dobbiamo essere sempre preparati, perché la morte può giungere all’improvviso. Ricordaci che dobbiamo seminare sulla terra ciò che raccoglieremo moltiplicato nella gloria, affinché viviamo guardando sempre a Te, Padre e Giudice dei vivi e dei morti, che alla fine ci giudicherai nell’amore. Ti ringraziamo, Padre, perché nella fede il dolore ci avvicina di più a Te, e in esso cresce la fratellanza e la solidarietà di tutti coloro che aprono il cuore al prossimo bisognoso. Da questo luogo che conserva i resti mortali di tanti nostri fratelli ascolta la nostra preghiera: «Dà loro, o Signore, il riposo eterno e risplenda per essi la luce perpetua. Riposino in pace. E a noi che continuiamo a vivere, pellegrini in questa valle di lacrime, dà la speranza di riunirci a te, nella tua casa paterna, dove Tuo Figlio Gesù ci ha preparato un posto e la Vergine Maria ci guida verso la comunione dei Santi. Amen.”

sabato 3 ottobre 2009

La festa ebraica di Sukkot


Credo nel dialogo tra uomini e donne di buona volontà.
Credo che il dialogo non possa nascere nell'ignoranza dell'altro.
Per questo voglio affidare alle pagine di questo blog momenti in cui ricordare le ricorrenze delle altre religioni, in particolare quelle abramitiche (Ebraismo, Cristianesimo, Islamismo).
Soltanto la conoscenza reciproca può abbattere il muro della diffidenza e dell'intolleranza.
Oggi per gli ebrei è la festa di Sukkot. E' la festa delle capanne, che ricorda il cammino del popolo d'Israele dall'Egitto verso la Terra Promessa. Ancora oggi c'è l'usanza di abitare, per 8 giorni, in capanne appositamente costruite dalle famiglie. Cliccando sull'immagine in alto, potete trovare una spiegazione dettagliata sul significato di questa ricorrenza.
Il video che vi propongo invece, in modo simpatico e spero non irriverente, ci fa vedere come viene costruita la sukka.

venerdì 2 ottobre 2009

Le religioni e le parole della ricerca della felicità

Le classi terze hanno incominciato il loro lavoro alla ricerca dell'idea di felicità nelle religioni.
Ho pensato di dare loro un aiuto suggerendo una serie di parole che non dovrebbero mancare in questo percorso di ricerca. Con queste parole ho costruito un gioco di parole intrecciate. Come al solito, bisogna cliccare sull'immagine per aprire la pagina.



Cliccando su quest'altra immagine avete la possibilità di scaricare il file in pdf.

giovedì 1 ottobre 2009

Non siamo razzisti

Non è bello essere razzisti. Infatti nessuno mai si definisce tale, ma nella pratica quotidiana ...
A voi questo filmato. Pensiamoci su!


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