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domenica 30 maggio 2010

Vivere a impatto zero

Mi ha colpito l'esperimento di Colin Beavan, giornalista che scrive di temi legati all'ambiente per giornali come l'Esquire e il New York Times.
Un giorno di gennaio in una New York con un' improbabile temperatura di 22 gradi, il signor Colin decise di darsi da fare in prima persona per vivere in maniera eco-sostenibile. Nel cuore della Grande Mela, Colin e la sua famiglia (moglie e figlia) hanno incominciato a vivere a "impatto zero", cioè hanno gradualmente eliminato detersivi, ascensori, mezzi pubblici, cibo confezionato, aria condizionata, televisione, carta igienica. Questo esperimento è diventato un libro e poi un documentario, ma ciò che mi sorprende è che vivendo come se la rivoluzione industriale non ci fosse mai stata, si risparmiano soldi (e su questo non c'erano dubbi), ma soprattutto si guadagna in felicità.
Se ci pensiamo bene la nostra è una società drogata (in senso ampio, intendo), perchè non riesce più a fare a meno di cose che sono del tutto inutili o non necessarie per la nostra felicità. C'è sicuramente un limite al di sotto del quale la vita si fa miserabile, ma il possedere tante cose, o il desiderare di averle non fa di noi delle persone felici. Sentite cosa dice il signor Colin: "La mia è la storia di uno stupido che si è stufato di sentirsi dire "fai schifo" dalla pubblicità e di passare da un giocattolo all'altro per stare un po' meglio. Siamo noi a decidere cosa rende migliore la vita. Che differenza può fare una persona sola? Assolutamente nessuna, se non ci si prova"(Dal Resto del Carlino di domenica 16 maggio 2010).


una questione di scatole

sabato 29 maggio 2010

Dove trovare Dio

Dio è più addentro del tuo stesso cuore.
Dovunque fuggirai è là.
Dove andresti se volessi fuggire da te stesso?
...Rifugiati presso di lui
                                                                                                   (Sant'Agostino)

venerdì 28 maggio 2010

Il Decalogo della Tata

Mi capita a volte di vedere SOS Tata: bambini pestiferi, genitori disorientati...chi più ne ha, più ne metta.
Le Tate, dopo un po' di osservazione, propongono alla famiglia le regole, poche, presentate in modo coinvolgente, molto semplici, e ci si chiede come mai non ci si era pensato prima.
Credo che nell'educazione sia importante ritornare alla semplicità e al buon senso (e le Tate del programma questo lo fanno), perchè educare non è complicato, ma richiede responsabilità, chiarezza dei valori che si vogliono insegnare, buon esempio, pazienza. Come dice Tata Lucia, il più delle volte non sono i bambini a dover essere educati, ma i genitori.
Da Avvenire, che proprio ieri ha pubblicato un servizio sul fiorire di libri di "bon ton" per i bambini, vi propongo il Decalogo della Tata (e di ogni buon genitore ed educatore)

1)Stabilire le regole e farle rispettare (troppa libertà non sempre è felicità)

2) Rispettarsi reciprocamente (senza rispetto è tutto un dispetto)

3)Programmare i tempi della giornata (essere in orario è straordinario)

4) Rispettare i propri spazi e quelli di casa  (A ciascuno il suo e un po’ per tutti)

5) Urlare non serve mai (Anche l’orecchio vuole la sua parte)

6) Comunicare con sincerità (Le bugie hanno le gambe corte e i musi lunghi)

7) Essere complici nell’educare i figli (È il vostro bellissimo progetto di vita)

8) Non alzare le mani: servono per milioni di altre magnifiche cose (Gioco di mani, gioco da villani)

9) Mangiare è sempre un rito importante (Intorno al tavolo in compagnia, è il segreto dell’allegria)

10) Trovare ogni giorno almeno dieci minuti di tempo di qualità per stare con ogni
bambino (Fai venir fuori il bambino che c’è in te... E il gioco è fatto!)

giovedì 27 maggio 2010

Per non cadere nella rete

Ragazzi, attenti! Il mondo del web è affascinante, ma evitate di rimanerci intrappolati. In questo video, realizzato dagli amici Luca e Miriam troverete alcuni  buoni consigli.

mercoledì 26 maggio 2010

Un anno alla casa di riposo

Sono più di dieci anni che le classi della "P. Tacchi Venturi" si recano ogni mese alla locale casa di riposo, per festeggiare i compleanni o per animare la tombalata. Le colleghe Maria e Lina sono ormai in pensione e ho ereditato quello che era stato il loro impegno: organizzare le visite ed eventualmente accompagnare le classi e i loro insegnanti. Anche quest'anno siamo riusciti a portare momenti di festa e di allegria ai vecchietti, che ci attendono sempre con cordialità e affetto.
Purtroppo la famosa influenza A, che ha "colpito" alla grande nelle classi, ci ha costretto a saltare alcuni appuntamenti, ma siamo riusciti ugualmente a far fronte, con regolarità, al piacevole impegno che ci siamo presi, concludendo le nostre visite sabato 22 maggio.
Ringrazio le colleghe che si sono prestate ad accompagnare le classi, i ragazzi e i loro genitori (in particolare le mamme) che non ci hanno fatto mai andare a mani vuote.

