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domenica 31 gennaio 2010

La moschea


Immagine tratta dal libro: Religione Perchè?, EDB

La moschea è il luogo di preghiera per i fedeli dell'Islam.
La parola italiana deriva direttamente dallo spagnolo "mezquita", a sua volta originata dalla parola araba "masjid" arabo: مسجد che indica il luogo in cui si compiono le sujūd, le prosternazioni che fanno parte dei movimenti obbligatori che deve compiere il fedele orante.
Un tipo di masjid particolare è la masjid jāmi‘, la moschea "congregazionale", dove si auspica per l'Islam che si radunino collettivamente i fedeli al fine di adempiere all'obbligo della preghiera obbligatoria (ṣalāt) del mezzogiorno (zuhr) del venerdì.In quanto luogo di preghiera la moschea non ha elementi indispensabili ma solo utili allo scopo. È infatti possibile pregare anche all'aperto, o dentro una casa qualsiasi, purché il terreno riservato alla ṣalāt sia delimitato da qualche oggetto (tappeto, stuoia, mantello, sassi) e sia il più possibile esente da sozzure. Questo perché - come d'altronde per tutti gli atti previsti dalla Legge islamica (sharīʿa) - è richiesto lo stato di purità legale (ṭahāra), ottenibile con lavacri parziali o totali del corpo, mentre il luogo della preghiera deve essere esente da evidenti sporcizie che potrebbero contaminare chi col terreno debba entrare in contatto, come appunto accade nella ṣalāt.

sabato 30 gennaio 2010

Liliana Segre racconta la sua deportazione

Il 30 gennaio 1944 dal binario 21 della Stazione Centrale di Milano partirono, ammassati sui vagoni, cittadini italiani di religione ebraica, per una destinazione che ormai ci è nota: i campi di sterminio da cui soltanto pochi sarebbero ritornati. Liliana Segre, che allora era una ragazzina della vostra età, racconta la sua esperienza.
Vi propongo il video "Binario 21 - Memoriale della Shoa di Milano".


La storia della signora Segre è stata raccolta in questo libro:

giovedì 28 gennaio 2010

I volti della memoria

Il Centro di documentazione ebraica contemporanea , ha messo in rete, proprio per la Giornata della Memoria, i volti  di 364 ebrei italiani finiti nei lager.
Ciò che colpisce nelle immagini custodite nel sito, è la foto di uomini, donne, bambini, giovani, ritratti nella loro "normalità". Non vediamo i volti, tristementi noti, dei lager, con le stelle gialle al petto, sulla divisa da prigionieri, ma foto scattate per ricordare un piacevole evento (la gita al mare, la nascita di un fratellino), o foto da mandare ai parenti, o da conservare nell'album di famiglia. Foto scattate nella normalità di quello che era prima che si scatenasse la barbarie.
Vi riporto quanto ha scritto Marina Corradi su Avvenire del 27 gennaio:
"Proprio la normalità delle immagini ren­de ancora più lacerante la me­moria di ciò che è accaduto. 
E poi, ci sono i bambini. Molti bambini. A nidiate, tre fratelli o quattro divisi da pochi anni. Come Fiorella, Anna, At­tilio, nati tra il ’37 e il ’41 a Roma, portati via dal Ghet­to. (Fiorella sembra una bambola, i nastri bianchi tra i capelli ricci). E la famiglia Sadun coi due ragazzini, ritratti al mare, in costume, in una giornata che si in­dovina di piena, felice estate. E Olimpia, infagottata e ridente nel freddo della sua Bolzano. E Carlo e Mas­simo, fratelli milanesi, il maggiore che abbraccia il più piccolo, neonato, con tenero orgoglio.
Questi non sono i ragazzini atterriti delle foto con la stella gialla sul petto e le mani in alto davanti ai sol­dati nazisti. Sono gli stessi, ma 'prima'. Bambini e ba­sta. Solo da Roma, ne deportarono 288 (ne tornò u­no solo). E non puoi non pensare come fu che li strap­parono ai parenti, li incolonnarono, e con quali rau­che grida straniere li fecero salire sui camion. Non puoi non pensare cosa fu, nel brutale tramestio del rastrellamento, staccarsi dal padre, e avvinghiarsi al­la mano di una sorella di poco più grande, che sus­surrava materna: non aver paura. Partire stringendo in mano un orsacchiotto, disperatamente, come un ultimo brandello di casa. Poi, su quei treni, non sap­piamo. Il film si ferma, l’immaginazione si oscura – forse perché non tolleriamo di sapere.

mercoledì 27 gennaio 2010

Mi ricordo Anna Frank

Perchè è successo?

