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mercoledì 29 giugno 2011

Ma perchè chiamarli disabili?

Prima di tutto sono persone.
Questo mi viene da dire quando si parla dei disabili. Gli atteggiamenti di fronte alle persone "diverse" vanno dall'indifferenza alla curiosità, dall'indulgenza ad una pietà forzata. Ma perchè non riconoscere la persona? Le persone sono diverse, per natura, cultura, religione. Non siamo tutti uguali e la normalità è un concetto statistico. Niente più di questo. Le difficoltà non vanno ovviamente ignorate ed è compito del legislatore e delle persone di buona volontà offrire gli strumenti e le occasioni perchè ogni persona possa realizzarsi.
Il  sogno di  José Omar era ad esempio diventare direttore d'orchestra, nonostante gli dicessero che non era per lui,  che aveva la sindrome di down. La sua tenacia e l'appoggio dei genitori gli hanno permesso di andare oltre la disabilità.  Ha trovato la Fondazione musicale Simon Bolivar, fondata dal maestro José Antonio Abreu per insegnare a suonare ai ragazzi di strada e aiutarli a stare lontano dalla violenza proprio attraverso la musica, ed è entrato a far parte di una delle duecento orchestre nate da questa Fondazione. La 'Rinconada' è l’orchestra in cui José Omar non solo suona nel gruppo, ma ne è anche il direttore. Josè è il primo maestro d’orchestra con la sindrome di Down.
Alcune settimane fa, lui e la Rinconada si sono esibiti in un’importante cerimonia a Caracas, la capitale del Venezuela, con grande successo. "Ogni concerto - ha detto Josè - è un sogno che si realizza. Quando stringo in mano la bacchetta, sono felice".
E' proprio vero che l'handicap peggiore è il pregiudizio, che ci impedisce di vedere la dignità che è propria di ogni essere umano.

lunedì 27 giugno 2011

L'autentica spiritualità

"Quello che mi fa capire se uno è passato attraverso il fuoco dell'amore divino, non è il suo modo di parlare di Dio, è il suo modo di parlare delle cose terrene".
(Simone Weil)
Vivere le realtà terrene irradiandole di luce: questa è la vera spiritualità!

                                                      

venerdì 24 giugno 2011

La religione e la società

"La religione non è realtà a parte rispetto alla società: è una componente connaturale. L'ascolto di Dio è condizione per la ricerca del bene comune".
"Se si relegano all'ambito del soggettivo la religione e la morale, la crisi dell'Occidente non ha rimedio e l'Europa è destinata all'involuzione".
Benedetto XVI durante il suo viaggio a Zagabria (4 giugno 2011)

mercoledì 22 giugno 2011

La scuola è finita, ma meno male che ricomincia!!!

Sono giorni che la scuola è finita. Chi non ha gli esami può tirare un sospiro di sollievo. E' andata.
Bene o male che sia, ci si rivede a settembre.
Meno male, oserei dire. Perchè se non ci fosse la scuola, l'alternativa non sarebbe la sveglia tardi la mattina, nè il giocare tutto il giorno.
Ne sanno qualcosa i milioni di bambini a cui la scuola è negata, costretti a lavori faticosi, che distruggono la salute, tolgono anni alla futura vecchiaia, che del resto arriva precocemente.
Guardate questo video.


A questi bambini la scuola farebbe molto bene. Pensateci, e riuscirete a volerle bene, come il personaggio di questa vignetta.

lunedì 20 giugno 2011

Alla Casa di Riposo

Era il Natale del 1996 quando la collega Maria accompagnò per la prima volta alcune classi della Tacchi Venturi a fare un po' di festa con gli ospiti della locale Casa di Riposo. Da lì partì una sfida, incoraggiata dalla signora Ines dell'Avulss: perchè non portare le classi della scuola media ogni mese?
Sono ormai quindici anni che i ragazzi incontrano gli ospiti della Casa di Riposo per giocare a tombola o per festeggiare i compleanni.
Come attuale referente del progetto (perchè Maria da alcuni anni è in pensione, come lo sono un'altra Maria, Lina, Lorenzina e Anna Maria, pioniere del progetto), ringrazio le classi e le docenti che rendono possibili questi momenti di incontro e di festa con i nostri "vecchietti".
Un grazie anche ai volontari dell'Avulss, che ci supportano nella realizzazione di questa bella iniziativa.