Un sorriso arricchisce chi lo riceve,
senza impoverire chi lo dona,
non dura che un istante,
ma il suo ricordo è talora eterno.
E' un bene che non si può comprare,
ne prestare, ne rubare,
poiché esso ha valore solo dall'istante in cui si dona
                                                                                                                              (P. Faber)

martedì 25 maggio 2010

Per l'integrazione

Nello "Spazio di profrel", l'altro mio blog in cui inserisco esercitazioni e altro per i miei alunni, ho creato uno spazio per l'integrazione in cui sto inserendo attività o proposte per gli alunni stranieri o con problematiche nell'apprendimento. In questo modo spero di poter avere del materiale sempre a disposizione a cui attingere per coinvolgere questi ragazzi in modo attivo e adeguato alle loro possibilità. Come diceva don Milani:
"non c’è nulla che sia più ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali“.
Per visitare il sito cliccare sull'immagine.

lunedì 24 maggio 2010

Ognuno ha la sua croce....

Quante volte ci sarà capitato di sentire questa espressione: "E' proprio vero, ognuno ha la sua croce", per indicare che in fondo siamo nati per soffrire e che, chi più, chi meno, abbiamo tutti i nostri grattacapi.
La croce è quindi vista come qualcosa di scomodo, qualcosa da cui liberarsi. Eppure, come ha detto il Papa al termine della Via Crucis del Venerdì Santo, l'amore di Dio sulla Croce è l'unica forza capace di cambiare il mondo, di trasformare la morte in vita, il tradimento in amicizia, l'odio in amore.
Qualche giorno fa mi è arrivata per e-mail questa storia a vignette. Ve la propongo, come ulteriore invito a riflettere sul mistero della croce.



domenica 23 maggio 2010

La vita di clausura

Uno scalatore amante della montagna fa di tutto per raggiungere la vetta: trova un sentiero sicuro e panoramico, si procura un’attrezzatura idonea e tiene vivo il desiderio di godere della bellezza della cima da contemplare. Da sempre questo è stato il mio desiderio: non accontentarmi di vivere stagnante nel basso, ma puntare alle altezze!
  Come fare? Le vie sono così tante e non tutte portano in alto. Camminando sulla mia strada il sentiero si è fatto una Persona, che già aveva percorso proprio per me, per te, questo sentiero e raggiunto la vetta: Gesù Cristo. Aprendo la mia vita a questa Persona ecco che si è riempita di gioia, di luce, di vita, quella vera. Ma mai avrei pensato che si affacciasse un cartello con scritto «clausura». Eppure indicava proprio la vetta a cui io stavo puntando. Io? 25 anni, piena di vita, mai ferma, una laurea brillante, un lavoro, tanti amici e il desiderio di viaggiare. Ma quando una persona è innamorata fa cose che mai avrebbe pensato di fare; ed ecco che mi sono affacciata a questo monastero che ora è la mia casa. E non sapete quale gioia scoprire la bellezza di questo sentiero. Scoprire che non sono affatto in clausura, per come la intende il mondo! In «clausura» vivevo prima, quando volevo inquadrare la mia vita dentro i miei schemi. È liberante invece camminare sulla strada pensata per te. Sì, ho scelto la libertà di camminare verso le altezze, di amare tutti inginocchiandomi come Maria, di vivere nel silenzio per viaggiare alla scoperta di ogni angolo della terra.
  Ho scelto di amare il mio Sposo nei volti delle mie sorelle. Ho scelto di vivere nell’obbedienza per essere libera nell’amare. Ho scelto di gioire pienamente nel Signore e di raggiungere cieli nuovi dove il sole che sorge non tramonterà mai. Non so quale sia la tua strada per raggiungere le vette, caro giovane scalatore, ma ti assicuro che è bello ricevere in dono la propria
strada, Gesù stesso. Arrivederci in vetta.
  suor M. Aurora, abbazia benedettina «Mater Ecclesiae» isola San Giulio (Novara)
in
Avvenire del 27 aprile 2010