Giornata della Memoria 2010


PREGHIERA DI GIOVANNI PAOLO II
AL MURO OCCIDENTALE DI GERUSALEMME


Dio dei nostri padri,
tu hai scelto Abramo e la sua discendenza
perché il tuo Nome fosse portato alle genti:
noi siamo profondamente addolorati
per il comportamento di quanti
nel corso della storia hanno fatto soffrire questi tuoi figli,
e chiedendoti perdono vogliamo impegnarci
in un'autentica fraternità
con il popolo dell'alleanza.

R. Amen.

Domenica, 26 marzo 2000

martedì 26 gennaio 2010

Il tempo del silenzio

"Sono convinto che in questo momento, soprattutto in questa stagione, in cui ci sentiamo travolti dalla barbarie, da una spasmodica ricerca di apparenza e di esposizione, c'è assoluto bisogno di un tempo di silenzio per noi cristiani e per tutti gli uomini. Gli uomini dovrebbero imparare a fermarsi, ad avere un momento di interiorizzazione, meditazione, confronto, distacco. E noi cristiani siamo chiamati ad arrivare ad un ordinario discernimento. Se manca questa dimensione, tutta la nostra azione rischia di essere semplicemente una reazione alle diverse situazioni che ci feriscono o suggestionano. E' una necessità instaurare nella vita un tempo di distanza dalle cose che facciamo per rimetterci a pensare. Altrimenti dimentichiamo chi siamo e dove andiamo".
                                                                          Enzo Bianchi
(priore di Bose, a Segno, mensile dell'Azione Cattolica Italiana, n. 1 gennaio 2010)

lunedì 25 gennaio 2010

Ebrei e cristiani: le radici comuni

Della visita del Papa alla sinagoga di Roma ho avuto modo di parlare. Sono passati ormai diversi giorni, ma vorrei condividere con voi la riflessione che lessi su Avvenire qualche giorno dopo.
Si tratta dell'editoriale di Carlo Cardia, che vi riporto quasi per intero, per un approfondimento dei rapporti che ci legano e di quelli che , purtroppo, nel corso della storia ci hanno allontanato. Sappiamo che il popolo ebreo ha molto sofferto per l'atteggiamento dei cristiani, che nei loro confronti hanno oscillato tra il rispetto e, (quanto mi pesa scrivere questa parola!), il disprezzo. Giovanni Paolo II (ricordate?) chiese perdono per il comportamento di chi tanto male fece a questo popolo.
Ma veniamo all'editoriale di cui vi parlavo:

domenica 24 gennaio 2010

Il Tempio di Gerusalemme virtuale

Inserisco altro materiale per i ragazzi di prima media, con i quali stiamo incontrando le tre religioni monoteiste. In questo post vi porto in un viaggio virtuale al Tempio di Gerusalemme, come doveva essere al tempo di Gesù.

sabato 23 gennaio 2010

Anna Frank, il filmino in cui la vediamo e i libri per conoscerne la storia

Quando saremo all'altro mondo e incontreremo i milioni di ebrei sterminati nei campi nazisti ed essi ci chiederanno che cosa abbiamo fatto noi che siamo sopravvissuti, io risponderò: "Io non ho dimenticato".
(S. Wiensenthal)

Io non ho più dimenticato i pensieri che mi si accavallavano mentre, ragazzina della prima media, leggevo il Diario di Anna Frank. Come era stato possibile tutto ciò? Perchè la barbarie umana si era accanita contro gente innocente, contro ragazzi e ragazze che si stavano affacciando alla vita? Perchè distruggere così i loro sogni, i progetti per il futuro?
Sei milioni di ebrei sono stati sterminati nell'arco di due anni, e tra questi c'era Anna, una ragazza come tante.
Non possiamo dimenticare gli uomini, le donne, i bambini che, prima ancora di essere fisicamente uccisi, venivano cancellati come persone, ridotti a una serie di numeri tatuati sul braccio.
Oltre al Diario, di Anna Frank abbiamo altre testimonianze, che ci raccontano  cosa le accadde dopo la scoperta del rifugio segreto, in cui la sua famiglia era riuscita a nascondersi per due anni. Vi immaginate, 8 persone (la famiglia Frank, i signori Van Daan e il figlio Peter, il dottor Dussel)  costrette a convivere in pochi metri quadrati, per così tanto tempo?!
Se volete sapere di più di Anna vi suggerisco questi libri: 

