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lunedì 30 novembre 2009

Sul peccato: esercizio

Propongo alle classi terze questo esercizio di completamento sul n.1850 del Catechismo della Chiesa cattolica, che parla del peccato originale, su cui abbiamo riflettuto attraverso la lettura, l'analisi e la discussione del capitolo 3 di Genesi.
Come al solito, cliccate sull'immagine.

Da Babele a Pentecoste

Che legame c'è tra il racconto della Torre di Babele e quello della discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli nel giorno di Pentecoste?
Proviamo a mettere a confronto i due brani.
Per il primo che è tratto dal Libro della Genesi 11,1-9, vi propongo questo breve cartone animato.





Ed ecco invece il racconto della discesa dello Spirito Santo, tratto da At 2,1-11
"Mentre il giorno di Pentecoste stava per finire, si trovavano tutti insieme nello stesso luogo. Venne all’improvviso dal cielo un rombo, come di vento che si abbatte gagliardo, e riempì tutta la casa dove si trovavano. Apparvero loro lingue come di fuoco che si dividevano e si posarono su ciascuno di loro; ed
essi furono tutti pieni di Spirito Santo e cominciarono a parlare in altre lingue come lo Spirito dava loro il potere d’esprimersi. Si trovavano allora in Gerusalemme Giudei osservanti di ogni nazione che è sotto il cielo. Venuto quel fragore, la folla si radunò e rimase sbigottita perché ciascuno li sentiva
parlare la propria lingua. Erano stupefatti e fuori di sé per lo stupore dicevano:
“Costoro che parlano non sono forse tutti Galilei? E com’è che li sentiamo ciascuno parlare la nostra lingua nativa? Siamo Parti, Medi, Elamiti e abitantidella Mesopotamia, della Giudea, della Cappadocia, del Ponto e dell’Asia,della Frigia e della Panfilia, dell’Egitto e delle parti della Libia vicino a Cirene, stranieri di Roma, Ebrei e proseliti, Cretesi e Arabi e li udiamo annunziare nelle nostre lingue le grandi opere di Dio".

Nel primo racconto, un mondo di estranei gli uni agli altri, che parlano senza capirsi, perchè in fondo non hanno nulla da dirsi. Nel secondo, invece, un capirsi, nonostante la differenza di lingua e di cultura, perchè c'è molto da dirsi. C'è da raccontarsi di un Dio che si fa Amore, che ha dato la sua vita perchè fossimo un solo popolo, perchè potessimo sentirci fratelli, anche nella diversità. Il desiderio di onnipotenza dei costruttori della torre si scontra con questa unità che nasce dal dono dello Spirito, che è amore, condivisione, servizio.
Dall'evento di Pentecoste nasce la Chiesa, un mondo di uomini e donne, “salvati” nella loro diversità e varietà, che devono parlare, capirsi, dialogare, costruire intese, realizzare il sogno di Dio di una nuova umanità che realizzi pace, comprensione e solidarietà.

domenica 29 novembre 2009

I segni dell'Avvento

Oggi è la prima domenica di Avvento. Avvento vuol dire attesa di una venuta, quella di Cristo. E' un periodo di 4 domeniche (non necessariamente 4 settimane intere) in cui i cristiani si preparano al Natale. Il colore liturgico di questo periodo è il viola, eccetto la terza domenica di Avvento in cui facoltativamente possono essere indossati paramenti rosacei. Nella Liturgia di Avvento non si recita il Gloria, ma si mantiene l’Alleluia.
Tipica di questo periodo è la corona d’Avvento il cui simbolismo è molto bello. La corona è fatta di vari sempreverdi che stanno a significare la continuità della vita.Questi sempreverdi hanno un significato tradizionale che può essere adattato molto bene alla fede: il lauro significa vittoria sulla persecuzione e sulla sofferenza; il pino, l’agrifoglio e il tasso rappresentano l’immortalità; il cedro forza e guarigione. L’agrifoglio ha anche uno speciale simbolismo cristiano: le foglie acuminate ci ricordano la corona di spine e una leggenda inglese racconta di come la croce fosse fatta di agrifoglio. La forma circolare della ghirlanda simbolizza l’eternità di Dio che non ha nè inizio nè fine, l’immortalità dell’anima e la vita eterna in Cristo. Anche le pigne e le noci usate per decorare la corona simbolizzano la vita e la risurrezione. Le 4 candele rappresentano le 4 settimane di avvento.

Il calendario dell'Avvento, un altro segno di questo periodo, è nato in Germania, da un'idea del signor Herr Gerhard Lang. Questo calendario conquistò prima i tedeschi protestanti, poi i cattolici.
I nazisti, che odiavano la festa del Natale, perchè era dedicata ad un bambino ebreo, introdussero nel Adventskalender (calendario dell'Avvento in tedesco), immagini mitologiche guerresche germaniche. Al posto del Bambin Gesù, inventarono un Heilkind, il bambino della salvezza.
Perdonatemi l'accostamento, ma anche oggi mi sembra che, al posto del bambino Gesù si mettano tante altre cose!

 Cercando in Internet ho trovato questo video che può aiutarci a capire il vero senso di questo periodo di attesa al Natale, e ve lo propongo. .

sabato 28 novembre 2009

Sulle Beatitudini

Le Beatitudini pronunciate da Gesù ci portano ad un concetto di felicità diverso dal benessere materiale ed economico, dalla fama, dal potere, dalla forza. E' nella relazione con Dio, questo intende dire Gesù, che l'uomo trova la perfezione definitiva, la sua felicità. Lo so, il discorso di Gesù, è per certi aspetti provocatorio. Come è possibile definire beato chi è nel dolore, nella povertà, chi è perseguitato? Ad una lettura superficiale è impossibile cogliere il senso vero delle Beatitudini, ma, se ci pensate bene, l'uomo che si lascia ostacolare dalle cose, che diventa schiavo di esse è meno fortunato di chi, invece, vive con il giusto distacco. Solo quest'ultimo non vivrà nell'ansia, nella paura di perdere tutto, o di guadagnare ancora di più, ma sarà grato per ciò che ha, e amministrerà le cose con il giusto equilibrio, tanto da venire incontro anche alle necessità dei più bisognosi. Così, la sofferenza vissuta nella solitudine, crea rabbia e sconforto; chi, invece, pur non rassegnandosi, si affida a Dio, sentirà di non essere solo e abbandonato e troverà una forza inaspettata e inimmaginabile. Ho conosciuto persone così, persone cioè che pur nella malattia sentivano vicina la presenza del Signore, e questo dava loro una certa serenità.
Poveri illusi, dirà qualcuno! Ma di fronte ad una sofferenza difficile da combattere, c'è altra alternativa?
Con questo post colgo l'occasione per proporvi una beatitudine commentata, attraverso un piccolo filmato, da alcuni alunni della 3^A.
Buona visione.

video

venerdì 27 novembre 2009

Aid al Adha

Oggi, o al massimo domani, a seconda del Paese, i musulmani festeggiano  Aid al adha, la festa del Sacrificio, celebrata ogni anno nel mese lunare islamico di Du al hijja, mese in cui ha luogo il pellegrinaggio canonico, detto Hajj. Spesso viene anche detta ed al-kabīr("festa grande"), in contrapposizione a id al- aghīr ("festa piccola"), cioè la festa della rottura del digiuno.