sabato 22 maggio 2010

Storia di Shazia, 12 anni

C'è una storia di cui si è poco parlato.
Antonio Socci nel suo blog esordiva così: "Nessuno a Hollywood le dedicherà un film (che pure sarebbe da Oscar), nessuno scrittore la immortalerà in un romanzo, nessun giornale occidentale – che dedica pagine e pagine al burqa in Francia – ha sollevato clamore".
Ci sono storie di cui si fa fatica a parlare, perchè sono scomode, perchè possono suscitare malumori, perchè non interessano.
Eppure Shazia aveva 12 anni ed era il 22 gennaio quando è morta per le violenze inflitte dal suo datore di lavoro, un ricco e potente avvocato musulmano di Lahore.
L'agenzia Asia News che dette la notizia scriveva: "La 12enne è morta il 22 gennaio scorso in ospedale a causa delle ferite subite". Sohail Johnson, (coordinatore della ong protestante Sharing Life Ministry Pakistan, Slmp) confermava che il cadavere presentava i segni delle torture in 12 punti diversi del corpo e che la ragazzina era stata ricoverata con la mandibola fratturata.
Shazia era cristiana.
Secondo l'organizzazione umanitaria Slmp, il 99% delle ragazze cristiane, provenienti da famiglie povere ( in Pakistan i cristiani sono una minoranza ridotta alla miseria), lavorano come domestiche per ricchi musulmani. Esse sono sovente vittime di abusi e violenze fisiche, sessuali e psicologiche. In alcuni casi i loro padroni le danno in sposa a domestici musulmani, obbligandole a convertirsi all’islam.
E' una storia triste, ma ancor più triste è il silenzio costruito intorno. Un silenzio che però, attraverso canali alternativi, come la Rete, viene squarciato. Su Facebook è sorto il gruppo « We want intense sentence for little Shazia’s killers » («Vogliamo una sentenza severa per gli assassini della piccola Shazia »), perchè la storia di Shazia non venga dimenticata e soprattutto perchè, come dice il nome del gruppo, la legge faccia il suo corso e non si dimentichi di questa ragazza. La speranza è che con lei possano avere giustizia anche  quelle bambine e quei bambini costretti al lavoro minorile o perseguitati a causa dell'intolleranza, sia essa religiosa, sessuale o etnica.


La mamma e le sorelle di Shazia

venerdì 21 maggio 2010

Da Pisa un gioco da tavolo per conoscere la vita di Gesù

Da Betlemme a Gerusalemme, passando per il deserto e la Galilea, in un viaggio nell'antica Palestina attraverso la vita di Gesù. E' il nuovo gioco da tavolo ideato a Pisa da 'Rebus Project' e intitolato 'Vita di Gesu''.
Gli autori del gioco sono Antonio Aiazzi (tastierista dei tempi d'oro dei Liftiba) e la moglie Nathalie Chaineux.
Sentite cosa racconta Antonio: «Una sera di due anni fa eravamo davanti alla tv con Nathalie: passava un programma («non ricordo il nome, ma mi fece proprio arrabbiare»). Un attacco diretto, duro, implacabile non solo contro la Chiesa ma anche contro il cattolicesimo e la sua cultura». Aiazzi ci tiene a dirlo: non è praticante. «So che la fede è qualcosa di forte che devi sentire dentro e che ti cambia la vita. Io tutto questo, dentro, non ce l’ho».
Come milioni di altri bambini, fece il chierichetto e il suo primo strumento, lui che poi sarebbe diventato un mago delle tastiere, fu l’organo nella sua chiesa. «Abbastanza agnostico», quella sera qualcosa comunque scattò. «Con Nathalie ci siamo sentiti feriti. E pure incavolati perché nessuno, tranne Massimo Cacciari, ritenne di infuriarsi e di protestare davanti a quel tipo di attacchi che colpivano una identità precisa, la nostra». E fu allora che nacque l’idea del gioco sulla vita di Gesù. «Anche perché – prosegue l’abbastanza agnostico Aiazzi ed è facile riscontrarlo – a giro c’è poca conoscenza sulle Scritture. Basta ricordare le figure, nei quiz, quando arrivano domande su fede e religione».
Il gioco si basa su domande: 6 tipi di argomenti differenti. Si sceglie un argomento tirando il dado blu e per avanzare si getta il dado rosso. Durante il percorso viene gestito un piccolo budget (per le spese di viaggio, le escursioni, la locanda…) e si incontrano «tanti piccoli dispetti» capaci di movimentare il gioco. I più piccoli – fra i 4 e i 9 anni – possono giocare con il solo dado rosso e, allora, tutto si riduce a un semplice gioco dell’Oca. I più grandi (e non esistono limiti di età, in alto) fanno il gioco completo.
Ecco alcune tra le 600 domande (Antico Testamento, Geo&Natura, Gesù nel suo tempo, Parabole&Miracoli, Storia di Cristo. Più un Pappa Ciccia&Vino con quesiti su aspetti legati al cibo nelle Scritture): Fino a che età visse Matusalemme? Cosa chiese Dio ad Abramo come prova massima di fede? Quale albero annunciava la primavera in Palestina? Quale era la lingua parlata ai tempi di Gesù? Quale apostolo lo ha tradito? Di cosa si nutriva Giovanni Battista nel deserto? Quale bevanda veniva offerta per dare il benvenuto agli ospiti? Come Gesù guarisce il lebbroso? Chi era Erode il Grande? Cosa è il Campo di Sangue? Che successe al velo del Tempio alla morte di Cristo?
Per preparare le 600 domande, gli autori si sono avvalsi della collaborazione dell'Arcidiocesi di Pisa e del Servizio nazionale per il progetto culturale della Cei.
Il gioco sta per essere distribuito, in tutta Italia, nelle librerie San Paolo e da Giochi Uniti che ne cura anche l’edizione.
Alla domanda che rivolgono ad Antonio, se è affascinato dalla figura di Gesù, la risposta è: «Bella domanda. A me non sono le domande a mancare: casomai mi mancano le risposte. Posso però dire di sentirmi diverso e forse è anche merito di questa avventura che, con un gioco, mi ha fatto scoprire cose che ignoravo, aspetti che mi hanno meravigliato. Io – ripete – la fede non ce l’ho, ma non accetto ciò che vedo: praticanti che quasi si vergognano di dirlo e non reagiscono a offese verso una identità comunque importante».
Adattato da Toscana oggi on line