Mi ricordo Anna Frank, Gold Alison L. ; Fabbri 
Gli ultimi 7 mesi di Anna Frank Lindwer Willy ; Newton & Compton 
Anne Frank, Poole Josephine; Barret Angela ; Emme Edizioni 
Anne Frank. Una biografia, Müller Melissa ; Einaudi

Infine, vi propongo  un breve video (l'unico) in cui Anna compare per pochi secondi. Erano ancora giorni felici, e Anna, ragazzina curiosa, si affaccia dalla finestra dell'appartamento in cui la famiglia Frank viveva, prima di doversi nascondere, per vedere la ragazza che sta andando a sposarsi.

venerdì 22 gennaio 2010

Discendenti di Abramo

La figura di Abramo è comune alle tre religioni monoteiste: Abramo è infatti considerato padre dei credenti nell'unico Dio.
Nel lavoro che si sta facendo con le classi prime (scoprire alcune caratteristiche dell'ebraismo, cristianesimo e islamismo), non potevano non incontrare questo personaggio.
Vi propongo allora questo video.


giovedì 21 gennaio 2010

La sinagoga



L'immagine, che potete vedere ingrandita cliccandoci sopra con il tasto destro, è tratta dal libro: Religione Perchè?, EDB

Dopo la distruzione del Tempio di Gerusalemme, avvenuta nel 70 D.C., la sinagoga divenne il centro della vita comunitaria degli ebrei.
Sinagoga è termine ebraico per "assemblea, luogo di riunione", col tempo passato a definire il luogo di culto della religione ebraica, essendo la parola stessa la traduzione in greco del termine ebraico בית כנסת (Beit Kenneset, appunto casa di riunione). In yiddish il termine è šul (שול), il quale corrisponde all'usanza ebraico-italiana di riferire alla sinagoga come "scola", dal quale, ad esempio, la Piazza delle Cinque Scole nel vecchio ghetto di Roma.
Nella sinagoga, come potete vedere nell'immagine che apre questo post, troviamo l' arca-armadio (aròn hakkodeš — אָרוֹן הַקֹּדֶשׁ) contenente i rotoli delle Sacre Scritture (Torah), che è incastrata nella parete orientale, che guarda verso Gerusalemme, mentre il pulpito del lettore ( ammùd — עַמּוּד ), gli sta di fronte, al centro della sala o al capo opposto, sopra una piattaforma leggermente alzata ( bimàh — בִּימָה ). Sopra l'aron è posta una luce sempre accesa — il ner tamìd (נֵר תָּמִיד), ossia la "lampada eterna" — che ricorda la menorah del Tempio a Gerusalemme, la quale è rimasta miracolosamente accesa per otto giorni, nonostante la sconsacrazione dei saccheggiatori Seleucidi.
Nelle sinagoghe ortodosse uomini e donne siedono separatamente.
(Fonte: Wikipedia)
Tradizionalmente al centro o in fondo, ma nelle nuove monumentali sinagoghe italiane vicino all’Aron, c’è la tevà, o altare comunemente detto, da dove il chazan (cantore) officia la funzione religiosa.

mercoledì 20 gennaio 2010

La Beata Camilla Battista da Varano

La nostra diocesi si prepara a celebrare un evento importante: molto presto, una donna della sua terra sarà dichiarata santa. Di chi si tratta? Mi riferisco alla Beata Camilla Battista da Varano.
Dobbiamo andare indietro nel tempo ed arrivare al 1458, l'anno in cui nacque a Camerino da Giulio Cesare Varano, signore della città, e da Cecchina di Mastro Giacomo.
Il Vescovo di Camerino, Monsignor Brugnaro, ha sottolineato come ella abbia anticipato, nella modernità della mistica, tempi e modalità che erano impensabili nella cultura della sua epoca. E' una donna che merita di essere conosciuta e che, come purtroppo a volte accade, è più nota al di fuori dei confini della sua regione.
Per questo ho pensato di proporvi questa figura in cui si manifesta la grandezza dell'amore di Dio.
Camilla non era destinata alla vita del convento, e anzi dovette lottare contro la volontà di suo padre, che l'aveva destinata a tutt'altro e contro se stessa, che si sentiva attratta dalla vita mondana. Ma l'amore per Gesù le permise di vincere ogni ostacolo. Di lei abbiamo numerose opere, da scritti storici autobiografici, a testi poetici, trattati, preghiere. Il suo corpo è sepolto nella Chiesa delle Clarisse di Camerino
Se ne volete sapere di più, vi invito a visitare proprio il sito delle Clarisse a questo indirizzo: www.clarissecamerino.it