Nel giorno di Aid Al adha, i musulmani sacrificano come Abramo un animale che, secondo la shariia, deve essere fisicamente integro e adulto e può essere soltanto un ovino, un caprino, un bovino o un camelide. Negli ultimi due casi è possibile sacrificare un animale per conto di più persone, fino a sette. L’animale viene ucciso mediante sgozzamento, visto che per la legislazione biblica e coranica il sangue è impuro ed è quindi proibito mangiarne.
La cerimonia dello sgozzamento avviene il giorno 10 o nei due giorni seguenti, nel periodo di tempo compreso fra la fine della preghiera del mattino e l’inizio della preghiera del pomeriggio. L'animale viene sgozzato da un uomo, che deve essere in stato di purità legale.
La carne viene divisa preferibilmente in tre parti uguali, una delle quali va consumata subito tra i famigliari, mentre la seconda va conservata e consumata in seguito e la terza viene destinata ai poveri della comunità, che non hanno i mezzi economici per acquistarlo.

giovedì 26 novembre 2009

Non è mai troppo tardi. Si spera!

A 95 anni una ex campionessa tedesca, Gretel Bergmann, ha accolto, con ben 73 anni di ritardo, la decisione della federazione di atletica della Germania di riconoscerle il record nazionale di salto in alto femminile, da lei stabilito a Berlino nel 1936. Merito anche di un film, appena uscito in Germania, che racconta la sua storia.
Era il 30 giugno del '36, quando, un mese prima dell'apertura dei Giochi Olimpici, la ventiduenne Bergmann superò l'asticella posta a un metro e 60 centimetri, infrangendo così il precedente primato tedesco.
Ma la giovane atleta, nata a Laupheim, era di religione ebraica. Fu così che, due settimane prima delle Olimpiadi di Berlino, si vide negare la partecipazione ai Giochi.
Le autorità sportive naziste, non solo avevano di fatto cancellato il nuovo primato, ma l'avevano anche bandita dalla competizione, dicendole in una lettera che la sua performance non era sufficiente per partecipare a una gara internazionale. Eppure, ha tenuto a sottolineare l'ex campionessa, se avesse partecipato a quelle Olimpiadi avrebbe vinto di sicuro: "All'epoca ero molto arrabbiata - ha ricordato -. Ormai non ci penso più e non mi aspettavo questo riconoscimento".

Vedete fino a che punto arriva  la stupidità umana! Pur di impedire che un'atleta ebrea potesse oscurare l'idea di razza pura, così come era concepita da Hitler e da tutti i suoi seguaci, si impedì a quella giovane donna di veder riconosciuto il suo talento, la sua bravura atletica.
Un'ulteriore curiosità: quelle Olimpiadi furono comunque una beffa per Hitler, che vide il trionfo di Jesse Owens, un atleta statunitense di colore.
Oggi Gretel ha 95 anni. Certo che il suo è un esempio di pazienza e costanza! Meno male che ha avuto ragione della lentezza con cui gli uomini, troppo spesso, per ragioni burocratiche o altro, riconoscono  i giusti meriti a chi di dovere!

mercoledì 25 novembre 2009

Esercizio per le classi prime: il mistero dell'incarnazione

L'incarnazione, cioè Dio che si fa uomo (carne secondo il modo di dire degli ebrei), è il fatto più straordinario della Storia della Salvezza e rappresenta l'intervento decisivo di Dio nella storia umana.
Per aiutare i ragazzi a riflettere su questo evento che è veramente al cuore della fede cristiana, ho preparato un esercizio di completamento su un brano tratto dal catechismo della Chiesa Cattolica.
Come al solito, cliccate sull'immagine.

martedì 24 novembre 2009

Una suora che danza per Dio

Domenica 22 Novembre al Teatro Ariston di Sanremo (quello del Festival) si è concluso Jubilmusic, il festival internazionale di musica cristiana. Una lagna, diranno alcuni di voi. Ma chi l'ha detto che i cristiani non sanno divertirsi e non apprezzano la musica, anche quella rock? Tanto per dirvene una, Silver, il giovane che sta gareggiando a XFactor, è capo scout della branca E/G nel gruppo Fornovo San Giovanni I della zona Bergamo, frequenta con regolarità la parrocchia e partecipa con entusiasmo a tutte le iniziative che l’oratorio del paese propone.
Tornando alla manifestazione, nella serata conclusiva, il palco dell'Ariston ha visto esibirsi, in uno splendido balletto su musica rock, suor Anna Nobili, che prima di entrare nella congregazione delle Suore Operaie della santa Casa di Nazareth, era stata ballerina in tv e cubista in discoteca. Una vita che, come ha testimoniato anche in un'intervista a MTV, le lasciava tanta insoddisfazione. L'incontro con Dio a 22 anni le ha cambiato totalmente la vita. E' stato il vescovo della sua Diocesi, monsignor Sigalini, a spingerla ad aprire a Palestrina una scuola di danza moderna cristiana. Attraverso la danza che accompagna le liturgie e l'hip hop portato nelle carceri e negli ospedali, la corporeità viene messa al servizio del Signore. Penso che sia una bella esperienza ed anche una bella testimonianza, per tutti quelli che del cristianesimo hanno un'idea un po' stantia.
Se foste curiosi di sapere qualcosa di più della scuola di suor Anna, cliccate sull'immagine.

lunedì 23 novembre 2009

Un coloratissimo murale che parla di pace

Se andate a Pisa non dimenticate la chiesa di sant'Antonio. Nella parete esterna si trova un coloratissimo murale, realizzato da Keith Haring, celebre esponente americano della Street Art.
Il tema è quello dell'armonia e della pace nel mondo, visibile attraverso i collegamenti e gli incastri tra le 30 figure che, come in un puzzle, popolano i centottanta metri quadrati della parete del Convento di Sant'Antonio.
Ogni personaggio rappresenta un diverso "aspetto" del mondo in pace: le forbici "umanizzate" sono l'immagine della collaborazione concreta tra gli uomini per sconfiggere il serpente, cioè il male, che stava già mangiando la testa della figura accanto, la donna con in braccio il bambino rimanda all'idea della maternità, i due uomini che sorreggono il delfino al rapporto con la natura.
Il murale ha insolitamente un titolo: "TUTTOMONDO", parola che riassume la costante ricerca, da parte di questo artista, di incontro e di identificazione con il pubblico, esemplificata in questo caso dal personaggio giallo che cammina, o che corre, posto al centro della composizione sullo stesso piano di un ipotetico passante. I trenta personaggi del murale hanno la vitalità e l'energia tipiche di Haring e del suo incessante fervore creativo che gli ha consentito di lasciare, pochi mesi prima della morte per Aids, un'opera che è, prima di tutto, un inno alla vita.
E' l'unica opera di Haring che venne concepita sin dall'inizio come "permanente", diversamente da altri murali realizzati da questo artista.