giovedì 20 maggio 2010

La ricerca di Dio


"L'uomo cerca meglio e trova più facilmente Dio con la preghiera che con la discussione"
(Benedetto XVI)

mercoledì 19 maggio 2010

Suor Lucia di Fatima

Il Papa in questi giorni era in Portogallo e ha visitato Fatima. A Fatima, nel lontano 1917, tre bambini hanno avuto la visione di Maria.
Mentre badavano al pascolo in località Cova da Iria (Conca di Iria), vicino alla cittadina portoghese di Fátima, riferirono di aver visto scendere una nube e, al suo diradarsi, apparire la figura di una donna vestita di bianco con in mano un rosario, che identificarono con la Madonna. Dopo questa prima apparizione, era il 13 maggio, la donna avrebbe dato appuntamento ai bambini per il 13 del mese successivo, e così per altri 5 incontri, dal 13 maggio fino al 13 ottobre
Le apparizioni continuarono e furono accompagnate da rivelazioni su eventi futuri, in particolare: la fine della prima guerra mondiale a breve; il pericolo di una seconda guerra ancora più devastante se gli uomini non si fossero convertiti; la minaccia comunista proveniente dalla Russia, debellabile solo mediante la Consacrazione della nazione stessa al Cuore Immacolato di Maria, per opera del Papa e di tutti i Vescovi riuniti. A conferma della promessa fatta ai tre pastorelli dalla Madonna riguardo a un evento prodigioso, il 13 ottobre 1917 molte migliaia di persone, credenti e non credenti, riferirono di aver assistito ad un fenomeno che fu chiamato "miracolo del sole". Molti dei presenti, anche a distanza di parecchi chilometri, raccontarono che mentre pioveva e spesse nubi ricoprivano il cielo, d'un tratto la pioggia cessò e le nuvole si diradarono: il sole, tornato visibile, avrebbe cominciato a roteare su sé stesso, divenendo multicolore e ingrandendosi, come se stesse precipitando sulla terra.
I due fratelli Francesco e Giacinta morirono pochi anni dopo, rispettivamente nel 1919 e nel 1920, a causa dell'epidemia di spagnola che in quegli anni fece molte vittime anche in Portogallo. Lucia invece divenne monaca carmelitana scalza, e mise per iscritto nelle sue Memorie gli eventi accaduti a Fatima, così come lei stessa li aveva visti. (FONTE: Wikipedia)

Nella plurisecolare storia delle Apparizioni della Vergine Maria, suor Lucia (come era comunemente conosciuta) è stata la veggente vissuta più a lungo; nel quasi un secolo di vita (98 anni), ella ha vissuto la sua vicenda umana e personale, come veggente che dialogava con la Vergine e come suora consacrata nella clausura del Carmelo.
Vi propongo un video girato nel monastero di Coimbra, dove Lucia ha vissuto fino alla morte.

martedì 18 maggio 2010

Il peccato è una cosa seria

Di fronte alle brutte notizie relative agli abusi compiuti da alcuni sacerdoti restiamo addolorati, perplessi, anche indignati. Chi crede e si sente legato alla Chiesa è chiamato però a leggere questi fatti alla luce della Parola di Dio.
Il peccato è una cosa seria e non risparmia neanche gli uomini di Chiesa. Troppe volte ci dimentichiamo che la resistenza alla volontà di Dio è un pericolo sempre presente. Nel giorno del battesimo siamo stati unti nel petto ad indicare che, come gli atleti si ungevano per preparsi alla lotta, in modo da rendere difficile la presa all'avversario, così noi dobbiamo essere pronti a lottare contro il diavolo, che è sempre in agguato.
Dio non ci lascia soli, ma noi dobbiamo essere docili alla sua volontà.
Gesù era consapevole del male di cui possiamo essere capaci, tanto da usare parole estremamente dure:
"Se la tua mano ti è motivo di scandalo, tagliala.....Se il tuo piede ti è motivo di scandalo, taglialo...". Di una durezza incredibile sono poi queste altre parole: " Chi invece scandalizzerà uno solo di questi piccoli che credono in me, gli conviene che gli venga appesa al collo una macina da mulino e sia gettato nel profondo del mare. Guai al mondo per gli scandali! È inevitabile che vengano scandali, ma guai all'uomo a causa del quale viene lo scandalo!" (Mt 18,6-7).
Ci troviamo in un altro orto degli ulivi e dobbiamo evitare di cadere nel sonno, nel torpore che non ci permette di pregare e vigilare.
Il sonno della coscienza genera mostri.