martedì 19 gennaio 2010

Miep Gies: la donna che scoprì il Diario di Anna Frank


A quasi cento anni è morta, alcuni giorni fa, Miep Gies, la donna che aiutò la famiglia Frank nel suo nascondiglio e che custodì i diari di Anna, fino al ritorno del padre, unico superstite degli occupanti del nascondiglio segreto.Nel corso degli anni, tempo in cui Miep continuò ad essere riconosciuta come una sorta di ambasciatrice alla memoria di Anna Frank, ella seguitò a ripetere: "Non sono un’eroina... Ho solo fatto ciò che potevo per aiutare".
Da Ansa.it (12 gennaio 2010)

La donna che scoprì i diari di Anna Frank, la ragazzina ebrea diventata uno dei simboli della Shoah, é morta in una casa di riposo in Olanda all'età di 100 anni in seguito a una caduta accidentale nel periodo natalizio. Miep Gies era l'ultima superstite del gruppo che tra il luglio 1942 e l'agosto 1944, aiutò a nascondere Anna Frank, i genitori, la sorella e altre quattro persone nella famosa casa sul Prinsengracht, ad Amsterdam, poi diventata un museo.
Nata a Vienna nel 1909, si era trasferita a Leida nel 1920. Nel febbraio 2009, quando aveva festeggiato il suo centesimo compleanno, lucida e modesta come sempre aveva ripetuto di non sentirsi affatto un'eroina ed aveva detto anzi che altri avevano fatto molto più di lei per cercare di proteggere gli ebrei dalle persecuzioni naziste. Nel 1922 ad Amsterdam incontrò Otto Frank, il padre di Anna, che l'assunse nella sua azienda, la Opekta, che produceva preparati per marmellate. Divenne una stretta amica di famiglia e assieme al marito fu ospite regolare di casa Frank. Con il marito e alcuni colleghi, dopo l'invasione nazista dell'Olanda aiutò a nascondere Edith e Otto Frank, le loro figlie Margot e Anne e altri ebrei che temevano di essere deportati nell'Achterhuis, un appartamentino segreto posto sopra gli uffici dell'Opekta, nella parte ovest di Amsterdam.

lunedì 18 gennaio 2010

Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani

Comincia oggi e terminerà il 24 la Settimana di preghiera per l'unità dei cristiani. Il tema di quest'anno è: "Voi sarete testimoni di tutto ciò", una citazione del capitolo 24 del vangelo di Luca, che costituisce il nodo centrale di questa preghiera.
Il tema è stato proposto dalle chiese cristiane in Scozia in occasione del centenario della Conferenza missionaria internazionale di Edimburgo che, come è generalmente riconosciuto, ha segnato l'inizio ufficiale del Movimento ecumenico moderno.
Infatti, è proprio l'impegno missionario che deve andare mano nella mano con l'impegno ecumenico. Divisioni tra i discepoli di Cristo offuscano la credibilità della Chiesa e della sua predicazione. Era proprio la reciprocità fra evangelizzazione ed ecumenismo che i pionieri del Movimento ecumenico sottolinearono con grande fede, forza e chiarezza.
FONTE: http://www.unigre.it (Sito della Pontificia Università Gregoriana)

domenica 17 gennaio 2010

Nel momento del dolore, Signore dammi il coraggio dell'amore

L'apocalisse si è scatenata ad Haiti. Così si è letto nei giornali, così si è visto negli occhi di quella gente smarrita, impaurita,già tanto provata da condizioni di vita che, indipendentemente dal terremoto, non erano già facili. In questo povero paese. si è aggiunta un'ulteriore tragedia alle tragedie quotidiane. Lo so, il male ci provoca, interpella un Dio che sembra non dare risposte. Un Dio che comunque, per chi è cristiano, da quel male si è fatto travolgere, nudo, solo, su quella croce, oggetto di insulti e dileggi. Non riusciamo a capire.
Eppure, in questi momenti, abbiamo veramente bisogno di Dio, perchè senza di Lui c'è solo disperazione. Arrabbiamoci pure, ma interpelliamoLo, chiediamoGli di darci la forza di accettare il male che non capiamo, ma non supinamente, con rassegnazione. ChiediamoGli di darci la forza di fare del nostro meglio per alleviare la sofferenza altrui.Chiediamo a Lui il coraggio dell'amore, che ci fa vedere la luce oltre il buio, la speranza nella disperazione, che ci fa essere portatori di vita.