domenica 22 novembre 2009

Il segreto di un'esistenza felice



"Il segreto di un'esistenza piena e felice sta nell'imparare a distinguere tra i tesori veri e quelli falsi. Il mare che ci circonda, il sole che ci dà la vita, la luna e le stelle che brillano nel cielo sono le vere ricchezze. sono tesori senza tempo e ci sono stati regalati per ricordarci a ogni istante la magia dell'esistere; sono la testimonianza di un mondo pieno di miracoli, e basta guardarsi intorno per realizzare i sogni".
 (da "Il Delfino" di S. Bambaren, Sperling & Kupfer Editori)

sabato 21 novembre 2009

Alcune idee sul presepe

Spero che quest'anno ci possa essere risparmiata ogni polemica sul presepe a scuola.
Se si ha paura di parlare con i bambini ed i ragazzi di Gesù che nasce, mi dite cosa si può cogliere del Natale? Rischiamo di farne solo una festa consumistica. Perchè poi Babbo Natale sì e Gesù bambino no? Se ci pensate bene, anche Santa Klaus altri non sarebbe che San Nicola. Insomma, comunque la si metta, per giustificare le vacanze scolastiche e l'atmosfera di festa, o ricorriamo alle feste religiose dell'antica Roma, quelle per intenderci legate al Sol Invictus e ai Saturnali, oppure dobbiamo ricordarci della nascita di Gesù.
Sottolineo che i musulmani, come più volte hanno ribadito attraverso loro rappresentanti, non si sentono offesi dal presepe, in quanto l'Islam venera Maria e considera Gesù l'ultimo profeta prima di Maometto.
La presenza del presepe, d'altronde, non costringe ad un atto di fede, ma è espressione di una tradizione ancora radicata nel nostro Paese (pensate a quanti presepi viventi vengono allestiti per tutta l'Italia, o alle statuine che si trovano nei mercatini del Trentino o di Napoli). In ogni caso, anche l'albero di Natale non è un simbolo così neutrale, come erroneamente si crede. Infatti, secondo la tradizione, fu San Bonifacio a fare dell'abete, albero sempreverde, un simbolo di Cristo, come albero della vita.
Nel sito del collega César (www.auladereli.es) ho trovato questo link da dove è possibile scaricare immagini per costruire un presepio di carta o, per i più esperti e intraprendenti, su compensato.
Vorrei ricordarvi che Loreto da oggi è diventata la città dei Presepi. Ci sono mostre dedicate ai simboli della natività e un mercatino di artigianato artistico dove, in questi ultimi fine settimana di novembre, è possibile trovare anche le caratteristiche statuette del presepe, opera di artigiani provenienti da tutte le province delle Marche e dalle principali regioni italiane, espressione di lunghe tradizioni nell’arte del presepe come Sicilia, Puglia, Campania, Trentino.

Vampiro e galantuomo

Confesso di non amare i vampiri. Che volete, sono di un'altra generazione, quella che conosceva come unico vampiro Dracula, che non era certo un esempio edificante.
Eppure la saga della Meyer, che racconta dell'amore tra un vampiro ed una comune mortale, offre degli spunti interessanti. Ecco quanto riportato dal quotidiano Avvenire di qualche giorno fa.

"E se la twilightmania, fenomeno planetario del momento, impensierisce alcuni genitori ed educatori, resta il fatto che la saga della Meyer, arrivata sul finire di quella del maghetto della Rowling, ha intercettato i gusti di un’ampia fascia di pubblico. conquistata non tanto dagli aspetti vampireschi e sanguinolenti della storia quanto dal melodramma di cui sono protagonisti due giovani il cui amore è costretto a superare mille ostacoli. Con buona pace di Federico Moccia e delle sue precoci quattordicenni, il sesso è ancora lontano dall’orizzonte dei diciottenni di New Moon e la castità resta un ' valore' reso sullo schermo con molte metafore, tra cui naturalmente quella del vampiro che resiste alla tentazione di addentare la donna amata, per non dannarle la vita".

Che ne dite di questa capacità di attesa e di rinuncia per il bene dell'altro? Ha un sapore antico, ma vero.
Meditate gente, meditate!

venerdì 20 novembre 2009

Giornata mondiale dei Diritti dei Bambini

Il 20 novembre 1989 è una data di grande importanza per i bambini di tutto il mondo: quel giorno l’Organizzazione delle Nazioni Unite (ONU) ha approvato, dopo vari anni di lavoro, la Convenzione Internazionale sui Diritti dell’Infanzia.
In realtà una carta dei diritti dei bambini non è cosa nuova: nel 1924 la Società delle Nazioni aveva diramato una «Dichiarazione dei Diritti del Fanciullo»; poi, nel 1942 usciva a Londra una «Carta dell’Infanzia»; nel dopoguerra, l’Unione internazionale per la protezione dell’infanzia pubblicava una sua «Dichiarazione dei diritti» (1948) e, infine, l’ONU promulgava il 20 novembre 1959 la «Dichiarazione dei diritti del fanciullo», articolata in dieci «principi», la quale ha costituito l’immediato precedente dell’attuale Convenzione, non a caso approvata esattamente trent’anni dopo.
"Dici: è faticoso frequentare i bambini.
Hai ragione.
Aggiungi: perché bisogna mettersi al loro livello, abbassarsi, scendere, piegarsi, farsi piccoli.
Ti sbagli.
Non è questo l'aspetto più faticoso.
E' piuttosto il fatto di essere costretti ad elevarsi, fino all'altezza dei loro sentimenti.
Di stiracchiarsi, allungarsi, sollevarsi sulle punte dei piedi.
Per non ferirli"
di Janusz Korczac