lunedì 17 maggio 2010

Campioni di solidarietà

La scuola sta per terminare ed è tempo di bilanci. Qualche giorno fa sono state premiate le classi che si sono distinte nella raccolta per le adozioni a distanza. Sono otto i bambini adottati a distanza, ed ogni anno la scuola si attiva per arrivare alla cifra necessaria. Nonostante la crisi economica (perchè anche qui alcune aziende hanno chiuso ed il lavoro è a rischio), le classi hanno partecipato con entusiasmo, anche  inviando ai loro amici lontani messaggi di amicizia e solidarietà.
Bravi ragazzi!
Un grazie anche ai vostri genitori e a tutto il personale della scuola che si lascia coinvolgere in questa bella iniziativa. Un grazie alla Dirigente che, con queste e altre proposte, dimostra di credere che l'educazione a scuola passa anche attraverso l'attenzione a chi è meno fortunato.

domenica 16 maggio 2010

Per realizzare slideshow multimediali

Dal sito di MaestroRoberto, vengo a conoscenza di uno strumento gratuito per creare e condividere splendide presentazioni online. Si tratta di Empressr un servizio che consente la realizzazione di slideshow multimediali grazie alla possibilità di inserire foto, audio, video ed animazioni.

Terminato l'inserimento di testi, immagini ed animazioni si può effettuare il salvataggio in remoto registrando un account, che consentirà di creare e condividere fino a 5 presentazioni.
Ovviamente si può decidere se rendere pubbliche o private le nostre presentazioni e sono disponibili i vari codici da copiare per inserirle nel proprio blog, sito web o social network preferito.

sabato 15 maggio 2010

Creare quiz con Mystudiyo

MyStudiyo è uno strumento gratuito per creare sondaggi e quiz online da condividere inserendoli in una pagina web tramite codice.
Mentre si crea il quiz, è possibile aggiungere un video introduttivo da YouTube e Teacher Tube, oltre che del testo o una immagine. Video, testo e immagini possono inoltre essere associati ad ogni domanda.
Nella prova che ho fatto e che vi propongo, mi sono limitata a inserire le domande e le risposte, ma vi assicuro che non è difficile aggiungere immagini, testo o video.


venerdì 14 maggio 2010

Generatori online di giochi di parole

Genempire è un sito dove poter trovare strumenti per creare giochi, come cruciverba e parole intrecciate, ma anche questionari, da stampare.


 The Teacher's Corner,  raccoglie diverse risorse per insegnanti. Si possono creare e stampare cruciverba, parole intrecciate, abbinamenti, anagrammi, testi cloze, ecc. Da provare.


Vi segnalo anche Teachers - direct che dà la possibilità di creare quiz e cercaparole (cliccate su Free Resorces per scegliere se costruire quiz o wordsearch). Gli esercizi realizzati possono essere salvati e stampati. E' possibile scegliere di creare gli esercizi in modalità interattiva in modo da poterli inserire in una pagina web. Buon lavoro!

giovedì 13 maggio 2010

Creare cruciverba

Alcuni giorni fa mi chiedevate se esisteva un semplice programma per creare cruciverba.
Vi propongo due possibilità.
1) EclipseCrossword è un programma molto semplice da utilizzare. Una volta installato, basterà seguire il semplice processo guidato per la creazione delle vostre parole crociate.
Inserite la parola (soluzione) e la domanda associata (es: acqua - elemento indispensabile nel battesimo).
Con questo procedimento continuate fino al numero desiderato di parole e poi andate avanti lasciando al programma la generazione del cruciverba.
E’ possibile salvarlo, stamparlo su carta, o cosa davvero carina, creare una pagina html + java che permette di giocare il cruciverba direttamente online.
Ovviamente è possibile salvare tutte le definizione già inserite per poi poterle riutilizzare nei cruciverba successivi.
Cliccate sull'immagine per scaricare il programma.
2) Nel sito http://www.readwritethink.org si trova uno strumento per creare parole crociate da risolvere online e stampare. Mi sembra che non sia possibile salvare i cruciverba creati. Cliccate sull'immagine per provare a utilizzare questa risorsa.