Vi propongo questa bella preghiera di Khalil Gibran

"Dammi il supremo coraggio dell'amore,
questa è la mia preghiera,
coraggio di parlare,
di agire, di soffrire,
di lasciare tutte le cose, o di essere lasciato solo.

Temperami con incarichi rischiosi, onorami con il dolore,
e aiutami ad alzarmi ogni volta che cadrò.
Dammi la suprema certezza nell'amore, e dell'amore,
questa è la mia preghiera,
la certezza che appartiene alla vita
nella morte, alla vittoria nella sconfitta,
alla potenza nascosta nella più fragile bellezza,
a quella dignità nel dolore, che accetta l'offesa, ma disdegna di ripagarla
con l'offesa.
Dammi la forza di Amare sempre e ad ogni costo."

sabato 16 gennaio 2010

Matteo Ricci: i video

Ho avuto già modo di parlarvi della figura di Matteo Ricci. Mentre ci stiamo avvicinando al centenario della sua morte, che avvenne nel 1610, la diocesi di Macerata, ma anche le altre diocesi marchigiane, si preparano a ricordare questo grande missionario, uomo di cultura e di scienza.
Girando nella rete ho trovato tre filmati tratti dal documentario realizzato su di lui.
Ve li propongo.


venerdì 15 gennaio 2010

La sinagoga di Roma

Vi propongo, quasi per intero, l'articolo di Anna Foa pubblicato da Avvenire di qualche giorno fa.
Come ho avuto già modo di ricordarvi, Benedetto XVI si recherà nella sinagoga di Roma il 17 gennaio. Speriamo che questo incontro possa testimoniare la vicinanza della Chiesa al popolo ebreo. I rapporti tra cristiani ed ebrei non sono stati sempre improntati al rispetto e all'accoglienza, ma sui passi di Giovanni Paolo II (ricordate quando nel Muro del Pianto, a Gerusalemme, chiese perdono per tutte le sofferenze inflitte agli ebrei)il cammino di fraternità deve proseguire.
Ecco a voi l'articolo che ricostruisce la storia della sinagoga di Roma, che si erge sul Lungotevere, proprio di fronte all’isola Tiberina, in vista della cupola di San Pietro.

"La sinagoga, o meglio, come fu chiamata, il Tempio maggiore, fu costruita fra il 1901 e il 1904 nello spazio del vecchio ghetto.
La demolizione del ghetto, in attuazione del piano regolatore di Roma Capitale del 1873, iniziò nel 1885 e durò un anno. Il quartiere, così come lo vediamo oggi nei suoi tre isolati di stile umbertino (uno di palazzine liberty su via Catalana, e due su via Portico d’Ottavia), fu finito di ricostruire nel 1911. Contemporaneamente, la costruzione dei muraglioni sul Tevere consentiva la bonifica della zona e metteva termine alle terribili inondazioni della città. La demolizione del ghetto obbediva a ragioni concrete, quali l’estremo degrado del vecchio ghetto e la politica urbanistica del nuovo Stato, ma anche a precise ragioni politico­ideologiche: ciò che si abbatteva era il simbolo della subordinazione e della discriminazione degli ebrei. Essa ebbe tuttavia pesanti costi umani, a causa della necessità di spostare gli abitanti verso altre zone: Trastevere e Monteverde per i più poveri, l’Esquilino, dove nel 1914 sarà inaugurato il tempio di via Balbo, per i più benestanti.

giovedì 14 gennaio 2010

Il Papa nella Sinagoga

In occasione della Giornata per l'approfondimento e lo sviluppo del dialogo tra cattolici ed ebrei, che cade il 17 Gennaio, Benedetto XVI visiterà la Sinagoga di Roma.
Ho ancora nella memoria la visita compiuta da Giovanni Paolo II. Era la prima volta, nella storia della Chiesa Cattolica, che un Papa faceva il suo ingresso nel luogo di preghiera degli ebrei.
In quell'occasione, a sottolineare il legame che unisce i cristiani agli ebrei, Giovanni Paolo II usò l'espressione "siete nostri fratelli maggiori". Vi riporto alcuni passi del discorso pronunciato dal Papa. Era il 13 aprile del 1986.