Un anno alla Casa di Riposo from profrel on Vimeo.

domenica 19 giugno 2011

Un'orchestra per educare alla pace e al dialogo

NYOI è l'acronimo della National Youth Orchestra of Iraq.
I gio­vani membri di questa orchestra vengono da tutte le aree dell’Iraq, parlano lingue diverse, pra­ticano diverse religioni, ma uno solo è l’obiettivo: fare musica insieme. Quarantadue musicisti dai 14 ai 29 anni, selezionati online. Chi vuole concorrere alle selezioni si presenta con un suo showreel su You-Tube e, se scelto, partecipa alla Summer School di due settimane, prevista nella città cur­da di Suleimanya.
Un'orchestra sinfonica di giovani musicisti come simbolo di pace e unità, per portare fuori dai confini iracheni un'immagine diversa rispetto a quella cui si è purtroppo abituati. Questo il motivo ispiratore dell'iniziativa promossa da Zuhal Sultan, pianista diciassettenne che dal 2008 porta avanti questo meraviglioso progetto. L'importanza dell'iniziativa risiede nell'essere stata in grado di conciliare ciò che all'apparenza appariva inconciliabile: diverse etnie, diverse religioni, diverse lingue si sono avvicinate in nome di un obiettivo comune, ovvero dimostrare che l'unità del Paese è possibile.
L'iniziativa ha destato l'attenzione di prestigiosi professionisti provenienti da Stati Uniti e Inghilterra che si sono interessati personalmente al progetto, spendendosi in prima persona per ottenere finanziamenti e appoggio da importanti istituzioni, primo fra tutti lo scozzese Paul MacAlindin, che da subito ha messo a disposizione la propria professionalità e dal 2009 dirige l'orchestra. Il progetto gode del patrocinio del British Council, dell'Ambasciata inglese in Iraq, del vice Primo Ministro iracheno Barhem Salih e dell'Unesco, agenzia dell'Onu per la cultura, la scienza e la formazione.
«Questa orchestra è un sostanziale pa­radosso », dice Paul McAllindin. «Primo perché nella NYOI giovani a­rabi e curdi suonano insieme. Secon­do, perché il reclutamento attraverso YouTube è una forma di selezione de­cisamente originale; terzo perché a settembre tutti questi giovani, com­pletata una prima parte della loro for­mazione, lasciano il Paese e si trasfe­riscono in Germania. Qui fanno la pri­ma scommessa: suonare insieme in pubblico, in una orchestra multietni­ca ma in un Paese molto lontano dal loro per abitudini, clima, tradizioni».
Questa orchestra condivide il princi­pio con cui Daniel Baremboim ha creato la sua, formata da giovani ara­bo- israeliani. «Ma noi andiamo oltre prosegue McAllindin - . Usiamo il so­cial network per incentivare i concor­renti a inviarci le loro application e fac­ciamo una campagna di raccolta fon­di sul web». L’ultima trovata per sostenere l’orche­stra con donazioni private, da un mi­nimo di 1 dollaro a più di 8mila dolla­ri, è quella di affidarsi a una produ­zione tedesco-irachena, la Harmony-Iraq, che realizzerà un documentario di 45 minuti sulla Summer School, se­guendo questi giovani dalle loro re­gioni di provenienza irachene fino al­l’Europa. L’obiettivo è realizzare un prodotto multimediale, in vendita an­che sul web, e raccogliere molti fondi per dare ai ragazzi una chance per pro­seguire i loro studi, al di là del periodo di formazione previsto. Intanto, le au­dizioni impazzano su YouTube e ven­gono rilanciate su Facebook. «Preve­diamo un vero e proprio boom» dice McAllindin.
FONTI: Laura Silvia Battaglia su Avvenire del 18 giugno 2011 e Alice Scalfi in http://nuoveculture.it/it/news/in-iraq-la-prima-orchestra-sinfonica-dopo-la-guerra.html