martedì 11 maggio 2010

Il mese mariano

Il 12 e il 13 maggio il Papa, in occasione della sua visita in Portogallo, sarà a Fatima.
Questa sarà la quinta volta che un Papa visita il Santuario di Fatima. Paolo VI fu il primo, nel 1967, e Giovanni Paolo II, si recò a Fatima tre volte. 
Fatima è uno dei luoghi mariani più conosciuti al mondo e il viaggio del Papa avverrà proprio nel mese di maggio che, per tradizione, è il secondo mese mariano dell'anno, dopo quello di ottobre.
L’origine del mese mariano in maggio ha origini molto lontane. Sembra si possa fare risalire a remote tradizioni pagane quali i ludi floreales o florealia in onore di Flora Mater, dea della vegetazione, reinterpretati più tardi in ambito cristiano, laddove a questa dea si è sostituita Maria, "il fiore più bello fra tutti fiori". Lo sviluppo successivo si è poi consolidato nel Medioevo fino ad assumere le odierne forme devozionali. Si tratta di un uso tipico dell’Occidente cristiano: in Oriente infatti, tra gli ortodossi, il mese mariano è agosto, nel quale si celebra l’Assunzione.
La Chiesa propone Maria come modello per i cristiani e le riconosce un ruolo esclusivo nella Storia della Salvezza, perchè Maria, oltre che creatura immacolata, è Madre di Dio.
Vorrei proporvi un viaggio nei numerosi luoghi mariani presenti in italia. Lo suggerisce Avvenire dell'8 maggio.Cliccate sull'immagine, per scaricare l'articolo.

lunedì 10 maggio 2010

Una storia vera

Capita spesso a scuola di dovervi richiamare a comportamenti più appropriati. Qualche volta gli insegnanti possono anche perdere la pazienza e incominciare quelle prediche così lagnose...(anch'io a volte sono maestra in questo!). Abbiate pazienza! Ma quanto esagerate anche voi? Ve ne rendete conto?
Leggete questa storia. Descrive un fatto realmente accaduto.
Rifletteteci, perchè la piccolezza di certi comportamenti non diventi abitudine e perchè l'inettitudine non diventi motivo di orgoglio.

"Studenti di terza media in gita a Firenze, sosta per il pranzo al sacco davanti al monastero di San Marco. Dopo essersi sfamati, cominciano a lanciarsi i panini avanzati e a sbriciolare le merendine, si spruzzano addosso l’acqua delle bottigliette, mentre un gruppo improvvisa una partitella di calcio con le arance rimaste nei sacchetti. Urla, risate sardoniche, tra lo sconcerto e la disapprovazione dei passanti: ma i genitori, cosa insegnano a casa a questa gente? E i professori, i professori che fanno? Accade un fatto imprevisto: due insegnanti raccolgono le arance avanzate e le mettono in due sacchetti, altri due vengono riempiti di panini, poi si raccolgono le bottigliette d’acqua sparpagliate a terra.
Chiamano quelli che giocavano a calcio e li invitano a seguirli.
«Cosa c’è? Non abbiamo fatto niente». «Non preoccupatevi, venite con noi». Insieme vanno davanti alla loggia dell’Ospedale degli Innocenti, poco lontano, dove bivaccano alcuni anziani clochard.
Un insegnante avvicina quell’umanità dolente e chiede: «Volete qualche panino? Non vi offendete?» Sui volti di quegli uomini si accende un sorriso, le mani si allungano verso i sacchetti. «Serve anche dell’acqua?». «No grazie, ne abbiamo ancora un po’». Ma come, avrebbero potuto farne scorta… e invece no, può servire ad altri. Dal colonnato spunta una donna malvestita, gli occhi scavati e lo sguardo fiero: «Ho sei bambini, sei… posso averne un po’ anch’io?». Restano da distribuire le arance, e gli sguardi dei barboni s’illuminano: «Che meraviglia, la frutta!».
I due prof tornano verso il monastero di San Marco, seguiti dai ragazzi che si guardano tra loro quasi increduli, gli occhi bassi, e commentano: «Ma hai visto quello come ha preso le arance? E quell’altro che non ha voluto la bottiglietta d’acqua?». La bravata da cui tutto era nato ha lasciato il posto allo stupore per qualcosa di grande di cui erano stati testimoni e involontari protagonisti.
Qualcosa di più grande della loro inettitudine che ha reso evidente, nell’impatto con la domanda presente in quell’umanità bisognosa, la piccolezza del loro comportamento".

FONTE: dall'editoriale di Giorgio Paolucci in Avvenire del 23/04/2010

sabato 8 maggio 2010

Stringimi come il fiume Giordano

Riferimenti biblici e religiosi nelle canzoni?
Questa è la volta di un altro dei miti della canzone internazionale, Michael Jackson. Vi riporto alcuni versi di una sua famossissima canzone, che poi vi lascio all'ascolto. Si tratta di Will you be there.