mercoledì 13 gennaio 2010

Fede e scienza - La fede di Abramo

Cos'è la fede? Che rapporto c'è con la ragione, con la scienza?
Per esperienza, posso dire che queste domande sono intriganti per i ragazzi di terza media. Ho avuto già modo di accennare alle loro reazioni nel post relativo ai Magi.
L'anno scorso avevo preparato del materiale su cui far lavorare i ragazzi. Credo di poterlo utilizzare anche quest'anno, per cui inserisco adesso la prima parte di quel lavoro, che riguarda la figura di Abramo.

martedì 12 gennaio 2010

La fede di Abramo

Affascinante la vicenda di Abramo! In lui possiamo ritrovare tutti quelli che cercano di dare un senso alla loro vita. Abramo non si accontenta di ciò che ha, ma non perchè sia avido, ma perchè gli sfugge il senso. E' quindi un uomo alla ricerca. Dio gli parla e lo coinvolge in un progetto grande, che va al di là di quanto umanamente ci si possa aspettare. Abramo ascolta, si fida, parte. Questa è la fede.

lunedì 11 gennaio 2010

Per vincere il razzismo

Propongo un gioco di parole intrecciate, come spunto per una riflessione sugli atteggiamenti da evitare e quelli invece da ricercare per combattere il razzismo.
Cliccate sull'immagine.

domenica 10 gennaio 2010

I dieci principi antirazzisti

Ciò che le cronache di questi giorni stanno riportando, ci richiamano ad un'integrazione che ancora non c'è, alla legalità che non viene rispettata, alla dignità umana che non trova il giusto riconoscimento.
Confesso che mi è difficile trovare da che parte sta il torto e dove la ragione. L'indignazione degli uni e la rabbia degli altri forse sono la conseguenza anche di disattenzioni istituzionali, di appelli e segnalazioni non presi in considerazione. Non voglio assolutamente dare una valutazione che non mi appartiene, ma di una cosa sono certa: negare la dignità a chi viene da un'altro Paese e a chi ha il colore della pelle diverso dal mio, è indegno di una società che si vuol definire civile.
Nel 1994, in occasione della Giornata mondiale della tolleranza e della lotta al razzismo (che si celebra il 21 marzo), il Ministero degli Affari sociali diffuse questo decalogo. Ve lo ripropongo.
  1. Creatività culturale e sviluppo della civiltà sono prodotti dell'incontro tra i popoli, non della separazione delle genti. La chiusura nei confronti dell'altro è all'origine del decadere della civiltà.
  2. La diversità non è mai assoluta, è relativa. Siamo tutti diversi rispetto a qualcosa.
  3. Ogni diverso è anche un simile. Molte più cose ci accomunano agli altri di quante non ce ne dividano: sul piano biologico, così come su quello psicologico, dei sentimenti e della ragione.




sabato 9 gennaio 2010

Uomo di colore

Io, uomo nero, quando sono nato ero Nero
Tu, uomo bianco, quando sei nato, eri Rosa
Io, ora che sono cresciuto, sono sempre Nero
Tu , ora che sei cresciuto sei Bianco
Io, quando prendo il sole sono Nero
Tu, quando prendi il sole sei Rosso
Io, quando ho freddo sono Nero
Tu, quando hai freddo sei Blù
Io, quando sarò morto sarò Nero
Tu quando sarai morto sarai Grigio

E tu mi chiami uomo di colore.

venerdì 8 gennaio 2010

I Magi, antidoto all'autosufficienza della razionalità


Inconciliabilità tra scienza e fede?
Vi propongo l'intervista, pubblicata su Avvenire di ieri,di Paolo Viana a Ugo Amaldi, fisico dell'Università Milano Bicocca.

 "I Magi, esem­pi di scienza, di apertura e di umiltà: Ugo A­maldi, fisico dell’Università Mila­no Bicocca, già dirigente di ricer­ca al Cern e presidente della fon­dazione per l’adroterapia Onco­logica Tera, commenta le parole del Papa e ci parla della difficoltà quotidiana di integrare intelli­genza e fede, per l’uomo di scien­za.
 Il Papa propone i Magi come un esempio di «uomini di scienza in senso ampio». Ma la capacità di «osservare il cosmo» senza «rite­nersi autosufficienti» è un patri­monio esclusivo della scienza an-
tica?
 I Magi avevano la capacità di ca­pire che ci sono «altre cose» oltre le loro conoscenze astronomiche. Oggi, con l’aumento delle nozio­ni scientifiche, la propensione a ritenere che esista soltanto la na­tura, che una scienza autosuffi­ciente riesce sempre meglio a de­scrivere e dominare, sembra dif­ficile da contrastare.