giovedì 19 novembre 2009

L'Europa, l'Africa, i Paesi del Terzo mondo: diamo un po' di numeri

  • In Europa, oltre la metà della popolazione adulta è in sovrappeso. Nel mondo oltre un miliardo di persone vive con meno di un dollaro al giorno. Ogni giorno i morti per fame sono 24.000.
  • Un cittadino americano consuma circa 1700 metri cubi di acqua all'anno; un italiano 1200; un africano, in media, 250. Un miliardo e quattrocento milioni di persone non hanno accesso all'acqua potabile.
  • Nei paesi sviluppati sotto i 5 anni muore un bambino ogni 200. In alcuni stati africani uno ogni 5. Da noi tutti i parti sono assistiti; nell'Asia Meridionale solo il 40%.
  • In Italia l'obbligo scolastico (diritto/dovere) è previsto per tutti fino a 18 anni; nei paesi meno sviluppati una bambina su due non frequenta la scuola elementare; oltre 150 milioni di ragazzi lavorano in condizioni rischiose, alcune decine di milioni vivono per strada, 8 milioni sono costretti alla schiavitù, un milione è detenuto, 250.000 sono arruolati come soldati....
  • In Europa nel 2007 sono morte di AIDS 12.000 persone; nel resto del mondo più di 2 milioni. Dodici milioni di ragazzi africani sono orfani a causa di questa epidemia. (Fonte: dossiercatechista, rivista della ELLEDICI)
Certamente questi numeri non possono lasciarci indifferenti. Crescere significa anche riconoscere che possiamo fare qualcosa per migliorare le condizioni degli altri. Abbiamo mai pensato a quello che possiamo fare? Mai sentito parlare di adozione a distanza, di volontariato, di Commercio equo e solidale, di Banco Alimentare?

mercoledì 18 novembre 2009

Inizia il mese del pellegrinaggio

Oggi inizia per i musulmani il mese del pellegrinaggio alla Mecca.

Nel Corano è scritto:
"Il Pellegrinaggio alla Casa per amore di Allah è un dovere di ogni uomo che ne abbia la possibilità."
"Eseguite il hajj e la 'umrah per amore di Allah."
Il pellegrinaggio è quindi uno dei 5 precetti dell'Islam. Ci sono due tipi di pellegrinaggi: il pellegrinaggio maggiore (hajj) e il pellegrinaggio minore ('umràh).

Ho raccolto alcune informazioni sul pellegrinaggio nell'Islam e ve le propongo.

Il Pellegrinaggio minore si può eseguire in ogni periodo dell'anno e quando si esegue nel mese di Ramadan ha lo stesso valore del pellegrinaggio maggiore. La Mecca è all'interno di un territorio sacro in cui ci sono alcuni luoghi, indicati dallo stesso Profeta, dove i pellegrini devono mettersi in stato di consacrazione.

Il pellegrinaggio maggiore si svolge invece in un periodo ben definito dell'anno. Questo periodo inizia l'ottavo giorno di Zu-l-hìggia, dodicesimo mese dell'anno lunare e termina il giorno tredici dello stesso mese. Il fedele giunto nel suo miqàt (posti dove i pellegrini cambiano i propri vestiti e indossano quelli tipici del pellegrino) si mette in stato di consacrazione ed esprime l'intenzione di effettuare l'hajj.
Tra i vari riti che si compiono durante il pellegrinaggio si può ricordare la "lapidazione di Satana"
(vengono raccolti sette sassi da lanciare contro un pilastro detto giàmratu-l-'aqabah), il sacrificio yàumu-n-nàr di un montone, che avviene il dieci di Zu-l-hìggia (quest'anno sarà il 27 di questo mese), in ricordo della obbedienza incondizionata ed assoluta del profeta Abramo. Aid al Adha, così è il nome di questa ricorrenza, è la seconda tra le principali ricorrenze islamiche.

Eseguito il sacrificio il pellegrino si rade i capelli o ne taglia qualche ciocca mentre le donne accorciano i capelli della lunghezza della punta di un dito.

Successivamente il pellegrino si reca da Mina alla Mecca per eseguire la circumambulazione della Kaaba. Quindi il pellegrino sale a Safa ed esegue il sà'y (una marcia rituale ripetuta sette volte tra i colli di Safā e Marwa).
Nei tre giorni successivi,(undici, dodici e tredici, detti ayyàmu-t-tash/rìq), il pellegrino soggiorna a Mina, dove ogni giorno, nel pomeriggio, esegue la "lapidazione di Satana" ai tre pilastri, incominciando dal più piccolo e finendo con il più grande.
Prima di riprendere la via del ritorno il pellegrino passa alla Mecca dove compie la circumambulazione della Ka'ba per il commiato.

martedì 17 novembre 2009

La pace, il peccato, il racconto di Genesi 3

Il tema della pace, su cui stanno lavorando le classi terze, ci ha portato ad approfondire il discorso sul peccato. Quanti conflitti, quanta ingiustizia, quanta prepotenza! Perchè il mondo non conosce la pace? perchè è così difficile vivere in armonia con noi stessi e gli altri? Il male è sicuramente una provocazione alla fede, ma è anche una realtà con la quale a fatica facciamo i conti. Il senso del peccato oggi sembra essersi affievolito; se una volta, quando ero piccola io, tante cose erano peccato, oggi sembra invece che il peccato non esista più (della serie, "sono solo ragazzate"). Eppure non viviamo in pace, come ci dice anche la vignetta di Linus.
Mentre ci stiamo avvicinando al Natale, una seria riflessione sul mistero della venuta del Figlio di Dio sulla Terra è necessaria. Natale è più che una festa del "vogliamoci bene"; il mistero dell'incarnazione porta i cristiani a riflettere sull'immenso amore che Dio ha per ogni uomo, ma anche sulla tragedia del peccato. Dio si è fatto uomo perchè Cielo e Terra potessero incontrarsi di nuovo, perchè al "no" di Adamo si sostituisse il "sì" di Gesù, e attraverso di lui ognuno di noi potesse dire "sì" a Dio.
Gesù risorto saluta gli apostoli con la parola "Shalom", che vuol dire pace. Il saluto ebraico shalom aleheim significa "la pace sia sopra di voi", a ricordare che la pace è un traguardo che sta sopra di noi, in Dio.
La pace portata da Gesù è vicinanza con Dio e per avere la sua pace è necessario lottare contro le nostre cattive inclinazioni e abitudini. Ma i cristiani sanno che di fronte a questo impegno non siamo soli, perchè Dio è venuto ad abitare in mezzo a noi.
Inserisco in questo post la scheda da me predisposta per facilitare negli alunni la lettura e l'analisi del racconto del peccato originale.
 

lunedì 16 novembre 2009

Adozioni a distanza

Da oggi, per quattro settimane, le classi della Tacchi Venturi sono coinvolte nella raccolta per le Adozioni a Distanza. Sono ben 8 i bambini a cui da diversi anni la nostra scuola provvede, grazie alla generosità degli alunni e delle loro famiglie. Si tratta di bambini, per lo più orfani, che vivono in India e in Brasile.
La raccolta cominciò nel lontano 1997, e da allora sono stati tanti i ragazzi e le ragazze che hanno avuto modo di andare a scuola, imparare un lavoro, costruirsi un avvenire. Quello che facciamo è poca cosa, ma è un contributo grandissimo che offriamo non solo agli altri, ma anche a noi stessi. La generosità ci rende grandi, fa di noi delle persone migliori, ci educa al rispetto per l'altro, a dare il giusto valore alle cose.
Vi propongo un videoclip costruito con le immagini del sito del Sermit, l'associazione con cui siamo in contatto per le adozioni.