Stringimi come il fiume Giordano; portami come se tu fossi mio fratello; amami come farebbe una madre (...). 
Salvami, guariscimi e lavami, amami e nutrimi, dimmi dolcemente che tu ci sarai (...). Nella paura, nell'ansia e nel dolore... nella promessa di un altro giorno.... tu ci sarai! Non ti permetterò mai di andartene, perchè sei sempre nel mio cuore.

venerdì 7 maggio 2010

Se non leggi non vivi

Da Avvenire del 5 maggio 2010
"(...) Sono i libri che ti raccontano e ti spiegano la vita degli altri, tuoi contemporanei o tuoi progenitori. Leggendo, con-vivi con la vita di tutti. Non-leggendo, ti separi da tutti, non li raggiungi più, ti perdi. C’è un numero altissimo di italiani che non leggono nemmeno un libro all’anno: non sono italiani, non sono europei, non sono in collegamento con l’Italia o con l’Europa, non sono in collegamento nemmeno con l’umanità. L’umanità è un intreccio di miliardi di vite, che toccandosi si scambiano informazioni, domande, risposte, scoperte, dubbi. Lo fanno per mezzo della lettura. Chi non legge, non partecipa a questo scambio, ne resta fuori, si esclude dall’umanità. L’umanità parla a tutti, tranne a coloro che non leggono.
Se i libri raccontano le vite degli altri, i giornali raccontano le civiltà degli altri. Se non leggendo libri non puoi confrontare la tua vita e dunque non puoi capirla e dunque non la vivi ma la perdi, così non leggendo giornali non puoi confrontare la tua civiltà e dunque non puoi capirla, ci sei dentro ma non ne fai parte. I giornali riassumono e comunicano il lavoro che il mondo fa, tutto il mondo, giorno dopo giorno. Leggendo i giornali, tu ogni mattina introietti questo lavoro, ne erediti i risultati, te ne sostanzi, con essi nutri cervello cuore e nervi. Dopo questo nutrimento, sei diverso da com’eri prima.
Il mondo lavora per te. Ma se non leggi i giornali, non erediti questo lavoro, tutto ciò che il mondo fa, lo fa per tutti ma non per te: se non leggi i giornali, tu non fai niente per il mondo e il mondo non fa niente per te.

La lettura è una vaccinazione, chi non legge non si vaccina. Le malattie contro le quali agisce questa vaccinazione sono l’ignoranza, la disinformazione, il disinteresse per la vita politica, l’asocialità. Sono malattie gravi. Le conseguenze di queste malattie gravano sulla società. La società ha interesse a sconfiggere queste malattie, come ha interesse a sconfiggere il vaiolo o le altre malattie endemiche. Non è tollerabile che in una società ci siano individui non vaccinati contro il vaiolo o altre malattie endemiche, perché questi individui contraggono il virus e ne mantengono viva la minaccia. Colui che non legge non può essere un buon figlio, o buon padre, o marito, o cittadino, o buon elettore. Vota male perché è ingannabile, decide male per sé e per i figli, esprime giudizi disinformati, è un danno per la democrazia.
Si pensa che la scrittura sia stata inventata per 'fissare il debito': prima della scrittura, il debito era soltanto orale, e il creditore lo alzava come voleva, con la conseguenza che il debitore non finiva mai di sdebitarsi: era uno schiavo che generava schiavi. Bisogna controllare ogni giorno il proprio dare-avere con il mondo. Leggere non dovrebb’essere un diritto, ma un dovere".
(Ferdinando Camon)

giovedì 6 maggio 2010

Presentare una frase attraverso un cartone animato

GoAnimate permette di creare brevi cartoni animati online. Registrandovi gratuitamente, avrete a disposizione una vasta libreria di oggetti, paesaggi e personaggi da cui attingere. Il funzionamento è semplicissimo, in quanto basta trascinare gli elementi sul piano di lavoro e decidere la loro posizione nella timeline. E' anche possibile aggiungere delle nuvolette con dei fumetti e far parlare i personaggi usando i campioni sonori già presenti, oppure registrandone di nuovi.
I video creati possono essere condivisi con gli amici oppure pubblicati su YouTube, siti, forum e blog.
Credo che le nuove tecnologie possano offrire molte opportunità agli insegnanti, consentendo loro di veicolare i messaggi in modalità  più "intriganti" per i ragazzi. Così gli alunni, una volta imparato l'utilizzo degli strumenti che andiamo a proporre, hanno un approccio diverso di fronte all'apprendimento. C'è sempre, purtroppo, chi se ne approfitta, facendo altro, ma la maggior parte dei ragazzi prende seriamente il lavoro proposto.
Guardate cosa ho realizzato, partendo da una frase di Natalia Ginzburg sulla presenza del crocifisso nella scuola.
Cliccare sull'immagine.
http://goanimate.com/videos/02nVLgVOG9FY?utm_source=linkshare&utm_medium=linkshare&utm_campaign=usercontent


mercoledì 5 maggio 2010

Solcando il cielo trovarci Dio

Tanto più ci sforzeremo di comprenderci, tanto più incontreremo Dio?
Leggete e sentite cosa dice questa canzone dei mitici Nomadi.