 La disponibilità a «contaminar­si » con quel che non si conosce è sinonimo di intelligenza?

 L’intelletto umano non è mono­corde. Io lo vedo composto da tre facce e la scienza ne utilizza soltanto una, la ra­zionalità scientifica. L’altra faccia, altrettanto impor­tante, è quella che si rifà al
termine «sapienza» ed elabora il vissuto, nostro e di coloro che ci hanno preceduto e dei quali ab­biamo letto, rispondendo innan­zitutto alle domande sul senso delle cose. La terza componente è la ragione filosofica. Avere «in­telligenza » vuol dire saper utiliz­zare tutti e tre questi strumenti.
 Quand’è che l’uomo di scienza ha perso la sua sapienza?

 

giovedì 7 gennaio 2010

Il Natale ortodosso

Oggi per la chiesa di Gerusalemme, per quella Ortodossa russa, serba, nonché per antiche chiese orientali e per  la cattolica orientale è il Natale Ortodosso. Perchè questa differenza di quasi due settimane?
Tutto dipende dal calendario. Mi spiego meglio: in alcuni paesi la Chiesa ortodossa celebra le sue festività non seguendo il calendario gregoriano, che è quello che seguiamo noi, sia a livello liturgico che civile.
Fu proprio Papa Gregorio XIII nel 1582 a riformare  il vecchio calendario giuliano (introdotto da Giulio Cesare), che, per un piccolo difetto di calcolo rispetto al calendario solare, non rispettava più l’andamento delle stagioni.
Con il nuovo calendario vennero soppressi ben 10 giorni dal 5 al 14 ottobre nell’anno 1582 e non furono più considerati bisestili gli anni dei secoli non divisibili per 400.
Non tutte le chiese ortodosse accettarono questo nuovo calendario, e questo è il motivo per cui, nei luoghi che ho citato prima, il Natale viene festeggiato oggi, che è sempre il 25 dicembre, ma secondo un calendario diverso.
Spero di essere riuscita a farmi capire. In ogni caso, un augurio di Buon Natale ai fratelli ortodossi.

Kala Christouyenna!

(greco)
Pozdrevlyayu s prazdnikom Rozhdestva is Novim Godom
(russo)

Sarbatori vesele

(romeno)

Hristos se rodi

(serbo)


mercoledì 6 gennaio 2010

I Magi, uomini di scienza ma aperti ai messaggi divini

Con le classi terze verrà affrontato il tema del rapporto tra la scienza e la fede.
Per esperienza, so che l'argomento è avvincente per i ragazzi, ma so anche che è opinione comune che siano due mondi -quello della scienza e quello della fede, intendo- assolutamente distanti e inconciliabili.
Proprio in occasione della festa dell'Epifania, il Papa ha riproposto il tema dell'armonia tra scienza e fede, tra ragione e rivelazione. Vi propongo alcuni passi del suo messaggio.
I Magi sono “modelli degli autentici cercatori della verità”, “uomini di scienza… che osservavano il cosmo”, ma aperti “ad ulteriori rivelazioni ed appelli divini”. Benedetto XVI ha preso spunto dalla Festa del’Epifania - che ricorda il viaggio dei Magi seguendo una stella, fino all’incontro con Gesù Bambino a Betlemme – per riproporre una collaborazione fra scienza e fede, un’armonia fra ricerca umana e Verità divina.

I segni ecclesiali

Continuo ad inserire materiale di lavoro, questa volta per le classi seconde.
Come prima attività propongo un cruciverba sui segni ecclesiali.
Come al solito cliccare sull'immagine.


E per continuare, vi invito a trovate la frase nascosta. Se l'attività non si dovesse aprire cliccate qui.


martedì 5 gennaio 2010

Trova il tempo


Non so se saremo riusciti in questi giorni di vacanza ad assaporare il tempo. Corriamo sempre, oberati da mille impegni, da mille scadenze. E il tempo ci sfugge, non ci basta mai. Non ci basta per curare un po' di più le relazioni con gli altri, per pensare a ciò che veramente conta. Credo che nella fretta ci sia qualcosa di poco buono e sano. L'affannarsi ci allontana dalla vita, dal suo vero senso.
E' importante ritrovare il tempo per fare cose buone, perchè il tempo non ci appartiene, ma ci è donato.
Sul muro della Casa dei Bambini di Calcutta è stata trovata questa iscrizione.
Ve la lascio: trovate un po' di tempo per rifletterci su..