domenica 15 novembre 2009

La bandiera europea ha radici cristiane

Dopo il crocifisso, che secondo la Corte Europea andrebbe tolto dalle pareti delle scuole e degli uffici pubblici, forse bisognerebbe ripensare anche alla bandiera europea, perchè la genesi di questo simbolo ha a che fare con il cristianesimo, precisamente con la Medaglia Miracolosa.
Di che si tratta?
A Parigi, al numero civico 140 di Rue Du Bac, c’è un Santuario, nel quale si trova la Cappella della Medaglia miracolosa: non è molto distante dal Louvre ed è comodamente raggiungibile mediante la metropolitana che ha una delle sue fermate proprio a Rue Du Bac.
Il mistero di Rue du Bac nacque 174 anni fa dalle apparizioni della S. Vergine a una giovane novizia delle Figlie della Carità di S. Vincenzo de’Paoli, Caterina Labourè, a cui la Madonna affidò la realizzazione di una medaglia cosiddetta “miracolosa” che, da quasi due secoli ormai, ha conquistato con le sue innumerevoli grazie e prodigi il mondo intero.
A quella medaglietta, che portava al collo, si ispirò, da buon cattolico, Arsène Heitz, quando decise di partecipare al concorso indetto per disegnare la bandiera europea. E la sua proposta fu scelta tra più di cento.
La scelta della commissione giudicatrice non fu inconsapevole; stando alla testimonianza del figlio di Leon Marchal, che era il Segretario Generale del Consiglio d'Europa, il numero 12 delle stelle fu accolto pensando proprio alla figura di Maria nel dodicesimo capitolo dell'Apocalisse, quello che si legge nella festa dell'Assunta (che purtroppo molti di voi conoscono solo come Ferragosto!): "Un gran segno apparve nel cielo, una donna con il sole per manto, la luna sotto i piedi e sulla testa una corona di dodici stelle".  Ebbe un ruolo decisivo nella scelta Paul Lévy, presidente della commissione giudicatrice, che era di origini ebraiche e quindi  assai sensibile al simbolismo biblico del numero 12.
Il giornalista Antonio Socci, che in uno dei suoi libri mi ha fatto conoscere questa storia, sottolinea alcune singolari coincidenze: Paul Michel Gabriel Lévy, l'uomo decisivo nella scelta, era nato il 27 novembre, giorno della festa di Nostra Signora della Medaglia miracolosa. Grande intellettuale ebreo, chiuso dai nazisti nel lager di Braendonk, fuggì, nel 1942 divenne cattolico, arrivò in Inghilterra ed ebbe un ruolo fondamentale per liberare i prigionieri dai campi di sterminio (fu lui che portò gli americani a Dachau). Sembra che  Lévy abbia presieduto anche la commissione per la vetrata dell'Europa, nel fondo della cattedrale di Strasburgo. Questa vetrata rappresenta la Vergine che allontana le mani per separare i popoli che si sono sempre battuti sul Reno. Nella parte superiore della vetrata sono presenti ancora le dodici stelle della medaglia miracolosa e dell'Apocalisse.
L'altra "strana" coincidenza è che l'approvazione della bandiera avvenne "casualmente" l'8 dicembre 1955. Ma l'8 dicembre per la Chiesa cattolica è la festa dell'Immacolata Concezione, coincidenza che ci riporta di nuovo alle apparizioni della Medaglia miracolosa (Parigi 1830). Infatti a Caterina Labouré la Vergine apparve con un Serpente sotto ai piedi. La Madre di Cristo incaricò Caterina di coniare e diffondere la Medaglia dove fossero rappresentate le dodici stelle dell'Apocalisse e la scritta: «Maria concepita senza peccato prega per noi che ricorriamo a te». Per la Chiesa l'Immacolata che schiaccia il Serpente rappresenta anche la missione  di Maria che libera l'umanità da Satana.
L'altra coincidenza è che i Trattati di Roma, che segnarono l'atto di nascita dell'Europa unita, furono firmati il 25 marzo 1957, festa dell'Annunciazione a Maria e dell'Incarnazione del Verbo divino.
Qualcuno potrà dire che sono tutte sciocchezze. Ma chissà?!!!

Ecco come il telegiornale di RaiDue ha riportato la notizia.

sabato 14 novembre 2009

Il calendario delle religioni

Nel sito del collega Luca (www.religione20.net) ho trovato questo calendario delle religioni. Un ulteriore contributo alla costruzione di un clima di conoscenza reciproca e di accoglienza tra i credenti delle diverse religioni.

venerdì 13 novembre 2009

Una fiaba buddhista per imparare la pace

I ciechi e l'elefante
rielaborata da Roberto Carvelli


Successe in India. Tanto tempo fa. Una volta nel parco di Anatapindika, nella città di Jetavana presso Savatthi, religiosi, dotti e scienziati litigavano furiosamente, si accapigliavano, si offendevano. Ognuno pensava di dire ciò che era giusto e ciò che era sbagliato e ognuno aveva l’idea che era giusto ciò che diceva lui e sbagliato quello che diceva un altro. Ognuno era così convinto di essere dalla parte della ragione che neanche ascoltava quello che l’altro aveva da dire e appena si accorgeva che voleva dire qualcosa di diverso lo offendeva dicendo: «È giusto come la penso io, la tua idea è sbagliata». E l’altro lo stesso: «Ma che dici? La mia è l’idea giusta, è la tua che è sbagliata». E litigavano ancora. Per lo più litigavano per un fatto: che uno diceva che l’universo è grande grande grande, così grande che praticamente non ha né una fine e né un inizio. Praticamente: l’universo è infinito. Ma l’altro non era d’accordo perché diceva che invece il mondo è finito e faceva un disegno del villaggio in cui vivevano per dimostrarlo. Ma non litigavano solo per questo. C’era chi diceva che gli animali hanno un’anima e chi diceva di no. Uno che il tempo non ha né un inizio e né una fine – come quell’altro aveva detto dell’universo – e l’altro santone si stropicciava la barba e iniziava a contare «uno due tre… mille… vedi che si può contare il tempo? Quindi se si può contare con i numeri a un certo punto finirà!» Nonostante fossero tutte persone molto colte e istruite ognuno però usava la sua sapienza per offendere con le parole l’altro. Uno diceva: «Sei uno stupido. La terra gira, altro che ferma». E l’altro: «Se gira allora tutto dovrebbe cambiare sempre». Poi si davano dello sciocco perché per uno la terra era rotonda e per un altro piatta. Insomma in questa città, che si chiamava Savatthi, regnava una grande confusione. Ma per fortuna tra tutti i saggi ce n’era uno di gran lunga più saggio.