...e solcando il cielo
trovarci Dio trovarci Dio solcando il cielo
trovare Dio, trovarci Dio
e poi sentire il vento
trovare Dio, trovarci Dio.

lunedì 3 maggio 2010

Il bullismo non ci piace

Dal Quadernone blu

Il fenomeno del bullismo e della devianza giovanile nelle scuole è balzato spesso agli onori (si fa per dire) della cronaca negli ultimi anni e non sempre le risposte approntate a livello di singola istituzione scolastica sono apparse incisive ed efficaci nel contenere il fenomeno stesso, men che meno nel prevenirlo. Ecco perchè mi pare importante l'approccio collaborativo e di sistema posto in essere a livello territoriale già da un paio d'anni nella Provincia di Ferrara, dove la Questura, i Carabinieri, la Guardia di Finanza, la Prefettura, il Comune e l'AUSL (con i Servizi SERT e PROMECO), la Provincia, l'Ufficio Scolastico Provinciale e le istituzioni scolastiche di ogni ordine e grado lavorano insieme per affrontare e prevenire in modo concreto il fenomeno in questione. Primi frutti del Protocollo d'intesa firmato nel giugno 2008, un piano per l'offerta formativa alle scuole, linee guida per i docenti e, secondo me particolamente significativa, una pagina web per gli alunni attraverso la quale è possibile inviare via mail particolari segnalazioni e richieste di aiuto.

domenica 2 maggio 2010

Sant'Alberto Magno, testimone dell'amicizia tra fede e scienza

 Il Papa ha affrontato più di una volta il tema del rapporto tra fede e scienza. Ho avuto modo di rileggermi il testo di una delle catechesi del mercoledì, quella del 24 marzo

In quell'occasione, il Santo Padre ha parlato di un grande maestro della teologia medievale, Sant'Alberto Magno, che con rigore scientifico studiò le opere di Aristotele, convinto che tutto ciò che è realmente razionale è compatibile con la fede rivelata nelle Sacre Scritture. In altre parole, sant’Alberto Magno, ha contribuito alla formazione di una filosofia autonoma, distinta dalla teologia e unita con essa solo dall’unità della verità. Così è nata nel XIII secolo una chiara distinzione tra questi due saperi, filosofia e teologia.
Anche se la scienza. come la intendiamo noi ha ancora da venire (dovremo aspettare Galileo per la nascita del metodo delle "sensate esperienze"), sant’Alberto mostra che tra fede e scienza non vi è opposizione, nonostante alcuni episodi di incomprensione che si sono registrati nella storia. Il suo metodo consisteva semplicemente nell’osservazione, nella descrizione e nella classificazione dei fenomeni studiati, ma così ha aperto la porta per i lavori futuri.
Un uomo di fede e di preghiera, quale egli fu, può coltivare serenamente lo studio delle scienze naturali e progredire nella conoscenza del micro e del macrocosmo, scoprendo le leggi proprie della materia, poiché tutto questo concorre ad alimentare la sete e l’amore di Dio. La Bibbia ci parla della creazione come del primo linguaggio attraverso il quale Dio – che è somma intelligenza, che è Logos – ci rivela qualcosa di sé. Il libro della Sapienza, per esempio, afferma che i fenomeni della natura, dotati di grandezza e bellezza, sono come le opere di un artista, attraverso le quali, per analogia, noi possiamo conoscere l’Autore del creato (cfr Sap. 13,5). Con una similitudine classica nel Medioevo e nel Rinascimento si può paragonare il mondo naturale a un libro scritto da Dio, che noi leggiamo in base ai diversi approcci delle scienze (cfr Discorso ai partecipanti alla Plenaria della Pontificia Accademia delle Scienze, 31 Ottobre 2008).
Sono tanti gli scienziati che, sulla scia di sant’Alberto Magno, hanno portato avanti le loro ricerche ispirati da stupore e gratitudine di fronte al mondo che, ai loro occhi di studiosi e di credenti, appariva e appare come l’opera buona di un Creatore sapiente e amorevole! Lo studio scientifico si trasforma allora in un inno di lode. Lo aveva ben compreso un grande astrofisico dei nostri tempi, di cui è stata introdotta la causa di beatificazione, Enrico Medi, il quale scrisse: "Oh, voi misteriose galassie ..., io vi vedo, vi calcolo, vi intendo, vi studio e vi scopro, vi penetro e vi raccolgo. Da voi io prendo la luce e ne faccio scienza, prendo il moto e ne fo sapienza, prendo lo sfavillio dei colori e ne fo poesia; io prendo voi stelle nelle mie mani, e tremando nell’unità dell’essere mio vi alzo al di sopra di voi stesse, e in preghiera vi porgo al Creatore, che solo per mezzo mio voi stelle potete adorare" (Le opere. Inno alla creazione).

sabato 1 maggio 2010

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