Trova il tempo di pensare
Trova il tempo di pregare
Trova il tempo di ridere
È la fonte del potere
È il più grande potere sulla Terra
È la musica dell'anima.


Trova il tempo per giocare
Trova il tempo per amare ed essere amato
Trova il tempo di dare
È il segreto dell'eterna giovinezza
È il privilegio dato da Dio
La giornata è troppo corta per essere egoisti.


Trova il tempo di leggere
Trova il tempo di essere amico
Trova il tempo di lavorare
E' la fonte della saggezza
E' la strada della felicità
E' il prezzo del successo.


Trova il tempo di fare la carità
E' la chiave del Paradiso.

lunedì 4 gennaio 2010

Le religioni monoteiste

In preparazione al rientro a scuola, sto creando del materiale da utilizzare con le classi.
Questa attività è stata pensata per le classi prime: con l'aiuto del libro di testo e, ovviamente, con il mio supporto, gli alunni proveranno a svolgere gli esercizi proposti.
Ho utilizzato il programma che si può scaricare a questo link http://www.educalim.com/index.htm e poi, dopo una serie di tentativi, e grazie al contributo di Loris (idierredavinci) ho provato a inserirlo direttamente nel blog. Speriamo che funzioni!
In caso contrario cliccate qui.

sabato 2 gennaio 2010


Tra i messaggi che mi sono arrivati nei giorni delle feste appena concluse ce n'è uno che contiene un racconto di Gabriel García Márquez.
Vi propongo il brano, perchè ritengo che contenga una profonda verità e vale la pena rifletterci.

L’uomo e il mondo

Uno scienziato che viveva preoccupato per i problemi del mondo, era determinato a trovare i modi per risolverli. Passava i giorni nel suo laboratorio cercando le risposte ai suoi dubbi.
Un certo giorno, suo figlio di sette anni invase il suo santuario deciso ad aiutarlo nel suo lavoro. Lo scienziato, nervoso per l’interruzione, chiese al bambino di giocare da un’altra parte. Ma vedendo che era impossibile mandarlo via, pensò a qualcosa che potesse distogliere la sua attenzione.A un certo punto trovò una rivista, dove c’era una mappa del mondo: giusto quel che ci voleva.Con delle forbici ritagliò la mappa in piccoli pezzi e la diede al figlio con un rotolo di nastro adesivo dicendo:"Dato che ti piacciono i rompicapi, ti sto dando il mondo tutto rotto perché lo ripari senza l’aiuto di nessuno".
Dopodichè calcolò che il piccolo ci avrebbe messo dieci giorni per ricomporre la mappa, ma non fu così.
Passate alcune ore, udì la voce del bambino che lo chiamava con calma: "Papà, papà, l’ho già fatto tutto, l’ho finito!".
Dapprima il padre non credette al bambino. Pensò che era impossibile che alla sua età fosse riuscito a ricomporre una mappa che mai aveva visto prima.

venerdì 1 gennaio 2010

Salviamo la Terra



Il video che vi ho proposto è quello che è stato presentato all'apertura del vertice di Copenaghen. Mi ha molto impressionato; non mi va che la nostra indifferenza metta a rischio la vita su questo pianeta. Certamente le immagini drammatiche appena viste vanno riferite ad un futuro in cui io non ci sarò e voi, cari ragazzi, sarete avanti negli anni. I segni di qualcosa che comunque non va nel nostro pianeta, li vediamo in continuazione (fenomeni atmosferici estremi, ghiacciai che si sciolgono,ecc...). Possiamo fare qualcosa, nel quotidiano intendo?
Ho trovato questo decalogo del buon ecologista:

1-se possibile bevi acqua di rubinetto o comunque in bottiglia di vetro

2-compra prodotti con meno imballo possibile, e in contenitori di vetro(succhi, yogurth, etc..)

3-usa e compera prodotti con materiali riciclati(sacchi,carta,carta igienica etc)

4-favorisci i prodotti locali ed equosolidali

5-fai la raccolta differenziata(specialmente pile-farmaci)

6-usa riduttori di flusso nei rubinetti

7-fai la doccia al posto del bagno e parzializza lo sciacquone del wc

8-usa lampade a risparmio energetico

9-spegni luci e apparecchi elettrici quando non servono

10-usa l'automobile il meno possibile o perlomeno in condivisione

Ci mettiamo all'opera?

Chi ben comincia l'anno....

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