giovedì 12 novembre 2009

Gesù, l'uomo perfetto

La famosa influenza, di cui tanto si parla, è arrivata anche da noi. Nelle classi sono diversi gli alunni che mancano; per questo ho pensato di inserire nel blog quello che è stato fatto ieri mattina in una classe prima. Questo è quanto ho presentato con la LIM:



E cliccando sull'immagine vi apparirà  l'esercizio proposto in classe:










mercoledì 11 novembre 2009

Sfruttamento minorile

La storia di Iqbal Masih è stata molto significativa per gli alunni di prima. Il rispetto che si deve ad ogni persona deve prescindere dall'età, dal sesso, dalla religione, dalla cultura. Anzi. Quanto più una persona è debole e indifesa, tanto più merita le nostre attenzioni, il nostro rispetto. Riconoscere in ogni essere umano l'immagine di Dio significa averne cura, non come fece Caino, che al Signore che gli chiedeva che fine avesse fatto suo fratello, che aveva ucciso poco prima, rispose: "Sono forse io il custode di mio fratello?" (Gn 4,9).
Matteo L della 1^ A ha svolto una ricerca sul lavoro minorile, vera piaga anche di questo secolo.
Eccovi il suo lavoro.                                                                                                                                                




martedì 10 novembre 2009

Pinocchio. Solo una favola?

Avevate mai pensato che la storia di Pinocchio è molto simile alla Storia della Salvezza?
Molti anni fa lessi il libro del cardinale Biffi, Contro Mastro Ciliegia, che proponeva una lettura teologica del celebre libro di Collodi.
A pensarci bene, infatti, la storia di Pinocchio è la sintesi dell'avventura umana. Comincia con un artigiano che costruisce un burattino di legno chiamandolo subito, sorprendentemente, figlio. E finisce con il burattino che figlio lo diventa per davvero. La storia narrata nel libro è sorprendentemente identica, nella struttura, alla storia sacra: c'è una fuga dal padre, c'è un tormentato e accidentato ritorno al padre, c'è un destino ultimo che è partecipazione alla vita del padre. Il tutto grazie a una salvezza data per superare la distanza incolmabile, con le sole forze del burattino, tra il punto di partenza e l'arrivo. Pinocchio è una fiaba. Ma racconta la vera storia dell'uomo, che è la storia cristiana della salvezza.
Vediamo, nel dettaglio, come il cardinale Biffi illustra le verità del libro che tanto richiamano la dottrina cristiana.

lunedì 9 novembre 2009

C'erano una volta i muri. E ora?

Le mura di Gerico

Giosuè con i suoi uomini e accompagnato dai sacerdoti che traspor­tano l'Arca, giunge sotto le mura di Gerico. L'esercito di Giosuè per sei giorni marcia attor­no alle mura della città suonando le trombe e por­tando l'Arca. Gli abitanti di Gerico odono il ru­more della marcia cadenzata e il suono terrificante delle trombe d'Israele. Al settimo giorno le mura di Gerico crollano e Israele occupa trionfalmente la città.(Giosuè 6,1-16)




Dal Gigante egoista di Oscar Wilde

"(...) Così scese furtivamente e aprì senza rumore il portone di fronte, uscendo dal giardino. Ma quando i bambini lo videro si spaventarono talmente che scapparono via, e nel giardino ritornò l'Inverno. Soltanto il bambino più piccolo non fuggì perché aveva gli occhi così pieni di lacrime che non poté vedere il Gigante avvicinarsi. E il Gigante gli si avvicinò da dietro, lo prese gentilmente per mano e lo sollevò sull'albero. E l'albero fece immediatamente sbocciare i fiori, e gli uccelli si posarono cantando sui rami, e il bambino tese le braccia e le gettò al collo del Gigante e lo baciò. E gli altri bambini, quando videro il Gigante che non era più cattivo come un tempo, tornarono di corsa e con loro tornò la Primavera. "Bambini, il giardino è vostro ora" disse il Gigante, e prese una grande scure e abbatté il muro. E alle dodici, quando la gente uscì per andare al mercato, trovò il Gigante che giocava con i bambini nel giardino più bello che avessero mai visto".

Da Avvenire del 1 Novembre 2009

"Cadde in modo repentino il Muro.
Helmut Kohl era in visita ufficiale in Polonia. Il capo dei servizi segreti di Bonn Hans- Georg Wieck a Washington. Apprese dalla tv che i berlinesi, dell’Est e dell’Ovest, festeggiavano tutti insieme per le strade il crollo del Muro. Certo da oltre un mese in quel lontano 1989 i dimostranti a Lipsia chiedevano libertà, tenevano sit- in in una chiesa ogni lunedì e chiedevano aperture sociali. Ma Berlino era Berlino, contraddizione e fulcro dello scontro Urss- Usa. Tutto più inquadrato, sotto controllo. Il regime che da poco aveva « licenziato » Honecker e portato alla guida il più moderato ma oscuro Egon Krenz, era convinto che sarebbe sopravvissuto.
Pochi mesi prima si parlava di un Muro che sarebbe stato al suo posto « ancora per 50 anni » . Quando Gorbaciov varò la perestrojka e revocò la dottrina Breznev, i gerarchi della Ddr risposero laconici per bocca di Kurt Hager: « Se il tuo vicino restaura il suo appartamento, non è detto che debba tappezzare la tua stanza » . L’intelligence dell’Ovest vedeva crepe, ma non sapeva nulla di quanto succedeva nel Politburo. La cronaca di quella sera parla di una conferenza stampa, un comunicato letto da un incredulo Günter Schabowski in cui si diceva che non servivano più permessi speciali per superare i il confine lungo il Muro. Poi il tam tam, la gente che spingeva ai posti di frontiera e le guardie che aprono i cancelli. « Se spariamo ci impiccano al pennone » , disse uno dei capi. Nessuno sparò. Alle 0.02 secondo i rapporti della polizia dell’Est tutti i passaggi di frontiera erano aperti. Il Muro era caduto 28 anni dopo la posa del primo blocco, il 15 agosto del 1961".