giovedì 16 giugno 2011

Elogio della temperanza

Mai sentito parlare delle virtù cardinali?
Prudenza, giustizia, fortezza e temperanza non vi dicono niente?
Andiamo a vedere il Compendio del Catechismo della Chiesa Cattolica , e dai numeri dal 377 al 383 ci verrà spiegato cos'è la virtù e quali sono le virtù umane principali, che vengono chiamate cardinali.
La temperanza è una delle quattro virtù cardinali, ed è quella che ci aiuta a moderare l'attrattiva dei piaceri, assicura il dominio della volontà sugli istinti e rende capaci di equilibrio nell'uso dei beni creati.
C'è bisogno oggi di essere temperanti? Credo proprio di sì, e per meglio argomentare il mio pensiero, mi affido all'editoriale di Francesco d'Agostino, pubblicato su Avvenire del 31 maggio 2011, riportandone alcuni passaggi.

"Oggi, per temperanza, si intende tutt’al più la moderazione nel mangiare e nel bere: un valore igienico più che etico. Il corretto concetto di temperanza è invece ben più profondo: come già insegnava il pensiero greco classico, ripreso poi dalla morale cristiana, per temperanza si deve intendere la doverosa capacità di controllare pienamente se stessi, di darsi un ordine, una disciplina, una misura, una pace sia fisica che spirituale (ed è per questo che l’infanzia e l’adolescenza, età in cui l’uomo non ha ancora definitivamente completato la 'costruzione' di se stesso, sono più facilmente aperte all’intemperanza rispetto all’età adulta). Il paradigma della temperanza è stato scardinato nell’epoca moderna dalla passione per l’eccesso, per l’esasperazione, per l’oltre-misura, per il disordine, per l’avventura, per il moltiplicarsi forsennato di esperienze".

mercoledì 15 giugno 2011

La scuola, condizione per la pace

Avreste mai pensato che la pace dipende anche dalla scuola?
"Certo - dirà qualcuno di voi - la scuola mi toglie la pace. Quindi, niente scuola = pace".
Cari ragazzi, non è proprio così.
Nei paesi dove c'è la guerra, le scuole sono costrette a chiudere, ed in questo modo si distruggono le opportunità di futuro di diverse generazioni di bambini.
Nel rapporto di monitoraggio del programma 'Educazione per tutti', l’Unesco ha evidenziato come il 42% dei bambini non scolarizzati alle elementari vive in Paesi colpiti da un conflitto. 
La carenza di educazione alimenta il circolo vizioso della guerra, perchè i bambini privati di scuola sono condannati alla povertà, che è una delle cause che scatenano i conflitti. Un basso livello educativo è inoltre un indicatore statisticamente significativo del rischio di violenza.
L'educazione può e deve essere strumento di pace. 
Attraverso la scuola si possono offrire ai giovani quelle competenze e quei valori civici di cui hanno bisogno per sfuggire alla povertà, alla disoccupazione e alla disperazione economica, che alimentano conflitti e violenza. 
Pensate che riducendo del 10 per cento le spese militari, si potrebbero educare quasi 10 milioni di bambini in più!
Allora, cari ragazzi, cercate di volere un po' più di bene allo studio. Impegnatevi, perchè la pace dipende anche dal vostro livello di istruzione e vigilate, per quel che potete (un po' di più possiamo fare noi grandi), affinchè l'educazione possa essere un'opportunità offerta a tutti i bambini del mondo.

venerdì 10 giugno 2011

La prima E si fa una domanda

Tra i saluti che ho ricevuto per la fine della scuola, vi lascio quello della 1^E che ho trovato molto simpatico.
Eccolo qui.
A quanto pare non vi ho annoiato, perchè altrimenti non sareste della stessa opinione!
Grazie ragazzi per aver apprezzato il mio lavoro. Io faccio quello che posso, ma il più spetta a voi: dovete far crescere dentro di voi ciò che avete imparato.
Auguri ragazzi!!!

giovedì 9 giugno 2011

Le classi prime e le parabole a cartoni animati

Il lavoro della 1^C sulla Parabola del Figliol prodigo







La 1^A e la Parabola dei Talenti



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martedì 7 giugno 2011

lunedì 6 giugno 2011

Sulle buone maniere. Un saluto ai miei alunni più irrequieti.

