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sabato 28 novembre 2009

Sulle Beatitudini

Le Beatitudini pronunciate da Gesù ci portano ad un concetto di felicità diverso dal benessere materiale ed economico, dalla fama, dal potere, dalla forza. E' nella relazione con Dio, questo intende dire Gesù, che l'uomo trova la perfezione definitiva, la sua felicità. Lo so, il discorso di Gesù, è per certi aspetti provocatorio. Come è possibile definire beato chi è nel dolore, nella povertà, chi è perseguitato? Ad una lettura superficiale è impossibile cogliere il senso vero delle Beatitudini, ma, se ci pensate bene, l'uomo che si lascia ostacolare dalle cose, che diventa schiavo di esse è meno fortunato di chi, invece, vive con il giusto distacco. Solo quest'ultimo non vivrà nell'ansia, nella paura di perdere tutto, o di guadagnare ancora di più, ma sarà grato per ciò che ha, e amministrerà le cose con il giusto equilibrio, tanto da venire incontro anche alle necessità dei più bisognosi. Così, la sofferenza vissuta nella solitudine, crea rabbia e sconforto; chi, invece, pur non rassegnandosi, si affida a Dio, sentirà di non essere solo e abbandonato e troverà una forza inaspettata e inimmaginabile. Ho conosciuto persone così, persone cioè che pur nella malattia sentivano vicina la presenza del Signore, e questo dava loro una certa serenità.
Poveri illusi, dirà qualcuno! Ma di fronte ad una sofferenza difficile da combattere, c'è altra alternativa?
Con questo post colgo l'occasione per proporvi una beatitudine commentata, attraverso un piccolo filmato, da alcuni alunni della 3^A.
Buona visione.

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