Oggi sono passati vent'anni da quel  9 novembre del 1989, quando fu abbattuto il Muro che divideva Berlino, segno di un'Europa e di un Mondo diviso tra Est e Ovest, tra democrazia e regimi totalitari.
Ma tanti muri sono costruiti ogni giorno: il muro dell'intolleranza, del sospetto, della povertà, della discriminazione, del fanatismo, del disprezzo della dignità umana, e ...
Quante Gerico da conquistare! Quanti muri da abbattere!

domenica 8 novembre 2009

Ecco la scuola eccellente


Dei bulli ci siamo proprio stufati. Non può essere che della scuola ci si interessi solo per quegli scalmati, capricciosi e bamboccioni che vengono chiamati bulli. La scuola è anche fatta di ragazze e ragazzi seri, che cercano di dare il meglio di loro stessi.
Nella  Sala dei Corazzieri al Quirinale, il Presidente Napolitano ha insignito dell'onorificenza di Alfieri del lavoro, 25 studenti delle scuole italiane, che nel quinquennio del loro percorso di studi hanno sempre avuto una media vicina al 10.
Questi ragazzi sono stati scelti fra i migliori indicati dai presidi delle scuole di tutta Italia - non più di uno per ogni scuola - partendo da precisi requisiti: qualifica di ottimo alla licenza media, almeno 8/10 di media per ciascun anno della scuola superiore e una votazione di 100/100 all’esame di Stato. Per il 2009 i dirigenti scolastici hanno segnalato 1.376 studenti con i requisiti richiesti. Tra questi 898 sono ragazze e 478 ragazzi. La provenienza territoriale dei premiati è distribuita tra Nord (6 regioni), Centro (2 regioni), Sud e le Isole (6 regioni). Le medie riportate dai premiati nei quattro anni della scuola superiore vanno da 9,56 a 9,93.
La scuola, come la vita, richiede impegno e sacrificio. Non si può ridurre tutto a barzelletta. Ne è consapevole anche Henri Ibi, giovane ragazzo albanese, anche lui insignito della prestigiosa onorificenza di Alfiere del Lavoro.
Allora, carissimi alunni, coraggio! Impegnatevi anche voi, abbiate sogni grandi per la vostra vita!
Le pagliacciate di chi si nasconde negli armadietti, prende in giro gli insegnanti e i compagni più miti e indifesi, sono di una superficialità e banalità tale che non possono e non devono appartenervi.

Non siate polli, ma aspirate al volo libero delle aquile!


sabato 7 novembre 2009

Educazione sessuale a fumetti

La casa editrice Ancora ha pubblicato un serissimo libro di educazione sessuale per ragazzi dai 10 anni in su. Attraverso una scrittura disinvolta e sbarazzina e i fumetti, il libro, scritto da Pierluigi Diano, offre ai lettori molte risposte su sessualità e amore, senza nascondere nulla, nemmeno i termini più difficili, che sono spiegati in un dizionario conclusivo. Pierluigi Diano è medico di famiglia, ma anche giornalista e illustratore e si occupa da diversi anni di divulgazione scientifica.

Fonte 

venerdì 6 novembre 2009

La più grande disgrazia

Nelle nostre riflessioni sulla felicità è emerso come non vada bene cercare fuori di noi la nostra felicità. Gli amici, la famiglia, la salute e quanto altro si voglia, contribuiscono senz'altro alla nostra felicità, ma non possiamo pensare che senza le cose o gli affetti non si possa essere felici. La felicità va cercata dentro di noi, non all'esterno, per cui bisogna avere il coraggio di guardarsi dentro e modificare eventualmente quello che non va nel nostro comportamento. Gesù insegna che la vera felicità non è tanto nell'essere amati, accolti e rispettati, ma nella nostra capacità di amare, accogliere e rispettare tutti.
La più grande disgrazia che ci possa capitare è infatti nel non essere utili a nessuno. Sentite cosa ha detto Raoul Follereau, l'apostoli dei lebbrosi:

"Siate intransigenti al dovere di amare.
Non cedete, non venite a facili compromessi, non retrocedete.
Ridete in faccia a coloro che vi parleranno di prudenza, di convivenza, che vi consiglieranno di "mantenere il giusto equilibrio", questi poveri campioni del "giusto mezzo".
E poi, soprattutto, credete nella bontà del mondo. Nel cuore di ogni uomo vi sono tesori prodigiosi: a voi scovarli.
La più grande disgrazia che possa capitarvi è di non essere utili a nessuno, e che la vostra vita non serva a nulla".

giovedì 5 novembre 2009

Non lamentarti

La proposta della ricerca sul tema della felicità, in cui sono state coinvolte le classi terze, ha fatto nascere interrogativi e riflessioni.
Il video segnalato da Lia e Livia della 3^A ci vuole far capire, con immagini anche un po' crude, quanto siano banali le nostre lamentele, quanto la nostra idea di felicità faccia a cazzotti con la triste realtà in cui sono costrette a vivere miliardi di persone.
Proprio una decina di giorni fa (precisamente domenica 25 ottobre) si chiudeva  con una solenne messa nella Basilica di San Pietro la II Assemblea speciale per l'Africa del Sinodo dei vescovi, che era stato inaugurato il 4 ottobre.
Il Papa, in quella occasione, ha voluto puntualizzare che il disegno di Dio non muta attraverso i secoli, che  il Signore punta alla stessa meta, il Regno della libertà e della pace per tutti. La predilezione divina è "per quanti di libertà e di pace sono privi, per quanti sono violati nella propria dignità" e in particolare per i fratelli africani, che soffrono “povertà, malattie, ingiustizie, guerre e violenze, migrazioni forzate”.
Le immagini del video segnalato dalle nostre amiche gridano la sofferenza dell'Africa, scuotono (me lo auguro veramente!) le nostre coscienze, ci interpellano affinchè ognuno di noi si senta impegnato nella costruzione di una pace equa e duratura, nel rispetto di ogni individuo e di ogni popolo: "una pace - come ha detto il Papa -  che ha bisogno e si apre all'apporto di tutte le persone di buona volontà al di là delle rispettive appartenenze religiose, etniche, linguistiche, culturali e sociali".

Per la visione del video, cliccate sull'immagine.

mercoledì 4 novembre 2009

Natalia Ginzburg e il crocifisso

Dopo la sentenza della Corte europea dei diritti dell'uomo, che ha bocciato la presenza dei crocifissi nelle aule scolastiche, vorrei ricordare cosa scrisse, proprio sul crocifisso, Natalia Ginzburg, famosa scrittrice del Novecento, non cattolica.
Riporto alcuni pensieri  tratti dall'articolo «Quella croce rappresenta tutti», pubblicato ne L’Unità del 22 marzo 1988.