Se i vostri genitori vi vedessero, vi riconoscerebbero? Intendo dire, a scuola, durante la ricreazione, oppure mentre "sfidate" gli insegnanti, continuando a chiacchierare nonostante le occhiatacce, o mentre provate a tener loro testa con argomentazioni fragili sul perchè non avete fatto i compiti a casa, o sulla nota che vi siete beccati per il cattivo comportamento. Penserebbero, i vostri genitori, che siete i loro figli? Gli stessi ragazzi a cui tutte le mattine va la loro raccomandazione di comportarsi bene con i compagni e gli insegnanti?
So bene come la scuola possa scatenare, in alcuni di voi, le peggiori inclinazioni. La scuola non vi piace, gli insegnanti non vi piacciono; è l'ambiente in sè che vi intristisce o vi fa nascere la rabbia e l'insofferenza. Ma che devono dire i vostri compagni? quelli che avrebbero bisogno di tranquillità e di silenzio per poter apprendere con più facilità?
Visto che sono abbastanza tosta, nel senso che non mi arrendo con facilità, vi lascio, ma in fondo è per tutti, alcune riflessioni sull'educazione. La prima è di Ermanno Olmi, un famoso regista italiano, e la seconda è di Gandhi.

"La disciplina è il rispetto delle regole di una forma di religione che noi sottoscriviamo e l'educazione è non il rispetto delle regole ma il rispetto degli uomini".

"Non è la letteratura né il vasto sapere che fa l'uomo, ma la sua educazione alla vita reale. Che importanza avrebbe che noi fossimo arche di scienza, se poi non sapessimo vivere in fraternità con il nostro prossimo?"

Due parole vale la pena rammentare: rispetto e fraternità. Valgono per tutti, sia per gli scalmanati che per gli alunni "modello", oltre, ovviamente, che per noi adulti.
Per concludere, vi lascio un link ad un test che "misura" il nostro livello di educazione. Il test è rivolto a tutti, non solo agli irrequieti. Cliccate sull'immagine  per scaricarlo.

Buona estate, ragazzi!!!

domenica 5 giugno 2011

La storia della matita

A tutti gli alunni di prima e seconda,un video preso in prestito da youtube, con l'augurio che possiate crescere come uomini e donne di pace.

sabato 4 giugno 2011

Un saluto e un augurio ai ragazzi di terza: la vita giocatevela bene!!!

Come ogni anno rivolgo il mio saluto agli alunni di terza media.
L'augurio che vi faccio prende in prestito queste belle parole di don Tonino Bello, pronunciate durante un'omelia rivolta ai ragazzi delle elementari e delle medie.