(...) Il crocifisso non genera nessuna discriminazione. E’ muto e silenzioso. C’è stato sempre. Per i cattolici, è un simbolo religioso. Per altri, può essere niente, una parte dei muro. E infine per qualcuno, per una minoranza minima, o magari per un solo bambino, può essere qualcosa dì particolare, che suscita pensieri contrastanti. I diritti delle minoranze vanno rispettati.
Dicono che da un crocifisso appeso al muro, in classe, possono sentirsi offesi gli scolari ebrei. Perché mai dovrebbero sentirsene offesi gli ebrei? Cristo non era forse un ebreo e un perseguitato, e non è forse morto nel martirio, come è accaduto a milioni di ebrei nei lager?
Il crocifisso è il segno del dolore umano. La corona di spine, i chiodi, evocano le sue sofferenze. La croce che pensiamo alta in cima al monte, è il segno della solitudine nella morte. Non conosco altri segni che diano con tanta forza il senso del nostro umano destino.
Il crocifisso fa parte della storia del mondo.
Per i cattolici, Gesù Cristo è il figlio di Dio. Per i non cattolici, può essere semplicemente l’immagine di uno che è stato venduto, tradito, martoriato ed è morto sulla croce per amore di Dio e dei prossimo. Chi è ateo, cancella l’idea di Dio ma conserva l’idea del prossimo. Si dirà che molti sono stati venduti, traditi e martoriati per la propria fede, per il prossimo, per le generazioni future, e di loro sui muri delle scuole non c’è immagine.
E’ vero, ma il crocifisso li rappresenta tutti. Come mai li rappresenta tutti? Perché prima di Cristo nessuno aveva mai detto che gli uomini sono uguali e fratelli tutti, ricchi e poveri, credenti e non credenti, ebrei e non ebrei e neri e bianchi, e nessuno prima di lui aveva detto che nel centro della nostra esistenza dobbiamo situare la solidarietà fra gli uomini.
E di esser venduti, traditi e martoriati e ammazzati per la propria fede, nella vita può succedere a tutti. A me sembra un bene che i ragazzi, i bambini, lo sappiano fin dai banchi della scuola.
Gesù Cristo ha portato la croce. A tutti noi è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura. A questa sventura diamo il nome di croce, anche se non siamo cattolici, perché troppo forte e da troppi secoli è impressa l’idea della croce nel nostro pensiero. Tutti, cattolici e laici portiamo o porteremo il peso, di una sventura, versando sangue e lacrime e cercando di non crollare. Questo dice il crocifisso. Lo dice a tutti, mica solo ai cattolici.
(...) Il crocifisso fa parte della storia del mondo. I modi di guardarlo e non guardarlo sono, come abbiamo detto, molti. Oltre ai credenti e non credenti, ai cattolici falsi e veri, esistono anche quelli che credono qualche volta sì e qualche volta no. Essi sanno bene una cosa sola, che il credere, e il non credere vanno e vengono come le onde dei mare. Hanno le idee, in genere, piuttosto confuse e incerte. Soffrono di cose di cui nessuno soffre.
Amano magari il crocifisso e non sanno perché. Amano vederlo sulla parete. Certe volte non credono a nulla. E’ tolleranza consentire a ognuno di costruire intorno a un crocifisso i più incerti e contrastanti pensieri. 

martedì 3 novembre 2009

Rispettare la dignità di ogni uomo e di ogni donna

Per comprendere l'uomo nella sua dignità, nella sua grandezza e nel suo valore, è necessario avvicinarsi a Cristo. Nell'Enciclica Redemptor hominis, Giovanni Paolo II disse: "Quale valore deve avere l'uomo davanti agli occhi del Creatore se «ha meritato di avere un tanto nobile e grande Redentore», se «Dio ha dato il suo Figlio», affinché egli, l'uomo, «non muoia, ma abbia la vita eterna».

Dio si è fatto uomo perché l’uomo diventasse veramente uomo! E quando l’uomo diventa profondamente umano in lui nasce la condizione divina. Ognuno di noi, così  prezioso agli occhi di Dio, è destinato alla vita eterna, ad una gioia senza fine.
Devo dire che il cristianesimo è proprio affascinante. Come non si può rimanere ammirati di fronte a questo grande progetto che Dio ha su ogni essere umano?!!
Ho preparato un esercizio di completamento su altri passi di questa enciclica, che ho intenzione di proporre agli alunni di classe prima per approfondire il discorso sulla dignità umana e per riflettere sulla frase della Gaudium et spes (n. 41) che dice: "Chiunque segue Cristo, l'Uomo perfetto, si fa lui pure più uomo".Cliccate sull'immagine.

lunedì 2 novembre 2009

Il culto dei morti nelle religioni non cristiane

Visto che siamo nel mese dedicato ai defunti, qualche cenno a come viene celebrato il momento della morte nelle diverse religioni.
Le informazioni sono state tratte da vecchi numeri della rivista "L'ora di Religione" della ELLEDICI.

INDUISMO


Tutte le grandi tappe della vita, dalla nascita alla morte, sono celebrate con riti di passaggio che comprendono diverse cerimonie (samkara). Dei sedici samkara previsti nella tradizione indù, ben undici sono relativi alla nascita di un bambino. L'ultimo samkara viene celebrato in occasione della morte. Se è possibile, prima della morte, i presenti versano nella bocca del morente alcune gocce d'acqua del Gange, il fiume sacro degli indù, foglie di talusi, la pianta sacra, e un pezzetto d'oro.
Il corpo del defunto, dopo essere stato lavato, avvolto in una veste pulita, ornato di fiori,  viene accompagnato nel luogo dove avverrà la cremazione. Il figlio primogenito introduce dei tizzoni nella bocca del defunto, mentre i presenti mettono legna sulla pira. La cremazione è accompagnata da preghiere, perchè l'anima del defunto trovi la pace. Le ceneri vengono poi raccolte e disperse, spesso nelle acque di un fiume sacro.

domenica 1 novembre 2009

Le tracce del cristianesimo


Mentiremmo se dicessimo che il Cristianesimo non ha lasciato tracce di sè nella cultura, non solo italiana ma anche europea. L'esperienza cristiano - cattolica, specialmente qui in Italia, fa in qualche modo parte dell'esistenza di tutti, attraverso le tradizioni, le feste, l'arte, le tante associazioni di volontariato o di carattere culturale ed ecclesiale.
Mentre cercavo del materiale da proporre a voi, alunni delle classi seconde, mi sono imbattuta nell'Esortazione apostolica Ecclesiam in Europa, in cui Giovanni Paolo II sottolineò il profondo legame tra l'Europa e il Cristianesimo. Egli chiese che nella Costituzione Europea ci fosse un richiamo esplicito alle radici giudaico - cristiane dell'Europa, quasi a dare un'identità forte a questo Continente.
Quella del riconoscimento delle radici cristiane dell'Europa è una faccenda spinosa, che ha diviso il mondo politico e culturale. Sulla linea del suo predecessore, anche Benedetto XVI si è più volte espresso sottolineando come l'Unione Europea non deve dimenticare i valori che “sono frutto di una lunga e silenziosa storia nella quale, nessuno potrà negarlo, il cristianesimo ha giocato un ruolo di primo piano. L’uguale dignità di tutti gli esseri umani, la libertà dell’atto di fede come radice di tutte le altre libertà civili, la pace come elemento decisivo del bene comune”.
Ma veniamo all'Esortazione di Giovanni Paolo II, che è del 2003. Ve la propongo come testo cloze, in modo che possiate concentrarvi maggiormente nella lettura e nella comprensione. Cliccate sull'immagine per aprire l'esercizio.

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