"La vita giocatevela bene, non bruciatela.
Il rischio che potete correre è che invece di raggiungere gli orizzonti larghi vi incastriate poi in un labirinto, in una prigione, da cui poi si fa fatica a uscire...Andiamo alla ricerca di obiettivi, che pensiamo ci debbano liberare e invece ci mettono proprio loro in prigione...
Se la vostra vita la spenderete per gli altri, voi non la perderete; perderete il sonno, ma non la vita, la vita è diversa dal sonno; perderete il denaro, ma non la vita, la vita è diversa dal denaro; perderete la quiete, ma non la vita, la vita travalica la quiete; perderete tantissime cose, perderete la salute, ma non la vita...
Vi auguro che possiate veramente amare la vita, amare la gente, amare la geografia, amare la terra... a tal punto che il cuore vi faccia male, e vi auguro che vi faccia veramente male ogni volta che vedrete nuove oppressioni, nuove ingiustizie, nuovi stermini della natura, ogni volta che sentirete il grido violento che si sprigiona dalle turbe dei poveri...
La bellezza di Dio e la bellezza dell'altro salveranno il mondo Sia pure nel vostro piccolo abbiate sempre rispetto dei volti, abbiate sempre il rispetto delle persone, abbiate sempre il rispetto dell'altro, il rispetto dei luoghi, abbiate sempre la cura della bellezza che non è qualcosa di effimero...
Dio è la bellezza... La bellezza di Dio e la bellezza dell'altro salveranno il mondo... Coltivate la bellezza del vostro volto, anche quando avrete 80 anni! Coltivate la bellezza del vostro corpo, la bellezza del vostro vestire, cioè l'eleganza non fatta di abiti firmati, ma quella della semplicità, coltivate la bellezza del vostro sguardo, non potete immaginare quanta luce questa bellezza dà a chi è triste, quanta voglia di vivere produce uno sguardo generoso che voi date su di una persona che è triste... Non c'è ricchezza, nè denaro al mondo che ti ripaghi di questo...
Vi auguro la scoperta di Dio nelle cose più belle che Lui ci dona, nella natura, l'intuire la Sua presenza che fa miracoli ogni giorno e che noi non sappiamo cogliere...la scoperta non della sacralità, ma della santità di tutte le cose... Perchè voi siete molto consumatori di sacralità, di sacro, ma poco protagonisti di santità e la santità la possono raggiungere anche i laici... Gesù Cristo vi dia tanta voglia di scoprire la santità delle cose, la santità del mare, la bellezza della terra, dei vostri giardini, dei prati, delle pareti delle scuole..."
Tanti auguri ragazzi!!!!

venerdì 3 giugno 2011

Per riflettere sul razzismo

Continuo a pubblicare alcuni dei lavori realizzati dai ragazzi di terza. E' la volta di Erika e Valeria della 3^C e di Luca della 3^B, che hanno realizzato il loro breve video con animoto.
Create your own video slideshow at animoto.com.

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giovedì 2 giugno 2011

Dio dammi la forza di fare delle vere domande

Prof, ma perchè Dio non risponde alle nostre domande?
La mia alunna ha ragione. Tante volte Dio sembra non rispondere alle nostre richieste. Un parente malato, una situazione difficile a casa; noi chiediamo e Dio sembra restare indifferente. Per chi ha fede non è così. La fede si gioca proprio su questo apparente silenzio di Dio. E' come sulla croce: Gesù non risponde alle provocazioni, ma quel silenzio parla. Eccome! Tanto che il centurione riconoscerà in quel crocifisso il Figlio di Dio.
Vi lascio un bellissimo paragrafo tratta da La Notte dello scrittore ebreo Elie Wiesel.

"L'uomo si eleva verso Dio per mezzo delle domande che gli pone. Ecco il vero dialogo: l'uomo interroga e Dio risponde. Ma le sue risposte non si comprendono, non si possono comprendere perchè vengono dal fondo dell'anima e vi rimangono fino alla morte. Le vere risposte, Eliezer, tu non le troverai che in te. Domandai allora a Mosheh: E tu, perchè preghi? Mi rispose: Prego Dio di darmi la forza di potergli fare delle vere domande".

Probabilmente questo testo è adatto più per noi grandi, ma invito i giovani e giovanissimi a riflettere sull'ultima frase. Non sono importanti le risposte, ma le domande.Che cosa chiedo alla vita? Su quali valori voglio costruirla? Cosa conta di più? Quando la domanda è vera, anche la risposta lo è, e dal fondo dell'anima arriva al nostro cuore e alla mente.

mercoledì 1 giugno 2011

I numeri e il loro significato: QUATTORDICI

Ad ogni lettera dell'alfabeto ebraico corrisponde una cifra. Per esempio, nel nome del re Davide, che in ebraico si scrive DVD, l'addizione delle due D (4+4) e della V (6) dà 14; 14 è dunque la cifra del re Davide.

Nella genealogia di Cristo, l'evangelista Matteo ci rivela la stirpe regale di Gesù, da Abramo a Giuseppe, sposo di Maria, attraverso una successione di 3x14 generazione (Mt 1,1). Cristo è dunque in modo superlativo "figlio di Davide".



Tratto da "Tutto calcolato", Agenda dell'educatore ACR 2010/2011.

Continua......

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